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lunedì 25 febbraio 2013

Recensione: "La Freccia Verde" di Gianfranco Manfredi


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Eccomi finalmente con una recensione nuova di zecca :)Dopo settimane di studio e di lettura a singhiozzo, sono finalmente riuscita a terminare "La Freccia Verde" di Gianfranco Manfredi, dunque quale modo migliore di iniziare la settimana se non proponendovi una recensione?
Ringrazio la Mondadori per avermelo inviato. Detto questo, cominciamo! 

Autore: Gianfranco Manfredi
Editore: Mondadori
Pagine: 350
Prezzo: 18,00 euro

Trama: È il 1588. L'Invincibile Armata Spagnola è in rotta, l'Inghilterra ha vinto. Stanco delle fatiche di guerra, sir Edwin Barley ritorna a casa. Al suo fianco l'inseparabile Silenzio, guerriero imbattibile, gigantesco e muto. Ma ad attenderli non trovano la pace promessa. Il padre di Edwin è stato soggiogato dal fascino della nuova moglie, la crudele e perversa Grace, che ha costretto tutti i contadini a venderle i loro terreni. Chi ha rifiutato, come il padre adottivo di Silenzio, è stato barbaramente ucciso. Silenzio e Edwin riescono a vendicarsi, ma devono fuggire. Silenzio conosce la terra che può accoglierli: è il misterioso luogo da cui proviene, la comunità di Sion. Lì, nel cuore della foresta, uomini e donne vivono liberi, lontani dal giogo della legge e dall'ingiustizia sociale. Edwin vi trova persino l'amore, nella persona di Bidu, giovane e indomita arciera. Ma le macchinazioni di Grace non si placano, e mettono a rischio la sopravvivenza stessa di quell'angolo di paradiso. Edwin e Silenzio, insieme, riusciranno a trasformare gli allegri compari di Sion in un esercito di combattenti per la propria libertà e per la salvezza della foresta.

Voto:

Recensione:
Il libro, liberamente ispirato alle storie di "Robin Hood" di Alexandre Dumas, "La Freccia Nera" di Robert Louis Stevenson e "Ivanhoe" di Walter Scott, narra le avventure di sir Edwin e del gigante muto noto con il soprannome di Silenzio ed è ambientato nell'Inghilterra della fine del XVI secolo. La vera protagonista del romanzo è la foresta del Peak, che fa da sfondo a gran parte delle vicende narrate e sotto le cui fronde si nascondono i ribelli: uomini, donne e bambini vivono qui in pace, avvolti dalla sacralità della foresta e liberi dalla legge spesso ingiusta dello stato.
I personaggi della storia sono davvero ben caratterizzati, a partire dai protagonisti per finire con quelli secondari. Ho amato in particolar modo Silenzio, il vero ed indiscusso eroe di questo libro che, tuttavia, resta sempre sotto l'ombra di sir Edwin. Gigante buono dall'aspetto spaventoso, Silenzio ha un passato misterioso che incuriosirà il lettore fino alle ultime pagine del romanzo. Sensibile e riservato, misterioso ed eroico, il gigante silenzioso pare essere la colonna portante della storia. 
Il protagonista è invece sir Edwin, baronetto libertino e dongiovanni, che all'inizio del romanzo appare come un personaggio superficiale e senza carattere, attratto solo dal denaro, dalla gloria e dalle avventure amorose. Sir Edwin subirà un'evoluzione spirituale non da poco all'interno della storia, arrivando fino ad impersonificare l'eroe Robin Hood di cui si cantano ancora le gesta nella foresta del Peak. E' su di lui che i ribelli riporranno le proprie speranze, vedendo in lui l'Uomo Verde, eroe tanto atteso di cui parlano le ballate. Altro personaggio importante all'interno del romanzo è Bidu, ragazza selvaggia e ribelle figlia della foresta. Il suo carattere forte e deciso la metterà più volte in contrasto con l'immaturo Edwin, ma sarà particolarmente affine alla sensibilità nascosta di Silenzio, con il quale ha condiviso la sua infanzia.
La trama si presenta semplice e lineare; è un po' povera di avvenimenti, in quanto l'azione che il lettore aspetta fin dagli inizi del romanzo si materializzerà solo nelle ultime pagine e resterà purtroppo insoddisfacente. Di per sè questo romanzo aveva tutte le potenzialità per divenire una gran bella storia, ma la trama non decolla mai veramente. Nonostante ciò, un punto a favore del romanzo c'è: è scorrevole e il lettore non si annoia mai, anche se continuerà a rimanere a bocca asciutta. 
Il linguaggio è semplice ed evocativo, a tratti quasi poetico, altre volte più scurrile. Ho trovato molto fastidiosi i riferimenti espliciti e volgari al sesso, che sembrano inizialmente inutili e fini e se stessi. Sono inopportuni e talvolta finiscono per sminuire la poesia del testo e delle scene narrate. Nonostante tutto però, con l'avanzare della storia, essi calano, forse per far notare al lettore il cambiamento interiore di sir Edwin, anche se a mio parere l'autore poteva trovare espedienti migliori. Molto belli e profondi sono invece i riferimenti alla natura, descritta con toni sacrali e quasi magici. 
Per quanto riguarda il titolo invece, non lo trovo molto appropriato. Bella e ad effetto la copertina, anche se avrei preferito che al posto del cervo venisse rappresentata la Grande Madre Quercia che viene nominata molte volte all'interno del romanzo.
In definitiva dunque, ho trovato questo libro carino, senza troppe pretese. Poteva diventare qualcosa di più, ma purtroppo non è stato approfondito nel modo giusto. Lo consiglio a chi desidera una lettura leggera e a chi desidera immergersi in un mondo perduto fatto di foreste, alberi e natura.

Detto questo, spero che la recensione vi sia piaciuta, vi auguro ancora un buon inizio settimane e vi do appuntamento a domani!


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