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lunedì 12 agosto 2013

Lost in Nature # 12: il mio primo campeggio al Parco del Mercantour


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!  
Non vedevo l'ora di riproporvi questa magica rubrica, e quale occasione migliore di riprenderla se non per raccontarvi il mio primo campeggio? ;)
Come sempre, prima di cominciare ricordo a tutti voi di cosa tratta questa rubrica.
Grazie a "Lost in Nature", vi accompagnerò tenendovi per mano nei luoghi incantati in cui mi condurrano i miei passi e che intrappolerò eternamente nella mia macchina fotografica. Le immagini saranno accompagnate da frasi, scritte di mio pugno o tratte dalla letteratura e dalla poesia, oppure ancora da un "resoconto di viaggio". Questa rubrica non ha cadenza fissa, la pubblicherò occasionalmente, ogni qualvolta avrò qualcosa da raccontarvi o un posto in cui guidarvi.

Quest'oggi voglio accompagnarvi in Francia. Qui, al confine con il nostro Paese, c'è un parco naturale che vale davvero la pena visitare, il Parco Nazionale del Mercantour. In esso sono presenti alcuni lupi, provenienti dai nostri Appenini e giunti sin lì in modo del tutto naturale. All'interno del parco vi è anche la rinomata Valle delle Meraviglie, conosciuta per le sue innumerevoli incisioni rupestri.
Prima di cominciare, ringrazio infinitamente Enrico del blog Protestaverde per aver fatto parte di questa avventura e per avermi permesso di utilizzare anche alcune delle sue splendide foto ^^
Qui di seguito vi lascio la cartina con il nostro itinerario (per vederla meglio potete cliccarci sopra); abbiamo percorso a piedi circa 20 chilometri, per un totale di due giorni di cammino.


 Per me è stata un'esperienza del tutto nuova, dunque non sapevo bene cosa aspettarmi, ero curiosa e anche un po' preoccupata a dire il vero, ma mi sono armata di coraggio e alla fine ho deciso di intraprendere questa avventura. Siamo giunti al parcheggio di Casterino nel primo mattino, dove abbiamo lasciato la macchina e indossato gli zaini per imboccare il sentiero che ci avrebbe allontanati dalla civiltà. Il sentiero era tutto in salita e passava a tratti in una boscaglia poco fitta ma rigogliosa, traboccante di erbe officinali, fiori colorati e farfalle.



Man mano che proseguiva la salita, il paesaggio cambiava notevolmente: i boschi hanno lasciato pian piano spazio a prati assolati e radure, e a noi sembrava di allontanarci sempre più dai luoghi abitati dall'uomo, per raggiungere un paradiso tutto nuovo ai nostri occhi. Durante la salita non abbiamo resistito alla tentazione di raccogliere e assaporare le fragoline di bosco che crescevano lungo il sentiero (che bontà *_*), anche se erano ancora un po' acerbe.
Muovendo un passo dopo l'altro, proseguendo in salita, le nostre borracce si sono velocemente svuotate e così nel primo pomeriggio ci siamo fermati a riempirle al fiume, sotto il getto di una cascata. L'acqua era davvero molto fredda e buonissima!


Dopo la breve pausa rinfrescante e dissetante, abbiamo imboccato il sentiero diretto al Lago del Basto. La salita si è fatta più ripida, il sentiero più stretto. Il paesaggio è mutato di nuovo gradualmente, e dai teneri e verdi pascoli ci siamo avventurati sulla nuda roccia delle cime montuose, attraversando vere e proprie pietraie.

Sulla sinistra si scorge il Lago Verde di Fontanalba.


Da lassù ci sembrava di poter abbracciare tutta la valle, talmente ampio era il nostro campo visivo. Di tanto in tanto ci permettevamo qualche breve pausa per riprendere fiato e dare sollievo ai muscoli indolenziti, ma soprattutto per liberarci degli zaini e poter godere del panorama mozzafiato.
Ogni tanto il silenzio che ci circondava era interrotto dai fischi di qualche timida marmotta, poco incline a farsi vedere da noi.
Continuando la nostra salita, ci siamo imbattuti spesso in tratti ricoperti di neve! Non riesco a descrivervi la sorpresa nel ritrovarcela lì, davanti agli occhi, in pieno agosto! Il sole picchiava, nonostante tutto, e noi abbiamo approfittato della neve presente per rinfrescarci un po' xD

Nel primo pomeriggio, ecco che finalmente una marmotta decide di fare capolino dalle rocce per mostrarci il suo bel musino! E' rimasta lì per qualche istante, indecisa sul da farsi, per poi rintanarsi al sicuro.


 
Poco distante, continuando l'infinita salita, ci siamo imbattuti anche in una famigliola di stambecchi, con tanto di cuccioli al seguito, che si sono allontanati da noi poco dopo essersi lasciati fotografare. 



Ma uno di loro è rimasto indietro, coraggioso ed affamato, a brucare l'erba che si trovava vicinissima a noi! Ci ha guardato più volte con sguardo attento, poi è corso via anche lui, aspettando che ci allontanassimo prima di ritornare a fare una generosa scorpacciata di tenera erbetta =)


Nel tardo pomeriggio siamo giunti, stanchi più che mai e affaticati dal pesante carico, a la Baisse de Fontanalba, la cima del monte, a 2500 metri di altezza! Sotto di noi si enstendeva la valle di Valmasca, occupata dal Lago del Basto. 

Il Lago del Basto visto dalla Baisse de Fontanalba (2500 mt)

Abbiamo così cominciato la discesa, non meno faticosa della salita! Il sentiero era infatti interrotto dalla neve, e abbiamo dovuto trovare una via alternativa per la discesa, che si è dimostrata pericolosa e difficile. Infine, dopo un'ora di fatica, timori e preoccupazioni, siamo riusciti a raggiungere la valle ed il lago. Il sole era già dietro le montagne, e dovevamo affrettarci a trovare un luogo dove poter montare la tenda. Il programma iniziale prevedeva di giungere fino al Rifugio di Valmasca, ma stanchi com'eravamo non sapevamo se saremmo riusciti a raggiungerlo prima che la sera scendesse sulla valle. Armati di coraggio e di santa pazienza, abbiamo resistito ai morsi della stanchezza, e siamo riusciti ad arrivare fino alle rive del Lago Nero per piantare le tende, con l'intenzione di raggiungere il rifugio il giorno seguente.
La temperatura è scesa notevolmente, e ci siamo rifugiati nella tenda per consumare la cena tutti insieme prima di abbandonarci al sonno. 

    
Dormire in un posto così incontaminato è stato meraviglioso. Per via del lungo camminare e dell'ansia del raggiungere la meta prestabilita, ci siamo soffermati poco a pensare al paesaggio e a ciò che ci stava intorno, ma giunta la sera siamo riusciti a riflettere sulle esperienze vissute durante quella lunghissima e stancante giornata. E' incredibile come la Natura sappia sempre metterci alla prova, insegnandoci a contare solo ed esclusivamente sulle proprie forze. Eravamo isolati dal mondo lassù, i cellulari non prendevano, per cui avevamo la consapevolezza di dover proseguire con le nostre gambe. Mi sento molto più forte rispetto a quando sono partita, non solo fisicamente, ma anche spiritualmente. Scalare quella montagna per me è stato molto faticoso, non essendo abituata a questo genere di camminate, eppure sono riuscita a proseguire nonostante i forti dolori muscolari. Questa esperienza mi ha aiutato a credere di più in me stessa e nelle mie capacità, nella mia forza di volontà e nella mia determinazione, che non credevo così forti.
La nottata è trascorsa tranquillamente, di tanto in tanto qualche goccia di pioggia ticchettava sulla tenda e si sentiva il rumore degli zoccoli di qualche stambecco (o forse qualche camoscio?) che passava nel prato intorno a noi per brucare l'erba.
Il risveglio è stato decisamente magico; uscire dalla tenda e vedere il lago davanti a noi e sullo sfondo le maestose montagne ci ha dato una sensazione di libertà, di pace e serenità. Niente sembrava più avere importanza davanti a quelle zone selvagge e libere dalla civiltà, in fondo cosa sono i problemi della vita quotidiana dinnanzi all'immensa maestosità della Natura? Lì niente appariva superfluo, ogni cosa era ridotta all'essenziale. Abbiamo realizzato che saremmo dovuti tornare presto a casa, e questa cosa ci ha rattristati non poco.

Il paesaggio che si vedeva intorno a dove abbiamo messo le tende.

Abbiamo ripreso il cammino, diretti al Rifugio di Valmasca, al quale siamo arrivati intorno a mezzogiorno.


La vostra Mirial che guarda il Rifugio in lontananza. Lo vedete? E' laggiù, sullo sfondo, quella casetta minuscola sul lago... :)
Dopo esserci riposati per un po', abbiamo cominciato la discesa verso valle per ritornare alla macchina e, ahimè, anche alla civiltà =(
Scendendo, siamo rimasti colpiti dalla bellezza delle cascate, dei ruscelli e dal ritorno di alcune specie vegetali che a 2500 metri di altezza non crescevano più.



Nel tardo pomeriggio, più stanchi che mai, siamo giunti così alla fine di questa nostra splendida ed indimenticabile avventura, contenti, rigenerati dal potere benefico della Natura e anche un po' storditi. Tornare alla normalità non è stato affatto facile, anzi! 
Spero di tornare molto presto in quei luoghi magici e carichi di energia, fra quei monti mi sentivo a casa.
E voi? Siete mai stati in campeggio? Avete mai provato le sensazioni che vi ho descritto?
Con questo io vi saluto, sperando di tornare presto a raccontarvi di qualche sentiero ;)




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