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giovedì 22 novembre 2012

Recensione: "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creaturine del bosco! 
Anche oggi vi propongo una recensione, avete visto? Sto recuperando ;) Proprio lunedì, insieme a "Chakra" di Loretta Zanuccoli, ho terminato anche "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery, un libro che mi ha veramente sorpresa. Ma non voglio tenervi sulle spine, quindi ecco qui la mia recensione.



Pagine: 318
Casa editrice: edizioni e/o
Prezzo: 12,90 euro

Trama: Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.

Voto:
Recensione:
L'eleganza del riccio è un romanzo che può piacere come no. Molti lo adorano, altri lo disprezzano, ma a mio parere è solo una questione di sensibilità ai temi trattati. E' un libro che sa insinuarsi a tradimento nei cuori degli animi più sensibili e che fa breccia nel cuore di chi ama le piccole cose, la letteratura, la filosofia e l'arte in generale. 
La storia ci viene narata in prima persona al verbo presente da Renée, portinaia di un palazzo abitato da famiglie della nobiltà aristocratica parigina, e da Paloma, ragazzina dodicenne dalle idee stravaganti e dall'aria un po' saccente, la cui famiglia abita nello stesso palazzo in cui lavora la portinaia. I punti di vista all'interno del romanzo sono quindi due, entrambi al femminile. I capitoli sono brevi e il filo della narrazione passa un po' tra le mani di Renée, un po' in quelle di Paloma, permettendo al lettore di cambiare prospettiva di tanto in tanto. La prima narra le sue avventure giornaliere in modo filosofico, servendosi di un'ironia quasi velata, mentre a Paloma spetta il sarcasmo. Le due protagoniste sono accomunate dal fatto che entrambe dimostrano alla società di essere quello che ci si aspetta esattamente da loro: una portinaia ignorante e teledipendente l'una e una bambina ingenua ed insignificante l'altra. Le loro vicende sono ambientate quasi esclusivamente all'interno del palazzo signorile in cui abitano, solo di rado usciamo dal condominio che tiene impegnate notte e giorno le due protagoniste con le loro considerazioni sul senso della vita e sull'inutilità delle azioni dei vari condomini. L'arrivo di un ricco signore giapponese, Kakuro Ozu, sconvolgerà non solo la vita delle due protagoniste, ma anche quella dell'intero condominio. Tra pettegolezzi, aforismi e riflessioni sull'arte e sulla vita, finalmente Renée uscirà allo scoperto, mostrando un lato di sè che neppure il lettore sapeva esistesse.
Esilarante e profondo, filosofico e spensierato, L'eleganza del riccio sa come conquistare il pubblico di lettori. Racchiude infatti temi importanti, che ognuno di noi può affrontare nella vita di tutti i giorni, e li presenta al lettore con una semplicità quasi disarmante. Questo romanzo ci interroga di continuo sul senso della vita, sul vero significato della bellezza, ci insegna che le apparenze ingannano e che spesso le cose in cui crediamo o che pensiamo siano importanti sono in realtà futili e vane, critica inoltre la ricchezza e l'indifferenza senza mezzi termini.
Il linguaggio è ironico e ricco di figure retoriche, spesso elaborato, solo poche volte semplice e immediato. In molti non apprezzano questo genere di scrittura, ma personalmente l'ho trovata molto esilarante e diversa dal solito, una lettura leggera ma non troppo, poichè ricca di citazioni provenienti dalla letteratura e dalla filosofia. Io stessa non sono riuscita a coglierne tutte le sfumature, tuttavia lo considero assolutamente geniale. Nonostante il linguaggio sia così arzigogolato, le pagine scorrono via velocemente, complice il fatto che i capitoli siano molto brevi e di conseguenza "uno tira l'altro". Il colpo di scena finale sorprende il lettore, cogliendolo del tutto impreparato, cambiando completamente la visione che ci si era fatti precedentemente del romanzo.
Ho trovato il titolo davvero molto azzeccato, sebbene prima non lo comprendessi, e anche la copertina non è poi così male considerando il contenuto del romanzo. L'apparenza inganna, e così sotto gli aculei di un riccio che dall'esterno appare chiuso e impenetrabile, può nascondersi una raffinata eleganza dell'animo che solo persone sensibili possono scoprire.
Questo libro mi ha sorpresa sotto molti aspetti: pensavo di avere tra le mani una lettura leggera, un libricino spensierato e invece alla fine mi sono ritrovata con la testa affollata di pensieri e riflessioni. Alcuni libri fanno pensare a lungo anche dopo averli conclusi e lasciano dietro di sè quella sensazione di confusione e stordimento, facendo breccia nei cuori dei lettori come un fulmine a ciel sereno. Mi sento di dare a questo libro cinque stelline, il massimo, per i messaggi in esso contenuti e per la freschezza con cui vengono trattati, senza mai farli pesare al lettore ma facendolo riflettere quasi inconsapevolmente. E' un voto che solitamente assegno ai libri che andranno ad aggiungersi alla lista dei miei preferiti, questo non lo diventerà, però è un volumetto che merita davvero poichè offre degli spunti di riflessione degni di una valutazione positivissima! 

Da questo libro è stato tratto un film, "Il riccio", di cui vi lascio qui sotto il trailer.

 
Io non l'ho visto, non so come sia, per cui al momento non posso recensirvelo. Detto questo io vi saluto, spero che la mia recensione vi sia piaciuta. A presto!


2 commenti:

  1. Davvero bella recensione Mirial!
    Potrebbe essere un libro che fa al caso mio, me ne ricorderò senz'altro!
    Ma...è già arrivata la neve nel tuo bosco incantato?!

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    Risposte
    1. Sì, in effetti pensavo lo avessi già letto! Te lo consiglio ;)
      Eh sì, a casa mia in realtà no, ma il blog comincia ad assumere sembianze più natalizie pian piano... ho fatto delle prove con blogger per un mese, ma faceva i capricci e non ne voleva sapere di farmi assaggiare la grafica invernale. L'altro giorno ho provato di nuovo e misteriosamente ha deciso di collaborare... forse aveva proprio voglia di neve, o forse era semplicemente di buon umore. Allora ne ho approfittato e ho cliccato su "salva", così ecco qua dei bei fiocconi di neve! Il resto cambierà la prossima settimana ;)

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