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domenica 3 febbraio 2013

Fiabe dal Mondo # 9: Irlanda

 
Buona domenica, creature del bosco!
Con immenso piacere torno a scrivere un post di questa rubrica. Oggi è la prima domenica del mese, il giorno dedicato alle fiabe qui nel mio bosco incantato.
Menestrello, il nostro abile cantastorie, ha pensato di presentarvi una fiaba proveniente dall'Irlanda e in onore della Luna del Lupo di una settimana fa, i protagonisti di questa storia saranno proprio questi animali misteriosi. Come sempre lascio a lui la parola.


Questa è la storia di Connor, contadino d'Irlanda
che le sue mucche più belle perse un giorno
e per cercarle si ritrovò in una desolata landa.

Una famiglia di lupi lo accolse nel soggiorno,
e Connor racconta delle mucche a quella banda.

Questa è la storia del contadino che
per aver fatto un favore con il cuore le fortune ebbe d'un re.
 
 Un giovane contadino di nome connor una volta perse due mucche  che appartenevano alla sua mandria, e non se ne ebbe più traccia nè notizia da nessuna parte. Così pensò di andare a cercarle nelle campagne. Prese un robusto bastone di pruno selvatico e si avviò. Percorse miglia e miglia tutto il giorno, ma non c'era traccia delle bestie. La sera cominciava a farsi scura, e lui era sfinito e stremato; si trovava in mezzo a una brughiera cupa e desolata, non c'era nessuna abitazione in vista, eccezion fatta per per un capanno lungo, basso e scabro. Da uno spiraglio tra i pali di legno trapelava un luccichio: Connor prese coraggio, si avvicinò e bussò alla porta. Fu subito aperta da un vecchio alto, magro, dai capelli grigi r dai taglienti occhi scuri.
"Entrate, - disse - siete il benvenuto. Vi stavamo aspettando; questa è mia moglie." Lo condusse davanti al focolare, dov'era seduta una vecchia magra dai capelli grigi, con lunghi denti aguzzi e terribili occhi sfavillanti.
"Siete il benvenuto, - disse lei - vi stavamo aspettando. E' ora di cena, accomodatevi e mangiate con noi."
Connor era un tipo coraggioso, ma all'inizio, alla vista di quella strana creatura, rimase piuttosto impressionato. Comunque aveva il suo bastone con sé e pensò che avrebbe potuto difendere la propria vita a quasiasi costo. Si sedette accanto al focolare, mentre la vecchia rimestava il paiolo sul fuoco. Poi qualcuno bussò alla porta; il vecchio si alzò e la aprì, allora entrò un giovane lupo nero slanciato, che attraversò la stanza dirigendosi immediatamente in una camera interna, da cui uscì qualche momento dopo un bel giovane bruno, slanciato, che prese posto a tavola e, con gli occhi scintillanti, rivolse a Connor uno sguardo duro.
Prima che Connor potesse dire qualcosa, qualcun altro bussò allla porta ed entrò un secondo lupo che passò nella saletta interna come il primo, e subito dopo un altro bel giovane scuro uscì e si sedette a cenare con loro, fissando Connor con i suoi avidi occhi, ma non proferì parola.
"Questi sono i nostri figli", disse il vecchio, "dite loro cosa volete e cosa vi ha portato tra di noi."
Allora Connor raccontò la sua storia, come aveva perduto le sue due mucche e come le aveva cercate senza trovarne traccia. Non conosceva il posto in cui si trovava e nemmeno il generoso gentiluomo che lo aveva invitato a cena. Ma se gli avessero detto dove trovare le sue mucche, avrebbe ringraziato e avrebbe fatto il possibile per tornare subito a casa.
A quel punto risero tutti, guardandosi l'un l'altro, e la vecchia megera quando mostrò i lunghi denti aguzzi era più spaventosa che mai. Con ciò, essendo un tipo irascibile, Connor cominciò ad arrabbiarsi. Afferrò strettamente il bastone di pruno selvatico, si alzò e ordinò loro di aprirgli la porta: se ne sarebbe andato per la sua strada, dato che non gli prestavano ascolto e si prendevano gioco di lui. Allora il maggiore dei giovani si alzò in piedi. "Aspettate, -disse - noi siamo crudeli e cattivi, ma non dimentichiamo mai una gentilezza. Vi ricordate quando un giorno, in fondo alla valle, trovaste un povero lupetto che soffiva dolori atroci ed era sul punto di morire perchè una spina appuntita gli aveva trafitto il fianco? E voi gentilmente gli estraeste la spina, gli deste da bere e ritornaste sul vostro cammino lasciandolo in pace a riposare?2
"Sì, me lo ricordo benissimo."
"Ebbene, quel lupo sono io, e se posso vi aiuterò, ma restate con noi stanotte e non abbiate paura."
Quindi si sedettero di nuovo per cenare. Mangiarono allegramente, poi caddero tutti in un sonno profondo. Connor non capì più nulla fino a che non si svegliò la mattina e si trovò accanto a un enorme covone di fieno, proprio nel suo campo.
Connor pensò allora di aver sognato tutto. Quando giunse a casa cercò nel cortile, nella stalla e nel campo, ma non c'era traccia delle sue mucche. Tuttavia, proprio allora vide nel campo li accanto tre delle più belle e strane mucche su cui avesse mai posato gli occhi. notò che vicino alle tre mucche faceva la guardia un giovane lupo nero. A quel punto Connor capì che il suo non era stato un sogno e che quello che aveva dinnanzi era il ragazzo con cui aveva cenato la sera prima. Lasciò tornare le sue mucche nel suo campo e lì rimasero fino a diventare le più preziose dell'intero paese. Connor diventò ricco e prosperoso, poichè una buona azione non va mai perduta, ma porta sempre fortuna, come dice il vecchio proverbio: "Fortune sian date alle buone azioni compiute". Connor non trovò mai più quella brughiera desolata e quel capanno abbandonato, nonostante li avesse cercati in lungo e in largo per portare i suoi ringraziamenti agli amici lupi, e nemmeno incontrò uno solo dei componenti di quella famiglia, ma visse per sempre felice.


2 commenti:

  1. Che bella storia Mirial!
    Questa rubrica mi piace tantissimo!
    Ricordo ancora una vecchia "uscita" dove c'era una storia che veniva dalla Russia, di una ragazza nata dalla neve...**

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    Risposte
    1. Sono contenta che sia la rubrica che la fiaba di questa puntata ti piacciano =) sì, è bella quella fiaba della bambina di neve, ne hanno fatto anche un libro se può interessarti. Come storia è un po' triste, però sì, ha il suo fascino ;)

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