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mercoledì 7 dicembre 2011

Lavorare in libreria, lezione n.1:i clienti impossibili e l'ordine - Scoperte ed acquisti libreschi

Buonasera a tutti!
Ormai è una settimana che lavoro in libreria... la contentezza non è diminuita affatto, anzi! 
In questa settimana sono riuscita ad imparare qualcosina di nuovo, anche se molto poco in confronto a tutto quello che c'è da sapere... l'unica cosa però che voglio dire agli aspiranti librai è questa: aspettatevi di tutto dai clienti!!! Oggi in negozio è entrata una signora con un adattatore della corrente in mano e ha chiesto se ne vendevamo di simili... io stavo per scoppiare a ridere e la mia titolare l'ha guardata di traverso e le ha detto con gentilezza che quella non era una ferramenta, ma una libreria... che roba! Inutile dirvi che appena la signora è uscita non sono più riuscita a trattenermi! 
La libreria si trova in un edificio storico, dentro è divisa in due parti da un colonnato imponente sul quale poggiano delle stupende volte a crocera... questa settimana una signora è entrata in libreria solo ed esclusivamente per chiedere se quella era una chiesa prima... ma ci pensate?! Nel bel mezzo del lavoro, dei pacchetti regalo per Natale, in mezzo alle mille richieste dei clienti... è arrivata prorpio la ciliegina sulla torta per chiedere una cosa simile! Va beh... il mondo è bello perchè è vario. Poi arrivano i clienti che cercano di essere spiritosi e invece non lo sono neanche un po', ci sono anche quelli insistenti che continuano a chiedere il titolo ipotetico di un libro anche se tu gli spieghi con tutta la pazienza di cui disponi che il libro che cercano non lo si trova nè in libreria nè su internet... Ci sono i clienti che non sanno cosa vogliono, ma che pretendono che tu sappia esattamente cosa fa al caso loro, ci sono quelli sfacciati che non si fanno alcun problema a dirti che i libri sono messi malissimo e che non sanno dove cercare perchè i libri non sono nell'ordine che vorrebbero loro... ma bisogna avere pazienza e sorridere sempre. 
Un'altra cosa che ho imparato in questa settimana è che l'ordine è FONDAMENTALE nelle librerie! La mia titolare è mooolto disordinata, lascia molte cose in giro... e ovviamente nei momenti di pieno diventa ancora più difficile mantenere una parvenza di ordine. Il risultato finale? Un grande, insormontabile, intricatissimo cahos che spetta a me mettere in ordine! E va beh, è tutta gavetta, no?! Io sono semplicemente felicissima di poter essere in una libreria non da cliente, ma come dipendente, quindi mi va bene qualsiasi cosa. 

In questa stupenda settimana sono riuscita a scoprire due libri che metterò sicuramente nella mia wishlist, e cioè "Red" di Kerstin Gier (con il suo seguito, Blue) e "La bambina di neve" di Eowyn Ivey,e  ne ho comprati altri due, "La Tempesta" di William Shakespeare e "L'ultima lettera d'amore" di Jojo Moyes. Approfitto dell'occasione per presentarveli brevemente:

"Red" di Kerstin Gier:

 
Per l'amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all'altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta. Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l'aiuto dell'inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all'altezza del nome dei Montrose. E poi c'è Charlotte, sua cugina: capelli rossi, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l'umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante... Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto. Per nulla al mondo... 

"La bambina di neve" di Eowyn Ivey:

Alaska, 1920. Un luogo incontaminato e brutale. Specie per Jack e Mabel, giunti in questo territorio selvaggio da lande molto meno aspre. La coppia, un po' avanti negli anni, e senza figli, ha una vita dura, col lavoro atroce alla fattoria. Mabel, in particolare, oppressa dal rammarico di non avere figli, è sull'orlo della disperazione. La prima notte d'inverno Mabel e Jack tornano per un momento ragazzi e, tirandosi palle di neve, finiscono per costruire un pupazzo. Che prende la forma di una incantevole bambina di neve. Ma al mattino non c'è più nulla. E, in lontananza, una bimba bionda corre via tra gli alberi. La piccola, che dice di chiamarsi Pruina, torna più volte da loro. Pare una creatura dei boschi. Va a caccia di animali con a fianco una volpe, del tutto a proprio agio nelle lande innevate, è in grado di sopravvivere nell'asprezza dell'Alaska. Ma quale che sia la vera natura di Pruina, la bimba sembra destinata a cambiare per sempre la vita di Mabel e Jack.


"La Tempesta" di William Shakespeare:

Vero archetipo della cultura moderna, "La tempesta", forse l'ultima opera scritta per intero da Shakespeare, è uno scrigno di significati. Grazie alla sua consuetudine con le pratiche di magia, Prospero, duca di Milano esiliato su un'isola deserta insieme alla candida figlia Miranda, riesce a vendicarsi dell'usurpatore, suo fratello Antonio, e del suo complice Alonso re di Napoli. Avversato dal subumano Caliban, servo diabolico e deforme, ma assecondato da Ariel, delicato spirito dell'aria, Prospero riprende infine il proprio ducato. Il matrimonio tra Miranda e Ferdinando, figlio di Alonso, stende un velo di riconciliazione sulla vicenda. Eterea come l'essenza di Ariel, profonda come la saggezza di Prospero, la commedia cela dietro la trama fiabesca una stupefacente ricchezza di spunti e motivi. Innumerevoli le interpretazioni critiche (d'impostazione filosofica, politica, religiosa, psicoanalitica, postcoloniale, neostoricistica, di gender...) che l'opera continua a suscitare. Ma forse "La tempesta" è "solo" la splendida favola della virtù, intesa come bellezza, integrità morale e generosità, che lotta contro la cattiveria e la volgarità. Nella recente versione cinematografica di Julie Taymor (2010) l'interpretazione di un Prospero al femminile è affidata al premio Oscar Helen Mirren.

"L'ultima lettera d'amore " di Jojo Moyes:

Londra, oggi. Ellie, una giornalista inglese trentenne che lavora per il settimanale femminile di un’importante testata, durante una ricerca negli archivi del giornale in cui lavora a caccia di una storia che le eviti il licenziamento, si imbatte in una lettera d’amore degli anni Sessanta: è di un uomo che chiede alla sua amante di lasciare il marito per stare con lui.
Incuriosita dalla storia dei due sconosciuti, e nella speranza di trarne un buon articolo, Ellie decide di fare ulteriori ricerche per riuscire a sapere cosa ne è stato di quell’amore…
Londra 1960. La giovane e bella Jennifer si sveglia in un letto d’ospedale dopo un incidente d’auto in cui ha rischiato di perdere la vita. Non riesce a ricordare nulla: non sa più chi è, non riconosce l’uomo che dice di essere suo marito, il loro appartamento, gli amici comuni. Un giorno però trova nella sua camera da letto una lettera nascosta in un libro, una lettera d’amore di un uomo che non è suo marito, e lentamente inizia a ricordare…
L’ultima lettera d’amore di Jojo Moyes, best seller in Inghilterra e finalista di vari premi letterari, è la storia, sorprendente, originale e romantica, di due donne di età differenti che si ritrovano unite in uno stesso irresistibile sentimento d’amore.
Con questo vi saluto, alla prossima!
Un grosso bacio a tutti

1 commento:

  1. L'ultimo libro mi ricorda "Ti ricordi di me?" della Kinsella.
    Comunque so che nei negozi arrivano persone assurde. Una mia amica aveva un negozio di oggettistica da regalo e riceveva le richieste più assurde!
    Ciao Mirial, a presto :)

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