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venerdì 23 settembre 2011

Il Calderone #4 : "Il manoscritto di Voynich"



Salve a tutti! Siamo arrivati al quarto appuntamento con questa rubrica. Oggi vorrei parlarvi di un misterioso manoscritto della cui esistenza sono venuta a conoscenza solo pochi giorni fa. Il libro in questione è il Manoscritto di Voynich, che trae il suo nome da un antiquario russo, il quale lo acquistò per il suo negozio londinese dai gesuiti del collegio di Villa Mondragone, a Frascati nel 1912. E' universalmente noto come il manoscritto più misterioso del mondo, poichè tutt'oggi è l'unico libro scritto nel XV secolo che non sia stato ancora decifrato. Esso contiene immagini di piante mai viste ed è scritto in una lingua che non appartiene ad alcun sistema alfabetico/linguistico riconosciuto. 


Il volume è scritto su pergamena di vitellino ed è di dimensioni piuttosto ridotte (16 centimetri di larghezza, 22 di altezza e 4 di spessore). Attualmente ha 204 pagine, anche se in origine dovevano essercene 28 in più, andate perdute. Le illustrazioni presenti nel manoscritto ritraggono i soggetti più svariati: piante, fiori, strane costellazioni, diagrammi, ampolle, donne nude immerse in strane vasche contenenti un liquido scuro. Del manoscritto non esistono copie ed è conservato attualmente nell'Università di Yale, negli Stati Uniti. Fino agli inizi di quest'anno si era ipotizzato che questo testo fosse stato creato ad arte come falso nel XVI per perpetrare una truffa ai danni di Rodolfo II. Voynich aveva ritrovato all'interno del manoscritto una lettera di un certo Johannes Marcus Marci, scritta nel 1665. Quat'ultimo aveva scritto la lettera a un suo amico di Roma al quale aveva inviato il manoscritto affinchè lo decifrasse. Marci affermava di aver ereditato il manoscritto medievale da un suo amico alchimista e che il suo precedente proprietario, l'imperatore Rodolfo II lo aveva acquistato credendolo un'opera di Ruggero Bacone, meglio noto con il nome di Doctor Mirabils, scienziato, filosofo, alchimista e teologo inglese. 
A confutare questa teoria è stata la datazione ottenuta tramite la tecnica del Carbonio-14. L'esame ha verificato che le pergamene che costituiscono il manoscritto risalirebbero ad un periodo compreso tra il 1404 e il 1438.
Una delle piante raffigurate è quasi identica al comune girasole giunto in Europa all'indomani della scoperta dell'America e quindi successivamente al 1492; come poteva l'autore conoscere tale pianta se il libro sarebbe stato scritto in anni precedenti? 
In molti si sono cimentati nella decifrazione del registro linguistico, senza ottenere grandi risultati, fino all'11 novembre 2009, quando un informatico americano ha rivelato di essere finalmente riuscito nell'impresa che ha arrovellato gli studiosi per ben 500 anni. Secondo lui (il signore in questione si chiama Richard Roger) il manoscritto sarebbe il primo testo di calcolo della storia. Si tratterebbe dunque di numeri anzichè di lettere, a differenza di quanto si era creduto fino a quel momento, e più in particolare di algebra simbolica. Il manoscritto conterrebbe a suo parere un messaggio segreto nascosto nelle figure. Alla base del foglio da lui analizzato, ovvero il primo, era rappresentata una griglia 8x8, esattamente come quella della scacchiera, un simbolo massonico.  All'interno di questa griglia sono rappresentate delle lettere e dei numeri, dunque Roger ha supposto che fosse un sistema per spiegare come muoversi sulla scacchiera per leggere e scoprire i messaggi segreti, le immagini e i simboli. La prima pagina contiene le istruzioni per decifrare l'intero manoscritto. Roger ha concluso che il testo fu redatto in Italia dalla famiglia Longhi nel 1578, prendendo come riferimento l'anno di costruzione di villa Mondragone a Frascati dove il libro era conservato dai gesuiti. Roger sostiene che proprio il giardino della villa sia la chiave; la griglia rappresentata nel giardino si integra infatti con il primo foglio del manoscritto, il quale conterrebbe importanti segreti commerciali nascosti alla chiesa. Tuttavia Roger non ha ancora terminato la sua ricerca, chissà che nei prossimi anni non si sappia qualcosa di più preciso al riguardo.



Detto questo, vi do appuntamento come sempre al prossimo venerdì, 30 settembre 2011, con Il Calderone #5! Buon fine settimana a tutti!

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