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mercoledì 16 gennaio 2013

Recensione: "Strega" di Remo Guerrini


Buon pomeriggio creature del bosco, e bentornati nella mia Foresta Incantata!
Ho terminato da poco la lettura del libro "Strega" di Remo Guerrini, passo subito a recensirlo visto che le cose da dire sono veramente tante e non voglio perdermi fin da subito. Sarà un'impresa ardua ma... cominciamo!

Autore: Remo Guerrini
Editore: TimeCrime
Collana: Nero Italiano
Pagine: 320
Prezzo: 9,90 euro

Trama: Chi è Battistina? Una strega di appena dodici anni, capace di compiere prodigi e fatture e di convincere i rovi a fiorire, oppure una povera contadina ignorante, che conosce solo le virtù inebrianti delle erbe e delle piante di montagna? A chiederselo sono in tanti, in un remoto angolo dell’Italia del 1587. A inerpicarsi fino all’antichissima e oscura rocca di Triora, nell’entroterra ligure, sarà una spedizione organizzata dalla Repubblica di Genova, composta dal lucido e crudele Giulio Scribani, Commissario straordinario incaricato di debellare la stirpe delle streghe; da Juan Ferdinando Centurione, storpio e coltissimo, che con la sua logica sfiderà i vicari dell’Inquisizione; e dal giovane Niccolò, segretario e scrivano, che finirà per legarsi alla giovane strega nella vita come nella morte...

Recensione:
Per me è davvero difficile recensire un libro ambientato in un luogo che conosco bene, che amo, che frequento spesso e di cui, se ricordate, vi ho anche parlato più volte qui sul blog. 
Siamo a Triora, nell'entroterra ligure, un paesino situato in cima a un monte e da cui si può godere di una vista mozzafiato su tutta la Valle Argentina. Corre l'anno 1587: il paese, podesteria della Repubblica di Genova, è reduce da una pestilenza e due anni di carestia. Capro espiatorio di queste disgrazie che hanno colpito il paese diventano le donne, in particolare quelle appartenenti al ceto più povero, che vengono accusate di stregoneria, incarcerate e torturate per far sì che confessino i loro peccati demoniaci di fronte alla Santa Inquisizione. E' in questo scenario che si svolgono le vicende dei due protagonisti, Battistina e Niccolò, giovane strega lei, scribano del Commissario della Repubblica lui. Battistina è appena una ragazzina quando i vicari giungono da Genova per estirpare il seme del male che sembra essersi insidiato a Triora, è ingenua e selvatica come una volpe, ed è fermamente convinta di essere una strega, di danzare con il diavolo e di conoscere i segreti delle erbe. La sua vita è semplice e scandita da bisogni elementari, ama passeggiare in mezzo alla natura, assicurarsi che gli alberi intorno alla sua casa stiano bene dopo il temporale, parlare con gli animali della foresta, dormire all'aperto e fare il bagno nella rugiada. Ben presto, viene presa in simpatia da Isotta Stella, anziana donna appartenente a una delle famiglie più influenti della città, che la assume nel suo palazzo come serva. Da lei Battistina verrà iniziata alla stregoneria, perchè anche Isotta è una strega. Un giorno però l'esistenza della ragazzina viene sconvolta: è giunto a Triora il temibile Inquisitore Dal Pozzo, deciso a scovare tutte le streghe del paese e ad arderle sul rogo. Molte delle amiche di Battistina verranno processate e con lei la sorte non sarà meno dura: dopo aver perso amici, casa e famiglia, fugge sui monti nella speranza di essere risparmiata. Neppure l'arrivo del Commissario Giulio Scribani, giunto per sistemare una volta per tutte la faccenda, riesce a calmare le acque. Scribani diverrà se possibile ancor più spietato dell'Inquisitore, allontanato da Triora per i suoi metodi discutibili. E' così che la vita della giovane strega si intreccerà con quella di Niccolò, scrivano del Commissario, al quale spetta il compito di redigere i verbali degli interrogatori. 


L'ambientazione è ricostruita in modo impeccabile e le descrizioni paesaggistiche combaciano alla perfezione con la realtà, catturando l'essenza più genuina della cittadina, ma anche dei suoi abitanti.
I personaggi sono ben delineati; l'autore non ce li descrive, ma lascia che sia il lettore a scoprire le sfaccettature del carattere di ogni personaggio. Il più riuscito è sicuramente quello di Battistina, per la cui ingenuità il lettore arriva a provare un misto di tenerezza e compassione. Rozza, selvatica, ignorante, egoista, cocciuta e impertinente: per tutte queste caratteristiche finirà per inimicarsi i suoi concittadini e per finire nell'occhio dell'Inquisitore. A tratti insipido invece il personaggio di Niccolò, che non sono riuscita ad inquadrare fino in fondo. La lucida ironia dello Scribani mi ha fatto più volte rabbrividire, così come il suo eccesso di zelo, che finisce per condurlo all'orlo della pazzia. Ha suscitato il mio interesse anche don Juan Ferdinando Centurione, storpio ed erudito che con la sua "biblioteca ambulante" finirà per sfidare non solo l'Inquisizione, ma anche il suo amico Scribani.
I capitoli sono alternati dai punti di vista di Battistina e Niccolò; quelli della prima narrati in terza persona, quelli del secondo in prima persona. Questa alternanza permette al lettore di confrontare i due protagonisti, dal quale emergono le profonde differenze linguistiche e psicologiche dei due, l'uno benestante, istruito e ormai adulto, l'altra contadina, ignorante e adolescente. Inizialmente i capitoli riguardanti Battistina narrano le vicende della giovane nei mesi antecedenti l'arrivo di Scribani e Niccolò, espediente che per un po' mi ha confuso le idee. Al tramonto della storia però i due filoni narrativi si intrecciano e proseguono pari passo. 
Le vicende storiche sono ricostruite in modo ineccepibile ed eccellente. Tutti gli avvenimenti combaciano con gli atti dei processi pervenuti fino a noi; la fedeltà dell'autore si nota anche nell'attenersi ai nomi delle presunte streghe incarcerate, interrogate e processate. Persino la protagonista sembrerebbe essere esistita, sebbene l'autore abbia comunque fantasticato sulla sua figura. Negli atti dei processi infatti compare una ragazzina di 13 anni incarcerata prima e liberata poi. Insomma, "Strega" si presenta talmente ben documentato che può definirsi in tutto e per tutto un thriller storico.
Il registro linguistico è semplice ma incisivo, crudo e a tratti volgare,  non troppo ricercato. Il libro scorre via in pochissimo tempo (mi ci sono voluti appena due giorni) e si fatica davvero a tenere lo sguardo staccato dalle sue pagine.
Nelle ultime parti il romanzo perde un po' della sua credibilità, poichè il finale presenta caratteristiche  favolistiche e fantastiche, le quali mal si sposano con la fedele ricostruzione storica e l'ambientazione reale. Avrei preferito un finale più crudo ma veritiero, piuttosto che questo, che sembra quasi voler accontentare i curiosi e gli appassionati di leggende.
Le mie critiche non finiscono qui però, e invito a chi non desidera spoiler di non leggere le seguenti righe che, per sicurezza, nascondo con un evidenziatore (per leggere, selezionate con il mouse). Non mi è piaciuta la storia d'amore tra i due protagonisti, se così si può chiamare. L'ho trovata un po' forzata e a tratti addirittura ridicola. Niccolò resta ammaliato dal fascino della giovane e selvaggia Battistina, e dopo pochi istanti già se ne innamora perdutamente, arrivando a rischiare la sua vita, la sua reputazione e i suoi principi pur di salvarla. D'altro canto, lei sembra quasi usarlo per i suoi scopi, ma al lettore resta comunque il dubbio che anche lei provi dei sentimenti per il giovane scrivano. Trovo che questa storia d'amore non si sposi con i caratteri e le personalità del tutto differenti dei due protagonisti, e il lettore potrebbe arrivare a pensare che sia tutto frutto di un maleficio voluto dalla stessa Battistina. A questo proposito, mi sento in dovere di fare un altro appunto: l'autore lascia continuamente il dubbio al lettore che le donne vittime del processo fossero realmente streghe in grado di volare su una scopa, danzare col demonio, gettare sortilegi e malefici e mutare le proprie sembianze, tant'è che si fatica a comprendere persino il finale. Secondo me sarebbe stato più opportuno ribadire in tale sede dell'innocenza di queste donne che, seppur si presuma che esse fossero ancora legate a culti pagani e ai cicli della natura, di certo non erano colpevoli di praticare la stregoneria nel senso più stretto e dispregiativo del termine. Infine, ho provato un po' di irritazione per le frasi scritte in latino e non tradotte in italiano, almeno non in questa nuova versione edita dalla TimeCrime. In alcuni tratti se ne intuisce il significato, ma (almeno per quanto mi riguarda) danno al lettore un senso di impotenza.
Per finire, questa volta mi sento costretta a dividere la valutazione del libro in tre e quindi eccola qui:

5 stelle per la ricostruzione minuziosa delle vicende storiche
4 stelle per la trama
3 stelle per il finale insoddisfacente e le critiche di cui ho scritto poco sopra.

Spero di non aver fatto troppa confusione in questa recensione così ricca e prolissa, voglio lasciarvi qui di seguito, prima di concludere, qualche link per aiutarvi a comprendere meglio la storia di Triora e per chi si è incuriosito leggendo questa recensione.

Se volete leggere un estratto del libro potete cliccare qui: Teaser Tuesday # 39: "Strega" di Remo Guerrini 
Per leggere il mio post dedicato alla storia di Triora e dei suoi processi potete cliccare sul seguente link: Il Calderone # 7: Triora, il paese delle streghe 
Per leggere la descrizione dettagliata dei processi alle streghe vi consiglio invece questo sito: Pro Triora: il processo alle streghe del 1587, nel quale potete trovare molte altre informazioni utili.
Per sbirciare alcuni luoghi di cui si narra nel libro e leggerne le leggende potete dare un'occhiata al mio post Il Calderone # 8: Triora, il paese delle streghe (parte 2) e Pace nell'anima.

Detto questo non mi resta che salutarvi e vi do appuntamento a domani per uno speciale tutto dedicato a questo libro e alle sue atmosfere... stregate! Non mancate, mi raccomando!





3 commenti:

  1. Questo post mi è piaciuto tantissimo! Complimenti Mirial!

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    Risposte
    1. Grazie! Avevo il terrore di non riuscire a spiegarmi come si deve xD Tu hai letto questo libro?

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  2. No, non l'ho mai letto ma la tua recensione mi è piaciuta molto e anche le immagini che hai messo.

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