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giovedì 13 giugno 2013

Recensione: "Perduti tra le pagine" di Margherita Oggero


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Torno sul blog con una nuova recensione. Ho terminato da un po' di giorni la lettura del libro "Perduti tra le pagine" di Margherita Oggero. Eccovi qui la mia opinione =)




Autore: Margherita Oggero
Editore: Mondadori
Collana: Libellule
Pagine: 150
Prezzo: 10,00 euro

Trama: Una classe d'asilo in visita al Salone del libro di Torino. Una baby-sitter romena appassionata di letteratura. Due coppie di genitori più o meno affannate, più o meno in crisi, più o meno felici nella giungla quotidiana, tra la routine del lavoro e le distrazioni del cuore. E, soprattutto, due bambini: Leone, che si chiama così per davvero, e Orso, che avrebbe un nome meno "feroce" ma non vuole essere da meno del suo amico. Leone e Orso non si conoscono fino a quando, proprio nella stessa mattina di caos e di carta, non si perdono entrambi tra gli stand della Fiera. E mentre le maestre, la tata e i genitori si mettono a cercarli tra i corridoi del Lingotto in un crescendo di preoccupazione, ai due dispersi si aggiunge Giulia, la fidanzatina di Orso. Questo bel "terzetto di evasi", ignorando i richiami, come in una meravigliosa avventura esplora i padiglioni e va alla scoperta delle sorprese che si nascondono tra le pagine dei libri, anche quelli dei grandi, anche quelli "senza figure". Perché i libri, a differenza degli adulti, non hanno mai fretta, non cambiano discorso nelle situazioni delicate, giocano con la fantasia e trovano le parole per ogni emozione. Una favola delicata e divertente che ci racconta quanto fitta è la trama che unisce la vita alla letteratura, quanto la poesia di una pagina può cambiare il senso della nostra piccola grande storia.

Voto:
Recensione:  
Ho comprato questo libro attratta dalla trama insolita e spensierata, mi incuriosiva l'ambientazione, e cioè il Salone del Libro di Torino, ma devo dire che non mi aspettavo niente di particolare.
La storia è semplice. Leone ha sei anni e sua mamma è in ospedale perchè ha appena partorito la sua sorellina. Lui non è felice, le bambine sono tutte smorfiose e vanitose e lui avrebbe preferito di gran lunga la compagnia di un cane. L'unica persona di sesso femminile con cui vada d'accordo è la sua baby sitter rumena, Codrina, la quale però ha deciso di tradirlo andandosene a spasso per il Salone del Libro alla ricerca del suo autore preferito per farsi fare un autografo. Codrina lo lascia allo stand di un'amica e lui si sente tradito, abbandonato, così non appena la ragazza (un po' civetta) si distrae, lui sgattaiola via alla ricerca di avventure. 

Leo continua a guardarsi intorno meravigliato: tanti libri così, nelle loro case o casette, non li ha mai visti. E' come un bosco, o una foresta, ma tutta ordinata, con viali larghi e sentieri più stretti, e invece dei funghi delle castagne delle foglie e dei fiori ci sono libri libri e libri. Grandi e piccoli, con le copertine di tutti i colori. 
(pag.15)
Si avvicina così ad un gruppo di bambini dell'asilo, giunti al Salone per seguire dei laboratori didattici. Con il suo fare persuasivo e un po' saccente, Leone coinvolgerà nella sua avventura anche Minuccio, che si fa chiamare Orso, bambino di sei anni balbuziente ed insicuro. Al duetto comico si aggiunge anche Giulia, la fidanzatina di Orso, simpatica e intraprendente a tal punto che Leone arriverà a credere che in fondo le femmine non sono tutte poi così smorfiose. Insieme si aggirano tra gli scaffali delle librerie all'interno del Salone, raccontandosi storie di pirati e di mostri, di bambini nella giungla e di orsetti parlanti, isolandosi spontaneamente dal mondo degli adulti che non comprendono e a cui non vogliono appartenere, almeno per un giorno. Inutile dire che faranno preoccupare con la loro scomparsa genitori, insegnanti e sorveglianza!
Il linguaggio utilizzato dall'autrice è semplice e scorrevole; Margherita Oggero utilizza spesso espressioni tipiche del parlato, a volte appartenenti anche al gergo giovanile o dialettale. Nel testo sono disseminate qua e là anche parolacce, cosa che nei libri non approvo, ma è un gusto strettamente personale. Ho apprezzato che l'autrice non ne abbia abusato, ma avrei preferito se le avesse evitate del tutto.
La storia è narrata dal punto di vista dei diversi personaggi, le cui vicende si intrecciano dando così vita al libro. Si accavallano le storie dei genitori dei bambini, delle distratte maestre e della baby sitter. Inizialmente ho fatto un po' di confusione con i diversi punti di vista, ma sono bastate poche pagine per farci l'abitudine.
Il ritmo della narrazione non è nè lento nè veloce. La lettura è piacevole e godibile, soprattutto per l'ingenua comicità dei bambini protagonisti. E' una storia che si lascia leggere in un pomeriggio.
Il testo è povero di descrizioni; è chiaro che l'autrice abbiavoluto dare largo spazio alla fantasia e all'immaginazione. Nonostante io adori le prolisse e dettagliate descrizioni nei libri, devo dire che qui non mi sono affatto mancate, complice il fatto che riuscivo ad immaginare le scene narrate con gli occhi di un bambino.
I personaggi non sono del tutto caratterizzati, ma credo non si possa pretendere molto da un libro così breve e con una trama così semplice. Nonostante tutto, il lettore riesce ad inquadrare i diversi personaggi grazie alle caratteristiche che li contraddistinguono.
Ho trovato interessante il fatto che l'autrice abbia voluto mostrare al lettore come i bambini siano spesso il risultato delle abitudini, delle fobie e dei caratteri dei genitori. Il piccolo Orso per esempio è insicuro e coglie con entusiasmo ogni tentativo di mangiare merendine, panini e bibite che non sianobiologiche; i suoi genitori lo tengono sotto una campana di vetro, permettendogli di mangiare solo cibi sani, che però a lui non piacciono affatto, soprattutto se confrontati con quelli che mangiano i suoi compagni di scuola. 
Al termine del romanzo c'è una svolta nei caratteri dei genitori, ma anche in quelli dei bambini, che alla fine dell'avventura si ritroveranno cambiati.
Una storia simpatica, spensierata, senza pretese, che mi ha fatto sorridere ma che non ho trovato incisiva e che non mi ha trasmesso particolari emozioni.
Consiglio questo libro a chi desidera una lettura molto soft, magari da consumare sotto l'ombrellone quest'estate, o a chi vuole leggere qualcosa di diverso senza aspettarsi niente di più che qualche sana risata.

3 commenti:

  1. Sembra davvero carino!
    Ci farò un pensierino, quando avrò smaltito un po' di letture che mi aspettano!
    Mel

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    Risposte
    1. Sì è carino, ma niente di particolarmente incisivo, nè di indispensabile. Se lo leggerai fammi sapere come lo avrai trovato ;)

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  2. Ciao. Ho appena terminato la lettura di questo libro ma devo dire che a me non ha lasciato niente. Si legge in fretta, è vero, ma avrei fatto meglio a dedicare quel poco tempo che questa lettura mi ha richiesto ad altro. Buone letture e buona domenica!

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