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mercoledì 4 settembre 2013

Recensione: "La via del lupo. Nella natura selvaggia dall'Appennino alle Alpi" di Marco Albino Ferrari


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Dopo il campeggio nel Parco del Mercantour (Francia), di cui vi ho parlato qui, ho sentito costantemente il bisogno di immergermi in una lettura "green", una lettura che mi immergesse nello spirito della natura selvaggia a cui mi sento ancora appartenere, nonostante siano ormai passate settimane da quei magnifici giorni trascorsi fra le montagne incontaminate del parco naturale. Cercando disperatamente nella mia libreria un testo adatto, ho visto questo libro, regalatomi per il compleanno dalla mia gemellina Reina del blog Il Portale Segreto. L'ho letto tutto d'un fiato, e mi è piaciuto talmente tanto che ne conserverò sempre un bellissimo ricordo. Grazie dunque alla mia gemellina per avermelo regalato!

Autore: Marco Albino Ferrari
Editore: Laterza
Collana: Robinson
Pagine: 193
Prezzo: 16,00 euro

Trama: Passo dopo passo, Marco Albino Ferrari ha rintracciato la 'via' che da circa quarant'anni il lupo è tornato a percorrere, fra luoghi marginali e misteriosi, dopo essere scomparso alla vista dell'uomo. Una via naturale attraverso foreste, altipiani, praterie d'alta quota, crinali, vallate secondarie e paesi isolati: l'altopiano di Castelluccio di Norcia, le Foreste Casentinesi, l'Appennino parmense, le Alpi Liguri, le Marittime, il Parco del Gran Paradiso, e ancora più in là, sull'arco alpino fino in Trentino. È lì che gli ultimi branchi sono stati avvistati, dove il Canis lupus italicus si incontrerà con altri esemplari in arrivo dalla Slovenia. Un incontro atteso, che forse completerà fino in fondo la via.

Voto:
Recensione:
A differenza di quanto si possa pensare leggendo la trama, questo libro non è un resoconto di viaggio. L'autore si è prefissato di ripercorrere la via del lupo, quella che questo importantissimo mammifero ha percorso dagli Appennini alle Alpi, ripopolando pian piano con la sua presenza le zone in cui passava. Durante il suo viaggio, che all'interno del saggio viene a tratti abbozzato, ma mai approfondito, l'autore si sofferma a discorrere con personalità più o meno influenti dei vari parchi naturali che attraversa, con dirigenti di rifugi, scienziati, studiosi, sindaci, allevatori... Servendosi dei loro racconti, delle loro testimonianze, l'autore ricostruisce così il percorso intrapreso dai lupi durante gli anni, soffermandosi a parlare anche di famosi esemplari, quali per esempio il lupo Ligabue (se non conoscete la sua intensa storia, potete leggerla brevemente qui).
L'autore inizia il suo viaggio dai Monti Sibillini, e da qui accompagna per mano il lettore passando per il Parco delle foreste Casentinesi, Entracque e concludendo in Valsavarenche (Valle d'Aosta).
Il linguaggio usato dall'autore non è di difficile comprensione, sebbene a tratti sia specifico. Esperto della montagna, delle sue regole e dei suoi ecosistemi, Marco Albino Ferrari ci racconta le sue esperienze in modo avvincente, inserendo nella narrazione termini scientifici che però non appesantiscono la narrazione, piuttosto la arricchiscono. 
Nonostante si tratti di un saggio, lo scrittore riesce a rapire l'attenzione di chi legge; "La via del lupo" è un libro che scorre velocemente, e che una volta concluso lascerà dietro di sè una malinconica nostalgia. 
Le descrizioni che costellano le pagine di questo saggio sono minuziose, ricche di particolari ed evocative. Da esse traspare l'interesse naturalistico dell'autore, grande appassionato di montagna e profondo conoscitore delle problematiche ad essa legate.
L'arrivo a Sasso Fratino è segnato da un cartello di legno che annuncia "Riserva Integrale". Ciò significa che da qui in avanti nessuno può mettere naso fuori dal sentiero. Nessuno. E già alle porte dell'area si vedono i risultati. E' la prima immagine a dirci che in quel fitto e impenetrabile buio ci possono passare solo gli animali, dai rettili agli uccelli. Il terreno è una successione di strati di foglie morte che non riceve l'orma di un passo umano da almeno mezzo secolo. Non ci si potrebbe sbagliare: è questa l'immagine del perfetto bosco fiabesco, dove il favoloso e terribile si intrecciano fino a disorientarci. Luogo sedimentato nell'inconscio tra i riflessi di mille racconti di streghe e lupi mannari. E' l'invalicabile mondo oscuro della selva dove vagano misteriose presenze vegetali e animali...
(Pag.100)

Protagonisti di questo saggio non sono solo i lupi, come il titolo vuole far credere. La vera protagonista indiscussa del libro è la natura selvaggia, quella che purtroppo l'uomo calpesta spudoratamente. 
La natura selvaggia è una condizione geografica e anche uno stato d'animo. Fa parte dell'eterna ricerca di verità che spinge l'uomo alla continua ricerca di se stesso e del suo creatore.
(pag.101)

L'emblema di questa natura è il lupo, anch'esso perseguitato dall'essere umano. Il saggio lascia ampio spazio anche ad altri animali della realtà montana, come ad esempio gli stambecchi.
L'intento dell'autore è quello di sensibilizzare il lettore all'importanza del lupo all'interno dell'ecosistema naturale. Marco Albino Ferrari, con delicatezza e senza presunzione, scaglia la sua documentata critica verso l'uomo, che troppo spesso interferisce con gli equilibri naturali e tende ad affibbiare schemi mentali tipicamente umani agli animali selvatici, inducendo il lettore a ragionare e riflettere. Mi sono soffermata spesso a pensare, dopo aver letto alcuni passi del saggio, a quanto l'uomo sappia essere crudele, più volte mi sono sentita pervadere da una crescente rabbia durante la lettura. E' stato interessante conoscere di più su questo animale, così misterioso, così odiato e perseguitato. Ed è stato altrettanto interessante scoprire le motivazioni che hanno spinto, e spingono ancora, l'uomo a voler abbattere questo meraviglioso predatore. Analizzando diversi punti di vista - quello del lupo, quello dello scienziato, dell'animalista e quello dell'allevatore - l'autore confuta la tesi secondo cui il lupo sarebbe un animale estremamente pericoloso per l'uomo, per la natura, per le greggi, intessendone invece le lodi e sottolineandone l'ineguagliabile importanza.
Sarà che l'ho letto nel periodo giusto, ma ho apprezzato molto questo saggio, così come gli intenti dell'autore e tutte le testimonianze che egli ha raccolto nel suo cammino dagli Appenini alle Alpi. Uno di quei libri che mi resterà dentro e che in un modo o in un altro ha saputo "cambiarmi" o meglio, ha saputo alimentare in me alcuni sentimenti e accrescere alcune convinzioni."La via del lupo" è un libro che sa far riflettere su tematiche ambientaliste e animaliste, un libro che insegna il valore di queste bellissime ed inafferrabili creature, da sempre sottovalutate e perseguitate ingiustamente dall'uomo. Un libro che sensibilizza il lettore sulla crudeltà spesso ingiustificata dell'uomo, scritto da un vero amante della natura selvaggia, che in questo saggio trova ampio spazio.  Questo libro mi ha donato un tripudio di emozioni indimenticabili, e per questo lo consiglio a tutti coloro che amano la natura, a chi desidera saperne di più sul lupo, a chi vuole evadere dal caos cittadino per percorrere insieme all'autore i sentieri della natura e della consapevolezza.
Per concludere, se volete sapere qualcosa di più sul libro, vi lascio qui di seguito il video di presentazione realizzato dallo stesso autore:


Fonti delle immagini:
- http://www.dislivelli.eu/blog/la-geografia-del-lupo.html
- http://www.juzaphoto.com/galleria.php?t=202055&l=it 
- http://lupi.infernali.forumfree.it/?t=57605780 

Voi cosa ne pensate? Lo leggerete?

 

4 commenti:

  1. Libro molto interessante *__*
    Purtroppo la maggior parte delle volte l'uomo è crudele!
    Non solo verso questi poveri animali, ma anche con le persone stesse!! che tristezza!!
    metto in lista questo libro!!
    Le foto sono meravigliose

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    Risposte
    1. Sono contenta che questo libro sia di tuo gradimento, non credevo che fosse del tuo genere =) E' stato bellissimo leggerlo, le atmosfere in esso presenti mi mancano moltissimo T.T

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