lunedì 26 ottobre 2015

Nasce L'Albero delle Mele!

Buongiorno a tutti voi e buon inizio settimana!
Questa mattina mi sono alzata con la dovuta calma e ho deciso di prendere del tempo per me, cosa che non riuscivo a fare più da settimane, ormai. E allora mi sono detta: perchè non inaugurare proprio oggi L'Albero delle Mele? 
Dunque eccomi qui! Finalmente sto ritrovando la serenità necessaria per potervi parlare di tutto quello che sta cambiando (e cambierà ancora) in questo angolino virtuale e nella mia vita di tutti i giorni. All'inizio del mese vi avevo annunciato che avrei presto cambiato il titolo a Sogni di una notte di Luna piena, per cui spero non vi sorprenderete troppo di trovare il mio blog cambiato, quasi stravolto. Questo mese ho lavorato per voi dietro le quinte, preparando la nuova e freschissima grafica, riflettendo sulle novità che avrei voluto apportare e sulle nuove rubriche che ho intenzione di proporvi prossimamente. Siamo ancora qui, nella Foresta Incantata, ma la vostra fata Mirial si è trasferisce in un luogo più adatto e colmo di magia.
Tutto quello che ho fatto sotto il nome di Sogni di una notte di Luna piena resterà qui, ovviamente, visibile a tutti, ma da oggi il blog si rinnova completamente!

Perchè L'Albero delle Mele?
Potrei parlarvi per ore delle motivazioni che mi hanno indotto a scegliere il nuovo titolo per il blog, ma vedrò di essere più breve possibile.
Il mio vero nome, Melania, mi ha sempre accomunata alla mela: da bambina i miei compagni di scuola mi chiamavano Mela, più tardi, alle scuole medie, qualche originale compagno mi soprannominava Apple... Insomma, la mela è un frutto che in qualche modo sento particolarmente mio, anche se in realtà ha poco a che vedere con l'etimologia del mio nome xD
Sempre da bambina, adoravo la favola di Biancaneve, e conoscete tutti il suo legame con la mela. 
Divenuta ormai adulta, ho scoperto anche i significati simbolici di questo frutto così celebre (ve li riporterò in un post prossimamente) e ho deciso dunque che la mela era proprio il frutto che faceva al caso mio!
E' il frutto della conoscenza, della saggezza, dell'amore... tutte cose che mi stanno molto a cuore. L'Albero delle Mele, dunque, sarà un angolino magico come i meli di Avalon, un luogo in cui scambiare conoscenza e cultura e in cui ritrovare l'amore per le piccole (grandi) cose!

Cosa cambierà?
Ne L'Albero delle Mele potrete trovare ancora le recensioni dei libri da me letti, le segnalazioni delle case editrici e tutto quello che concerne il mondo della lettura: essa fa parte di me, non avrei potuto escluderla completamente dalla mia vita virtuale! Vorrei tentare, tuttavia, di ridimensionare molto la presenza di questi post, poiché ho molto, moltissimo altro da raccontarvi!
Nei prossimi giorni cambierò ancora qualcosa della grafica, ci vorrà del tempo per vedere L'Albero delle Mele completamente ricostruito e trasformato, per cui non temete se vedrete qualche lavoro in corso.
Dato che, come dicevo, il mondo della lettura fa parte di me, ampio spazio verrà dedicato ai libri scritti da me e al mondo della scrittura! Potrete trovare sul blog tutte le curiosità riguardo "La città nascosta. Alla scoperta del mondo parallelo" che ho pubblicato un anno e mezzo fa con Leucotea, e poi... be', le novità ve le tengo da parte per un'altra volta ;)
Il cambiamento più grande, tuttavia è questo: mi sto trasferendo! Vado a vivere in un'altra città, con la mia dolce metà finalmente. Vivrò in campagna, circondata da uccellini, alberi e fiori, per cui sarà mia premura raccontarvi tutto quello combinerò nella mia nuova casetta in una nuova rubrica.
E, a proposito di rubriche... molte resteranno invariate, altre invece cambieranno titolo, ma saranno tutte a tema "meloso".

Insomma, per ora direi di aver detto abbastanza! Vi lascio digerire le novità, ci sarà modo di approfondire i cambiamenti concreti che avverranno nei prossimi giorni ;)
Un abbraccio a tutti e grazie per l'entusiasmo che avete dimostrato quando vi ho annunciato del cambio di titolo!
A prestissimo =D


venerdì 9 ottobre 2015

Avviso: Sogni di una notte di Luna piena cambia titolo e...

Bentornati nella mia Foresta Incanta, cari lettori!
Avevo annunciato tempo fa la mia crisi con il blog e la sua possibile chiusura futura, ma sono felice di annunciarvi che sono riuscita a trovare la soluzione che faceva al caso mio. Dopo tanti, tantissimi giorni di lavoro, pensieri e riflessioni, ho deciso di fare un cambiamento che si rendeva necessario ormai da tempo, radicale e inaspettato.
Sogni di una notte di Luna piena cambia titolo! In questi mesi si è chiuso nel bozzolo e a breve, brevissimo, sarà pronto per rinascere a nuova vita e spiegare le sue ali di farfalla per farsi conoscere da voi.
La Foresta Incantata resta qui, ma la vostra fata Mirial si trasferisce in un luogo particolare del bosco: L'Albero delle Mele! Sarà questo il nome con cui leggerete il mio blog da qui in avanti, è tutto pronto ormai. Vi lascio giusto un po' di tempo per metabolizzare la notizia e prepararvi psicologicamente ai cambiamenti che avverranno e, credetemi, saranno molti =P
A iniziare dalla grafica, che avrà un aspetto più essenziale; cambieranno le rubriche, le etichette e in parte anche i contenuti. Insomma, ne vedremo (e ne vedrete) delle belle!

Come mai tutte queste decisioni?
Il blog è un luogo di svago, di scambio, in cui trascorrere il tempo libero e condividere passioni ed emozioni. Sogni di una notte di Luna piena è stato importante per me, ma ha iniziato a calzarmi stretto e così mi sono detta che, se avessi voluto continuare a scriverci, avrei dovuto cambiare qualcosa, farlo evolvere insieme a me. Quest'anno ci sono stati parecchi cambiamenti nella mia vita quotidiana e privata, di cui tra l'altro non vedo l'ora di parlarvi, motivo per cui ho sentito il bisogno di rinnovarmi anche sul web. Era da molto tempo, ormai, che volevo cambiare il titolo del blog, e finalmente mi sono decisa. 
Con la speranza che il blog rinnovato possa piacere a voi quanto piace a me, vi saluto e vi do appuntamento nelle prossime settimane per le presentazioni de L'Albero delle Mele! Un abbraccio e... restate aggiornati!
A presto.



lunedì 21 settembre 2015

Un saluto da Mirial

Buon lunedì a tutte voi, creature della mia Foresta Incantata!
Lo so che sotto le fronde di questo angolino di bosco c'è stato molto silenzio ultimamente, tant'è che l'ultimo post scritto risale a due mesi fa... 
Avete bisogno di spiegazioni, ma non so se sono in grado di darvene, sinceramente.
Non posso scusarmi con voi per la mia assenza, perché continuerò a essere poco presente qui, il tempo libero si assottiglia sempre di più, i cambiamenti nella mia vita privata sono stati molti quest'anno e per cause di forza maggiore bisogna fare delle scelte, dare più importanza ad alcune cose e accantonarne altre. 
Ammetto di aver preso in considerazione l'idea di chiudere questo mio angolino, di congedarmi da voi, ma mi riesce difficile farlo. Ormai sono quasi 5 anni che lavoro a Sogni di una notte di Luna piena, capirete dunque che la scelta si fa difficile, sono affezionata a ogni singola parola scritta su questo mio blog. Eppure una crisi c'è, è inutile negarlo, direi una bugia sia a me che a voi. 
Ho bisogno di tempo per metabolizzare questa crisi, iniziata mesi e mesi fa, devo valutare, prendere delle decisioni e, se sarà il caso, ripartire con più sicurezza. Non so quanto ci vorrà per riordinare le idee e provare a reinventarmi, vi chiedo scusa per non essere riuscita ad avvisarvi prima, ma non avevo parole, sembrerà strano, ma è davvero così. Anche adesso mi trovo in difficoltà nello scrivere qui, in questo spazio che per me è stato così importante per molto tempo, eppure è la pura verità: Sogni di una notte di Luna piena si è discostato sempre di più dall'idea che avevo avuto in un primo momento per il mio blog, ha finito per staccarsi da me e non so neppure io come sia potuto succedere né quando sia accaduto. Non lo sento più un angolo mio, in cui rifugiarmi nei momenti liberi, ha cominciato a starmi stretto sempre di più. Quindi, se davvero voglio continuare a tenere viva questa Foresta che conta attualmente 385 abitanti, devo reinventarmi, darmi tempo e pensare a un eventuale cambiamento radicale del blog. Nel caso in cui non riuscissi a farlo, mi dispiace, ma mi toccherà prendere un altro tipo di decisione...
Per il momento, posso solo dirvi che proverò a scrivere qualche post in futuro, magari riprendendo dalle recensioni e sperando che mi venga l'illuminazione giusta per poter ripartire. 
Vi abbraccio tutti e vi mando un saluto affettuoso, con la speranza che l'Autunno mi porti l'ispirazione giusta per il cambiamento che cerco.



giovedì 16 luglio 2015

E' tempo di... Giveaway!


Buongiorno lettori e bentornati nella mia Foresta Incantata!
E' con grande piacere che oggi pubblicizzo un Giveaway succosissimo e a cui tengo particolarmente, perché... in palio, tra i tanti libri, c'è anche il mio, "La città nascosta. Alla scoperta del mondo parallelo"!
Lo avete già letto? No? Allora è una buona occasione per partecipare =D
Sto parlando del Giveaway organizzato dalla gentilissima Francy di Never Say Book. Sul suo blog ci sono in palio quasi 50 titoli, non fatevi scappare un'occasione del genere, mi raccomando! Soprattutto, spargete la voce e condividete ;)
Cliccate sul banner qui sotto per essere indirizzati direttamente al post del regolamento e della presentazione dei libri in palio.


Se non conoscete "La città nascosta. Alla scoperta del mondo parallelo" e volete farvi un'idea più precisa al riguardo, vi rimando alla pagina Facebook e al sito dedicato al libro, sperando che troviate il contenuto in qualche modo interessante.


Non mi resta che augurarvi buona fortuna per il Giveaway e buone letture estive!
A presto.


lunedì 13 luglio 2015

A tu per tu con... Vanessa Roggeri, autrice di "Fiore di fulmine" e "Il cuore selvatico del ginepro"


Bentornati nella mia Foresta Incantata! E' con immenso piacere che oggi ospito sotto le fronde degli alberi qui intorno una scrittrice che amo particolarmente e che si è conquistata un posto tra i miei preferiti. Sto parlando di Vanessa Roggeri, autrice di "Il cuore selvatico del ginepro" (recensione qui) e "Fiore di fulmine" (recensione qui). Sedetevi comodi, siete pronti? Bene, possiamo cominciare =D

1) Ciao Vanessa! Presentati ai lettori del blog.
Ciao a tutti, mi chiamo Vanessa Roggeri, ho &*% anni, sono nata e cresciuta a Cagliari, sono laureata in Relazioni Internazionali, ho sei gatti e con grande determinazione e costanza sono riuscita a realizzare il sogno di diventare una scrittrice. I miei romanzi sono “Il cuore selvatico del ginepro” e “Fiore di fulmine”, entrambi edizioni Garzanti.

2) Sia “Il cuore selvatico del ginepro” che “Fiore di fulmine” hanno personaggi femminili dalla forte personalità. C'è una ragione precisa dietro alla scelta di raccontare storie di donne, mettendo in secondo piano i personaggi maschili?
Storie di donne perché vengo da una famiglia in cui ho sentito maggiormente presenti le figure femminili. Sono state il mio punto riferimento, più di quelle maschili. È così che le storie risultano più autentiche e vere, quando parli di ciò che sai.

3) Sono rimasta estasiata, folgorata, dalla caratterizzazione dei tuoi personaggi. Come dice il retro della copertina di “Fiore di fulmine”, la tua penna indaga le pieghe più intime dell'animo umano. Non vogliamo certo sapere tutti gli ingredienti segreti del tuo talento, ma quanto studio c'è dietro la costruzione di un personaggio? Servono tanto spirito di osservazione e un certo acume, ma c'è anche dell'altro?
Il segreto è proprio questo: un grande spirito di osservazione, amore per i dettagli, oltre a una inclinazione naturale nel saper desumere i caratteri dai comportamenti. Non mi stanco mai di osservare le persone, di coglierne i tratti salienti con poche occhiate. Ovunque mi trovi c’è sempre qualcosa di interessante da studiare, un tic nervoso, un intercalare nel parlare… L’umanità offre un vasto e variopinto campionario di personaggi, bisogna soltanto guardarsi intorno.

4) Come scegli i nomi dei tuoi personaggi?
La scelta dei nomi è una fase molto importante. Per me i nomi devono avere un significato e accordarsi sempre con la personalità dei protagonisti. Per fare un esempio, il nome della protagonista di Fiore di fulmine, Nora, rappresenta un omaggio sia alla omonima città fenicia che sorge sulla costa a pochi chilometri da Cagliari, sia alla mia eroina prediletta della storia sarda, Eleonora d’Arborea.

5) Dai tuoi romanzi traspare l'amore per la tua terra, la Sardegna. Ma cos'altro ti ispira per dar vita alle tue storie?
L’ispirazione può arrivare da qualsiasi fonte; immagini, frasi carpite dove meno ti aspetti, fatti di cronaca, vita reale così come un ricordo della giovinezza che ritorna all’improvviso. Qualcosa ti colpisce e la tua mente incomincia a creare degli scenari, a formulare ipotesi e congetture, a formulare il primo abbozzo dell’idea per la tua nuova storia. Lo considero il momento più puro ed entusiasmante di tutta la fase creativa.

6) Quanto di reale c'è nelle tue storie? Ti sei basata su episodi della tua vita, o di conoscenti, realmente accaduti?
Di reale c’è sempre tantissimo. Al di là della trama principale che è frutto della mia fantasia, cerco sempre di ancorare la storia a una solida base reale. In Fiore di fulmine, il villaggio minerario di Monte Narba, o i numerosi luoghi che descrivo della Cagliari di inizio ‘900, sono tutti luoghi esistenti o esistiti, e ciò richiede un accurato lavoro di ricerca.

7) L'elemento soprannaturale è presente, in modi diversi, in entrambi i tuoi libri. Come mai hai scelto proprio di raccontare storie di streghe, spiriti, fantasmi?
Il perché è molto semplice: perché i misteri e gli archetipi soprannaturali mi affascinano tantissimo. Ho bisogno di un pizzico di irrealtà, di magia, di sogno per stuzzicare la mia fantasia di scrittrice. I piedi devono essere ben poggiati alla terra, ma per poter prendere la rincorsa e spiccare il volo.

8) Quanto sono importanti le tradizioni e le credenze popolari per te? Sono ancora così radicate nella Sardegna di oggi? Ti definisci un po' superstiziosa anche tu?
Non sono superstiziosa, forse però qualche condizionamento nell’infanzia l’ho subito anch’io. Ad esempio, dopo una severa sgridata da parte di mia nonna, a distanza di trent’anni, tutt’ora sto bene attenta a non mettermi a croce negli usci di casa perché si dice che porti grande sfortuna. Certi retaggi della tradizione sono talmente radicati da non poter essere cancellati così facilmente. La Sardegna vive di tradizioni, fanno parte della nostra cultura sarda. Rinunciarvi significherebbe perdere la nostra identità.

9) E ora una domanda un po' “romantica”: ti piace scrivere a mano le tue storie o le batti subito al pc?
A mano prendo solo gli appunti. Scrivo le storie sempre e solo al pc. È come se, con le dita sulla tastiera, entrassi automaticamente in modalità “scrittrice”.

10) I tuoi lettori sono molti: qual è il tuo rapporto con loro e in generale cosa ti dicono dopo aver letto i tuoi libri?
I lettori riescono a trovare il modo di stupirmi ogni giorno con i loro messaggi. Confezionano piccole recensioni talmente ben articolate nell’esprimermi i sentimenti che la lettura dei miei libri è riuscita a suscitare in loro, da toccarmi il cuore. Al di là dei commenti più frequenti, ciò che non fanno mai mancare è un “grazie” per le emozioni che ho donato loro attraverso le mie storie. E io ringrazio loro perché ricevere questo affetto e sostegno è la gratificazione più grande. Il rapporto scrittore-autore è in questo senso vicendevole.

11) I tuoi libri/autori preferiti e quelli che hanno ispirato il tuo stile.
Ho affermato molte volte che Emily, e soprattutto Charlotte Bronte, sono le mie muse ispiratrici, non soltanto perché hanno scritto dei capolavori immortali, ma anche per ciò che queste donne morte giovanissime nell’Inghilterra puritana dell’800 hanno rappresentato: un vento di passioni e speranza che rompeva col passato e le convenzioni, un desiderio di riscatto e felicità che purtroppo non hanno avuto modo di realizzare nella vita reale, ma che hanno vissuto attraverso le loro storie.

12) Quali sono gli ingredienti principali per la buona riuscita di un romanzo secondo te?
Per me un buon romanzo può essere definito tale quando presenta determinate caratteristiche:
Un protagonista sfaccettato in cui tutti possono riconoscersi;
Una trama che trascini i personaggi come una forza inarrestabile;
Una storia che stimoli l’intelligenza e colpisca le emozioni più profonde del lettore;
Una bella forma estetica, ovvero, una bella scrittura.

13) Cos'è per te la scrittura?
La mia vocazione. Il mio baricentro.

14) Durante la stesura dei tuoi due libri hai ascoltato della musica? Se sì, quali sono le loro colonne sonore?
Se mi viene voglia la ascolto prima d’iniziare per ritrovare una certa carica emotiva, ma in genere mai durante la stesura. Mi disturba, così come il chiasso e il vociare.

15) Quale dei tuoi personaggi ti rispecchia di più?
Nessuno in particolare. Forse c’è una maggiore empatia con Nora perché in lei ho messo molto dello spirito sardo indipendente, forte e orgoglioso.

16) Hai altri romanzi in cantiere?
Naturalmente sì. Questa volta però non faccio anticipazioni perché voglio che sia una sorpresa.

Noi siamo curiosissimi! Non ci resta dunque che salutarti e farti tantissimi auguri per la tua carriera e i progetti futuri. Grazie per essere stata con noi! =D


lunedì 6 luglio 2015

Recensione: "L'invenzione delle ali" di Sue Monk Kidd


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Oggi ho il piacere di recensirvi un romanzo che mi ha conquistata e di cui conserverò un bel ricordo. Me lo sono regalato per il compleanno e devo dire di aver scelto davvero bene =)


Autore: Sue Monk Kidd
Editore: Mondadori
Pagine: 396
Prezzo: 20,00 euro

Trama: Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale. In questo splendido romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd, autrice di culto negli Stati Uniti, evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano, donne anticonformiste e coraggiose che in tempi difficili e contro tutto e tutti hanno intrapreso un arduo e doloroso percorso personale che le ha allontanate dal loro entourage e dalla loro famiglia per potere restare fedeli ai loro ideali di uguaglianza e libertà.

Voto:
Recensione:
Chi mi conosce e mi segue sul blog probabilmente saprà che una delle cose che più mi sta a cuore è il tema della libertà. Se i libri lo hanno come ingrediente è più che probabile che mi conquistino e "L'invenzione delle ali" di Sue Monk Kidd, con la sua immagine di copertina e le poche parole scritte, mi aveva già catturato senza bisogno di leggerlo. A lettura conclusa, posso dire di essere rimasta molto soddisfatta dalla storia che si trova al suo interno.
Il libro, come si evince dalla trama, narra la storia di Sarah Grimké, figlia di proprietari terrieri, ed Hetty, schiava nera e coetanea di Sarah. Le vicende delle due protagoniste si svolgono a capitoli alterni, raccontati in prima persona ora da Sarah ora da Hetty. Questa scelta dell'autrice è stata efficace per calarsi meglio nei panni delle due e per coinvolgere maggiormente il lettore.
Il linguaggio di Sue Monk Kidd mi ha sorpresa: dai toni delicati, a tratti poetico e con la raffinatezza di un classico, questo romanzo dimostra una certa potenza narrativa, tanto che per tutta la durata della storia mi è parso di leggere uno scritto d'altri tempi. Non dovete pensare però che "L'invenzione delle ali" sia un libro noioso e altisonante, come spesso vengono definiti i classici, perché non lo è affatto. Il lettore segue con trasporto le vicende di Sarah ed Hetty, sebbene per la gran parte del romanzo l'azione sia quasi assente. Eppure è facile lasciarsi trasportare dal bandolo dei pensieri delle due protagoniste, così vive e autentiche, e farsi travolgere da essi come un fiume in piena. Le ambientazioni e la schiavitù dei neri mi hanno riportato alla mente il mio amato "Via col vento" di Margaret Mitchell, mentre l'introspezione e la caratterizzazione dei personaggi femminili, che in ogni pagina levano un urlo di libertà, mi ha ricordato vagamente un altro dei miei classici preferiti, "Jane Eyre" di Charlotte Brontë.
Le sorelle Grimké
La storia che Sue Monk Kidd ci racconta è realmente accaduta, anche se, come la stessa autrice spiega in una nota a fondo libro, è stata da lei riadattata e in parte romanzata. Pur rimanendo fedelissima alle vicende storiche e alla biografia di Sarah Grimké, l'autrice ha sentito il bisogno di prendersi alcune libertà per riscattare in qualche modo quei personaggi che nella vita reale avevano avuto sfortuna, offrendo loro l'opportunità di parlare ancora alle generazioni future. Ho apprezzato le scelte dell'autrice, così come ho ammirato le sue innumerevoli e consistenti ricerche storiche.
Sarah Grimké è la protagonista indiscussa del libro, sebbene a lei si affianchino la sorella Nina e la schiava e amica Hetty. Leggiamo nella Sarah bambina i semi di quello che diverrà da adulta, sebbene la sua trasformazione sia lenta e a tratti dolorosa. Sarah è un personaggio che può piacere oppure no, ma non credo che possa lasciare indifferenti. Appassionata, ambiziosa e testarda, non si lascia scoraggiare dalla società e dalla famiglia pur di inseguire i suoi sogni. La strada è tutta in salita e Sarah dovrà sacrificare molto per inseguire i suoi ideali. Lungi dall'essere sicura di sé per via di una balbuzie e un mutismo che tendono a presentarsi nei momenti meno opportuni, Sarah mostra di essere indecisa, umanamente contraddittoria a volte. Nonostante il suo idealismo e il suo spirito libero, anche lei vacilla, fa fatica a passare dal pensiero all'azione, rimanendo talvolta succube della volontà altrui. A fare da trampolino di lancio per lei, ci sarà sua sorella Nina, dal carattere fiero e indomabile. Le sorelle Grimké sono due facce della stessa medaglia, l'una non esisterebbe senza l'altra. Poi c'è Hetty, il cui vero nome è Monella, un altro personaggio femminile indimenticabile. Nata e cresciuta come una schiava, fin da bambina le vengono trasmessi dalla madre e dai suoi racconti dell'Africa l'amore e la ricerca per la libertà. Ho amato la sua tenacia, la sua sfrontatezza nei confronti del pericolo, il coraggio che dimostra in più di un'occasione. Monella ha un carattere forte, è perspicace e intelligente e la sua schiettezza la metterà nei guai più di una volta. Il legame che c'è tra lei e Sarah, sebbene sia pressoché silenzioso, va ben oltre il rapporto tra schiava e padrona. Sarah e Monella sono simili e al tempo stesso diverse, sono fondamentali l'una per la realizzazione personale dell'altra, dall'animo e dagli ideali affini, sebbene vivano in mondi diametralmente opposti.
Coperta realizzata da Harriet Powers
Ho adorato le storie che Charlotte, la mamma di Monella, racconta usando gli unici strumenti a sua disposizione in quanto schiava analfabeta: l'ago e il filo. Charlotte è la sarta personale dei Grimké, ma non confeziona solo abiti per i suoi padroni. Ad accompagnare il lettore durante tutta la durata del romanzo ci saranno anche le sue meravigliose coperte, sulle quali cuce storie indimenticabili e dai sapori decisamente africani. Per questa idea l'autrice si è ispirata alle coperte di Harriet Powers, una schiava della Georgia realmente esistita che raffigurava nelle sue creazioni di stoffa scene bibliche.  Le storie e le usanze raccontate da Charlotte mi hanno ricordato un altro libro che amo, e cioè "Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkòla Estès. Insomma, questo romanzo aveva proprio tutti gli ingredienti per entrarmi nel cuore, e così è stato.
In ognuno dei suoi personaggi ho trovato dei frammenti di me stessa. Mi sono rivista nella frustrazione di Sarah per non poter essere quello che desiderava, così come nella passione che muove le tre protagoniste e soprattutto nel loro desiderio di libertà, di dar voce ai pensieri più intimi. Sarah, Nina ed Hetty hanno dentro di loro un fuoco travolgente, che attizzerà e ispirerà i lettori, facendo venire voglia di attivarsi per i diritti umani e per le cause che ci stanno più care.
I temi di questo romanzo sono dunque la libertà, la critica al razzismo e alla schiavitù, l'emancipazione femminile, il coraggio, il sacrificio, l'amicizia, l'ambizione.
Sebbene la copertina italiana mi piaccia, devo dire che avrei preferito che venisse mantenuta quella originale, di gran lunga più adatta alla storia raccontata, con i colori rosso e nero che ricorrono durante tutta la narrazione, compreso il volo dei merli.
Leggetelo se siete amanti delle storie vere, se sentite di avere uno spirito libero e se date importanza ai sogni, anche a quelli che sembrano impossibili, perché questo libro fa per voi.
Per finire, per farvi assaporare lo spirito del romanzo, vi lascio due citazioni, le mie preferite:

"Avevo sempre voluto la libertà, ma non c'era mai stato un posto dove andare, né un modo per arrivarci. Questo non aveva più importanza. Ora volevo la libertà più del mio prossimo respiro. Ce ne saremmo andate, sedute sulle nostre bare se necessario. Era così che mamma aveva vissuto tutta la sua vita. Diceva sempre che ognuno deve capire quale parte dell'ago sarà, se quella legata al filo o quella che buca il tessuto." (Hetty)
"Non avrei saputo spiegare come in ogni ghianda vivesse già una quercia, né come d'un tratto mi fossi resa conto che dentro di me, nello stesso modo misterioso, viveva qualcosa - la donna che sarei diventata -, eppure mi sembrava già di conoscerla. Era sempre stata lì [...]. Di colpo presi coscienza del mio destino. [...] Dalle ghiande nascono le querce, giusto?" (Sarah)

Voi che ne pensate? Lo avete letto?



martedì 30 giugno 2015

Recensione: "La Terra delle Storie. L'avvertimento dei Grimm" di Chris Colfer


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Torno sul blog con una nuova recensione. Chi mi segue e chi mi conosce sa quanto io mi sia appassionata alla saga de "La Terra delle Storie" di Chris Colfer, per cui attendevo con ansia l'uscita di questo terzo volume. Ringrazio la Rizzoli per avermelo inviato e passo subito a recensirvelo!



Autore: Chris Colfer
Editore: Rizzoli
Pagine: 569
Prezzo: 15,00 euro

Trama: Conner Bailey crede che le sue avventure nel Mondo delle Fiabe siano terminate, finché non scopre un indizio misterioso lasciato dai fratelli Grimm. Con l'aiuto della sua amica Bree e della stravagante Mamma Oca, parte in missione attraverso l'Europa per decifrare un avvertimento che risale a duecento anni fa. Frattanto sua sorella Alex si sta allenando per diventare Fata Madrina, ma esaudire i desideri altrui non è affatto semplice. Quando la minaccia incombe di nuovo sulla Terra delle Storie, Conner e Alex devono unirsi a tutti i re e le regine per salvare il Mondo delle Fiabe. Ma non c'è niente che possa preparare davvero i gemelli alla battaglia in arrivo... né al segreto che cambierà per sempre la loro vita.

Voto:
Recensione:  
Ero in trepidante attesa di questo volume della saga da più di un anno, da quando cioè ho terminato la lettura de "La Terra delle Storie. Il ritorno dell'Incantatrice". Il secondo capitolo della saga ci aveva lasciati un po' con l'amaro in bocca, con i gemelli divisi in due mondi diversi e il portale per la Terra delle Storie chiuso. Ma sarà poi chiuso davvero?
Questo terzo libro si presenta con toni molto diversi dai due precedenti: troviamo Conner e Alex cresciuti, con nuove responsabilità sulle spalle, la narrazione perde un po' della spensieratezza che aveva in origine e ci si addentra nel vivo della storia. "L'avvertimento dei Grimm" è un volume di passaggio in questa saga composta da cinque libri, lo si capisce fin dai primi capitoli, eppure questo suo essere intermedio è fondamentale per la svolta della storia e di quello che i gemelli dovranno affrontare nei romanzi futuri.
Colfer dimostra di aver pensato bene alle pedine della sua scacchiera e di saperle muovere con maestria, non lasciando niente al caso. Forse, ancora una volta, alcune mosse sono state prevedibili, tuttavia ciò non compromette il risultato finale.
E' stato bello immergersi di nuovo nella Terra delle Storie, anche se in questo volume la magia passa un po' in secondo piano, così come tutto quello che concerne le fiabe classiche. L'attenzione qui si sposta sull'evoluzione dei personaggi, facendo sentire al lettore la differenza con gli altri libri della serie.
Alex e Conner si troveranno ad affrontare le prime gioie e pene d'amore, ma questa è solo una delle cose che dovranno affrontare nel loro passaggio dall'infanzia all'età adulta. Alex dovrà dimostrare alle fate, all'Assemblea Felici e Contenti e a tutta la Terra delle Storie di essere in grado di svolgere il ruolo di Fata Madrina, il che significa che scelte difficili le si pareranno davanti. Anche Conner dimostra la sua maturità, la sua spiritosaggine si affievolisce sempre più e il suo aiuto sarà decisivo per salvare ancora una volta la Terra delle Storie.
Ritroviamo molti dei vecchi amici anche in questo volume della saga: la strampalata Mamma Oca,  l'altezzosa Cappuccetto Rosso e il ragionevole Ranocchietto saranno tra i più presenti, poi torneranno Jack e Riccioli d'Oro con le loro avventure romantiche e la sdolcinata Trollbella, ritroveremo - anche se non saranno molo presenti - la Bella Addormentata, Cenerentola, Biancaneve e Raperonzolo con i rispettivi principi Azzurri e conosceremo più da vicino la pastorella Bo Peep.
Anche in "L'avvertimento dei Grimm" le avventure non mancheranno. Questa volta la minaccia viene dal passato e spetterà a Conner sciogliere l'enigma nascosto in uno scritto dei fratelli Grimm. Ad accompagnarlo in questa scoperta sarà Bree, compagna di classe davanti alla quale il giovane non potrà fare altro che arrossire ogni volta. Il loro viaggio li porterà tra le vie di Londra, nei sotterranei segreti del Casinò di Monte Carlo e in Germania, tra le stanze del castello tedesco di Neuschwanstein. Ai gemelli poi spetterà il compito di riunire i sovrani di tutta la Terra delle Storie per combattere la minaccia che viene dal passato. A questo proposito, conosceremo finalmente anche gli Elfi, rimasti pressoché nell'ombra per i primi due volumi.
I colpi di scena non mancheranno, confluendo in un finale che indurrà il lettore a cercare altre pagine dopo la fatidica scritta "Fine del terzo libro della Terra delle Storie". Desidero ardentemente il seguito, che in America uscirà tra pochissimi giorni, il 7 luglio, tant'è che sarei quasi tentata di leggerlo in inglese pur di avere qualche risposta in più! Eppure temo ci toccherà attendere parecchi mesi prima che "La Terra delle Storie. Al di là dei regni" (così dovrebbe intitolarsi il prossimo volume) vedrà la luce anche in Italia... Intanto, per incuriosirvi, vi lascio la copertina, splendida come sempre. Dalla trama inglese e dalla copertina scopriamo che questa volta l'attenzione non si porrà più sulle fiabe, ma sui classici della letteratura, come Alice nel Paese delle Meraviglie, Robin Hood, le leggende di Re Artù, Il Meraviglioso Mago di Oz e Peter Pan.
Questo terzo volume, intanto, mi ha lasciata frastornata e devo dire che mi è piaciuto leggermente meno rispetto agli altri, eppure so che non poteva essere diverso. Mi chiedo solo che cosa avrà in mente Chris Colfer e dove ci porterà la sua sconfinata fantasia.

E voi? Che ne pensate?


giovedì 25 giugno 2015

Fiabe dal Mondo # 13: Irlanda


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Dopo tanto tempo, torno a postare una favola. Questa volta ho scelto una storia legata in qualche modo alle fate, visto che sono le protagoniste di questo periodo dell'anno, con il Solstizio d'Estate (o Mezza Estate, com'è conosciuto nei paesi anglosassoni e che rimanda alla celebre commedia di Shakespeare).




In Irlanda c'era un'anziana signora
che era stata in una fatata dimora.
Lì imparò l'arte della guarigione,
le erba raccoglieva per ogni sua pozione.
Per i suoi servigi non si faceva pagare perché...
... be', se continui a leggere lo scoprirai da te!

Si dice che durante il periodo di Mezza Estate i popolo fatato rapiva le fanciulle più graziose per portarle nelle loro dimore. Lì le tenevano per sette anni e alla fine di tale periodo, quando erano diventate vecchie e brutte, le rimandavano indietro, poiché gli esseri fatati non amano altro che la bellezza e la gioventù. Tuttavia, come compensazione per le offese perpetrate loro, alle donne venivano impartiti tutti i segreti delle fate e il magico mistero insito nelle erbe, e lo strano potere che queste posseggono per curare le malattie. In tal modo quelle donne diventavano onnipotenti, e con i loro incantesimi, sortilegi o pozioni, riuscivano a uccidere o a salvare secondo le loro decisioni.
Una volta, c'era in Irlanda una donna che era molto temuta, ma anche rispettata dalla popolazione per la sua conoscenza delle erbe che le conferiva il potere di curare tutte le malattie. Ma ella non rivelò mai la natura dell'erba e raccoglieva sempre le foglie da sola, di notte, nascondendole sotto le grondaie di casa.
E se la persona che aveva raccolto delle erbe le faceva cadere a terra sulla via del ritorno, esse perdevano le proprie virtù, oppure se ne parlavano o le mostravano a qualcuno, tutte le loro proprietà svanivano. Dovevano essere usate in segreto e in solitudine, e allora la cura sarebbe stata senz'altro perfetta.
Una volta, un uomo a cui avevano raccontato queste cose giunse dalla terraferma in barca con altri due uomini per incontrare la donna fatata, poiché era diventato zoppo in seguito a una caduta e non riusciva a lavorare.
Orbene, la donna sapeva che sarebbero arrivati, poiché possedeva la conoscenza di ogni cosa grazie al potere di divinazione appreso dalle fate, e poteva vedere e sentire anche quando nessuno le aveva detto nulla. Così uscì a preparare la medicina, approntò un balsamo, mescolò una pozione e tutto era pronto per l'uomo e per i suoi amici.
Quando apparvero, ella rimase alla porta e gridò: "Entrate! Questi sono il giorno e l'ora fortunati. Non abbiate paura, sarete curati dal potere che è in me e dalle erbe che vi darò".
 Allora l'uomo si chinò davanti a lei e disse: "Oh, madre, ecco qual è il mio caso." E le raccontò che, quando un giorno si trovava in montagna, era scivolato e caduto a faccia in giù. Una semplice e futile caduta, ma quando si era rialzato la gamba era inerme anche se in apparenza non aveva nessun osso rotto.
"So com'è accaduto", replicò lei. "Avete camminato su un'erba fatata sotto cui riposavano le fate e le avete disturbate, rompendo la cima della loro dimora, quindi si sono arrabbiate e vi hanno colpito la gamba e reso zoppo per dispetto. Ma il mio potere è più forte del loro. Fate quel che vi dico e presto sarete guarito."
Quindi gli diede il balsamo e la bottiglietta con la pozione, pregandolo di portarli a casa attentamente e di usarli in silenzio e da solo, e in tre giorni avrebbe riacquistato l'uso dell'arto.
Allora l'uomo le offrì dell'argento, ma la donna rifiutò.
"Io non vendo le mie conoscenze," rispose, "io le dono. Così la forza e il potere rimangono in me".
A quel punto gli uomini se ne andarono per la loro strada. Ma dopo tre giorni giunse un messaggio dall'uomo che riferiva d'esser guarito. Egli inoltre inviò alla saggia donna un bellissimo regalo, poiché un regalo non reca alcun danno, ma vendere il potere sacro e i misteri della conoscenza per denaro sarebbe stato fatale, dato che così lo spirito della guarigione che dimorava nella donna sarebbe svanito e non sarebbe più tornato.

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