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giovedì 18 aprile 2013

Recensione: "Ayla figlia della Terra" di Jean M. Auel


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Oggi vi propongo una nuova recensione. Il libro in questione è "Ayla figlia della Terra", l'ho letto con molta lentezza, devo ammetterlo, ma mi è piaciuto molto. Passo subito a presentarvelo!

Autore: Jean M. Auel
Editore: Teadue
Pagine: 452
Prezzo: 8,90 euro

Trama: Un devastante terremoto ha lasciato la piccola Ayla sola, ferita e sperduta: una terra selvaggia e popolata da animali ostili. Raccolta, curata e cresciuta dal Clan dell'Orso delle Caverne, ben presto appare evidente come Ayla appartenga a quelli che i Testapiatta del Clan chiamano gli "Altri": è alta, bionda, con gli occhi azzurri e, soprattutto, è intelligente. Lo scontro con i paurosi Testapiatta, legati alla tradizione delle Memorie, è inevitabile. Ma Ayla deve capire, deve conoscere, non può fermarsi... perché nel suo sangue scorre il futuro dell'umanità.

Voto:
Recensione:
"Ayla figlia della Terra" è un libro che mi ha sorpreso molto. Si tratta di un romanzo storico con elementi fantastici ambientato nell'Europa orientale dell'epoca preistorica, un libro un po' atipico,  fuori dal comune. Forse proprio per questo mi è piaciuto e l'ho apprezzato. 
La trama non è complessa, tant'è che manca quasi del tutto un vero antagonista, tuttavia essa risulta ben condita di avvenimenti.
Dopo un violento terremoto, la tenda in cui abitava la famiglia della piccola Ayla viene inghiottita dalla terra e lei rimane sola al mondo. Vagando per terre sconosciute, impaurita ed esposta ai rischi di quel mondo primordiale e selvaggio, giunge stremata sul cammino del Clan dell'Orso delle Caverne. Iza, donna della medicina premurosa e materna, la trova ferita e febbricitante e decide di prenderla sotto la sua custodia per salvarla da morte certa. Ma Ayla non è come i membri del Clan, lei è una bambina nata dagli Altri, i Cro-Magnon, e fin da subito la sua diversità si manifesta alla comunità che l'ha adottata. Ayla infatti ha una struttura fisica e mentale diversa, ride quando è felice e piange se prova dolore, emette dei suoni che i membri del Clan non riescono a comprendere ed imitare e pensa molto velocemente. Pian piano tutte queste sue peculiarità verranno a cozzare con le tradizioni del Clan; quest'ultimo è il vero antagonista di Ayla. Infatti, nonostante il Clan l'abbia adottata e istruita, il lettore comprende che l'unico ostacolo alla libertà e alla piena evoluzione della protagonista è quello stesso Clan che l'ha curata, nutrita e cresciuta.
I personaggi di questo libro sono molti, ma solo pochi sono ben caratterizzati. 
Ayla, la protagonista,  è un personaggio che ho amato e alla quale mi sono sentita spesso molto vicina per la sua ingenuità, la sua sensibilità e la sua indole solare. Ma Ayla non è solo questo: è forte, coraggiosa, amorevole, a volte testarda e ha una spiccata intelligenza. Un personaggio del quale il lettore saprà innamorarsi e del quale condividerà le gioie e i dolori, le vittorie e le sconfitte. 
Poi ci sono Iza e Creb, lei donna della medicina e lui il temibile Mog-Ur, sciamano del Clan. Entrambi sapranno affezionarsi ad Ayla adottandola e istruendola ai modi del Clan; è a loro che Ayla deve la sua vita e tutta la sua riconoscenza. 
Tra i personaggi secondari, ma non meno importanti, troviamo il fiero Brun, capo del Clan, che spesso si metterà in discussione a causa delle stramberie di Ayla; è un uomo giusto, magnanimo e severo al tempo stesso. Su figlio Brud, destinato a succedergli, non è però della stessa tempra del padre: impulsivo, collerico, invidioso e rancoroso darà del filo da torcere ad Ayla, suscitando il profondo odio del lettore.
Il linguaggio che l'autrice usa è semplice ed evocativo, delicato e mai esageratamente cruento; anche quando vengono narrate scene crude e violente il linguaggio si mantiene sobrio, dimostrando come per suscitare le emozioni dei lettori non servano grandi artifici retorici. Il ritmo della narrazione è lento, ma nonostante tutto ogni scena descritta viene assaporata con piacere dal lettore. Non è un libro che si legge velocemente, anche per via del fatto che l'autrice si sofferma spesso in minuziose descrizioni che definirei quasi certosine. L'autrice ci descrive con interesse documentaristico non solo i paesaggi, ma anche le abitudini quotidiane del Clan dell'Orso delle Caverne, delle tecniche di caccia e di fabbricazione degli utensili, i rimedi naturali, i riti e le cerimonie religiose. Lunghi e lenti sono anche i monologhi interiori scaturiti dalla protagonista e da chi le sta intorno, che permettono al lettore di calarsi meglio nella psicologia dei personaggi. Il punto di vista è quello di Ayla; il mondo preistorico ci viene descritto attraverso i suoi occhi ingenui e il suo sensibile sguardo.
L'autrice mi ha sbalordito per il carattere documentario della sua opera, curata nei minimi dettagli, con una particolare attenzione all'aspetto antropologico. Un testo che considero prezioso ed unico nel suo genere, non solo perchè è ambientato nella Preistoria, epoca non approfondita dalla letteratura, ma anche per gli spunti di riflessione sempre attuali che esso offre. Questo libro infatti è raccontato da un punto di vista tutto femminile, tuttavia le donne non hanno vita facile nel Clan dell'Orso delle Caverne... A loro è fatto divieto disobbedire ad un uomo, guardarlo negli occhi senza il suo consenso e parlare senza essere interpellate. Le donne del Clan devono sottomettersi obbedientemente, non possono andare a caccia né toccare un'arma e devono soddisfare i bisogni degli uomini senza emettere un lamento. Le donne dunque sono protagoniste sì, ma in modo diverso rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare. Il lettore vive in prima persona le ingiustizie e le assurdità del Clan, comprendendone l'ignoranza e riflettendo su quanto il tema della discriminazione femminile sia attuale in un mondo come il nostro, in cui ancora oggi molte donne del pianeta sono contrette a lottare per la loro libertà o, più spesso ancora, sono vittime delle angherie degli uomini che si considerano a loro superiori. Altri temi presenti nel romanzo sono l'amore per la vita, l'istinto di sopravvivenza, la solidarietà, il passaggio dall'infanzia all'età adulta, il rancore, l'accettazione, la spiritualità.
E' un libro che non si rivolge ad un pubblico tanto giovane, ma a mio parere potrebbe essere letto dai 16 anni in su.
Consiglio "Ayla figlia della Terra" a tutti coloro che desiderano immergersi in una lettura inconsueta, che sappia trasportare in terre selvagge dai mille profumi e colori. Consigliato in particolare ai lettori pazienti, a chi si intressa di antropologia, storia, archeologia, botanica e fitoterapia.
Da questo libro è stato tratto anche un film, prodotto nel 1986 e intitolato "Cro-Magnon: Odissea nella Preistoria". Non ho ancora avuto il piacere di vederlo, ma spero di farlo presto perchè sono curiosa di vedere come il regista abbia realizzato molte delle scene presenti nel romanzo.

Se volete leggere un estratto del libro potete dare un'occhiata al mio post: Teaser Tuesday # 46

Spero che la recensione vi sia piaciuta e spero anche di avervi fatto conoscere questo libro, che non è tra i più conosciuti.
Che ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete?


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