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martedì 6 dicembre 2011

Teaser Tuesday # 10: "Racconti di Natale" di Charles Dickens


Salve a tutti!
Ho comprato questo libro quest'estate, in offertissima in un negozietto di libri che vende anche quelli fuori catalogo a prezzi bassissimi. Mi ero ripromessa di leggerlo nel periodo natalizio, ed eccomi qui!
Il libro contiene la raccolta intera dei racconti di Natale di Dikens, quello che sto leggendo attualmente è "Un canto di Natale", per cui il Teaser di oggi sarà estrapolato da una delle 80 pagine del racconto. Prima di cominciare, ricordo gli ingredienti della rubrica settimanale:

- il libro che stai leggendo
- una pagina aperta a caso
- copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler
- rivelare autore e titolo del libro


La porta della cantina si spalancò con un colpo fortissimo, e allora udì il rumore ai piani inferiori farsi molto più forte, poi salire su per le scale, poi venire direttamente alla sua porta.
"Sono tutte fesserie!", disse Scrooge. "Non ci voglio credere".
Però cambiò colore allorchè, senza una pausa, qualcosa attraversò la porta pesante ed entrò nella stanza davanti ai suoi occhi. Al suo arrivo, la fiamma morente avvampò, come se avesse voluto gridare: "Lo conosco, è lo spettro di Marley!", e poi ricadde.
La stessa faaccia - proprio la stessa faccia: Marley col codino, il solito panciotto, calzoni e stivali, con le nappe di questi che si agitavano come il codino, le falde dell'abito e i capelli in testa. La catena che trascinava lo stringeva alla vita. Era lunga e gli si attorcigliava attorno come una coda; ed era fatta (giacchè Scrooge la osservò attentamente) di cassette per denari, chiavi, paletti, libri mastri, atti legali e borse pesanti, il tutto rivestito d'acciaio. Il corpo era trasparente, cosicchè Scrooge, osservandolo e guardandolo attraverso il panciotto, poteva vedere i due bottoni sulla parte posteriore della giacca.
Scrooge aveva sentito dire spesso che Marley era un uomo senza viscere, ma fino a quel momento non ci aveva mai creduto. 
No, e neppure adesso ci credeva. Per quanto continuasse a guardare attraverso il fantasma e se lo vedesse davanti in piedi, per quanto sentisse l'influenza gelida dei suoi occhi freddi come la morte e osservasse perfino il tessuto del fazzoletto piegato e legato intorno alla testa e al mento, fazzoletto che non aveva mai visto prima, era ancora incredulo e lottava contro i suoi stessi sensi.
"Allora!" disse Scrooge, caustico e freddo come sempre. "Che cosa vuoi da me?"
"Molto". Era la voce di Marley, non c'era dubbio.
"Chi sei?"
"Chiedimi piuttosto chi ero."
"Chi eri dunque?", disse Scrooge, alzando la voce. "Sei pignolo per essere un'ombra".
"Da vivo, ero il tuo socio, Jacob Marley".
"Puoi... puoi sederti?", chiese Scrroge, con un'occhiata dubbiosa.
"Sì, posso".
"E allora siediti".
Scrooge aveva fatto quella domanda perchè non sapeva se uno spettro così trasparente fosse in condizioni di sedersi ed aveva la sensazione che, qualora questo fosse stato impossibile, avrebbe potuto rendersi necessaria una spiegazione imbarazzante. Ma lo Spettro si sedette sull'altro lato del caminetot, come se ci fosse perfettamente abituato.

 (pag. 28)

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