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sabato 5 novembre 2011

Recensione: "Jane Eyre" di Charlotte Bronte



Bentornati sul blog, miei lettori!
Pochi istanti fa ho terminato la lettura di questo bellissimo romanzo, dunque ho deciso di dedicargli un intero post. 
Jane Eyre è il capolavoro della scrittrice inglese Charlotte Bronte, uscito nel 1847, dal quale sono stati tratti numerosi film, tra cui l'ultimo con l'attrice Mia Wasikowska, nelle sale da qualche settimana.
Vediamo dunque di cosa parla questo classico della letteratura inglese.

La trama:
Jane Eyre è una bambina orfana che viene accolta presso i parenti dopo la morte dei genitori. In questa famiglia Jane è resa oggetto di continue vessazioni da parte di una fredda zia e anche da parte degli altri bambini della casa, suoi cugini. L'unica persona che la amava, suo zio, è morto e sua zia si trova costretta ad accudire la fanciulla perché tale era l'ultima promessa strappatale da suo marito prima di morire. Ma Jane Eyre è una ragazzina dal carattere forte e deciso e lo dimostra quando viene affidata ad una scuola di carità, dove l'austerità, il sacrificio ed il pesante lavoro sono la regola del giorno per le fanciulle senza famiglia. Nonostante la durissima disciplina, Jane Eyre continuerà gli studi prima e successivamente ad operare all'interno dell'istituto come stimata insegnante. Proprio questa professione rende Jane Eyre una donna libera ed indipendente, capace di ritagliarsi un modesto posto nella società nel momento in cui recide i legami con il passato. Jane Eyre trova un'occupazione presso la sfarzosa dimora di Thornfield Hall appartenuta da sempre alla nobile famiglia dei Rochester, e qui svolge le mansioni di istitutrice per Adèle, la figlia adottiva del padrone di casa, il misterioso Edward Rochester, uomo imponente e sarcastico, che è subito colpito dalla vivida intelligenza e dall'indipendenza di spirito di Jane. La vita di Jane subisce una svolta tra le mura di Thornfiend, dove si sente accettata e ben ospitata, tuttavia un terribile segreto è racchiuso in quella stessa dimora divenuta la sua casa, segreto di cui Jane verrà inaspettatamente a conoscenza e che la costringerà ad abbandonare per sempre Thornfield e il suo amato padrone, almeno fino a che il richiamo del suo cuore non diverrà così potente da riportarla indietro. 

Commento:
E' un libro piacevole, che si legge tutto d'un fiato. Conobbi la storia di Jane Eyre quando frequentavo le superiori; la mia insegnante di inglese ci aveva fatto comprare il libro e lo leggevamo saltuariamente in classe e qualche volta anche a casa. La storia mi era piaciuta già in versione ridotta e in lingua originale, ora che l'ho letto in italiano questo libro si è meritato un posto nella classifica dei miei preferiti. Perchè? Be', perchè la storia è avvincente sin dalle prime pagine a mio parere, non stanca, ma attira ad ogni pagina sempre di più. Inoltre non è una favola, potrebbe  essere benissimo una storia vera, poichè non termina con un finale scontato o completamente felice. Il linguaggio è scorrevole e mai pesante, neppure nelle lunghe descrizioni di paesaggi, luoghi o persone. La psicologia dei personaggi è ben delineata, tanto che sembra quasi di poter conoscere intimamente sia Jane che il signor Rochester, così come i personaggi secondari quali St. John o i domestici di Thornfield Hall. Ho amato molto la protagonista e narratrice della storia, Jane Eyre, forse perchè in fondo mi somiglia, forse perchè rappresenta il ritratto di una donna libera, testarda e coraggiosa nelle sue scelte, tanto coraggiosa da preferire l'incertezza alla certezza, da non temere di essere sincera nei riguardi di un suo superiore. Non si abbatte in nessuna circostanza, nonostante la sua vita sia stata fin dall'infanzia tremendamente difficile. 
E' un libro che ricalca perfettamennte la vita dell'epoca, immortalandola in un ritratto eterno e intrappolando il lettore nei fili della sua ragnatela. 

Voto
Citazioni:
- "Non sono un uccello; e non c'è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi."
- "È vano dire che gli esseri umani dovrebbero accontentarsi della quiete; gli uomini hanno bisogno dell'azione, e se non la trovano, la creano."
- "In genere si suppone che le donne siano molto calme; ma le donne hanno gli stessi sentimenti degli uomini: hanno bisogno di esercitare le loro facoltà e di una palestra per i loro sforzi, al pari dei loro fratelli; soffrono per una costrizione troppo rigida, per un troppo completo ristagno esattamente come soffrirebbero gli uomini; ed è segno di ristrettezza mentale sostenere che queste creature privilegiate dovrebbero limitarsi a infornar sformati, far la calza, suonare il piano e ricamar borsette. E’ stupido condannarle e prendersi gioco di loro se cercano di fare e di imparare più di quanto il costume abbia stabilito necessario per il loro sesso." 
Per leggere un estratto del libro potete leggere il mio post del Teaser Tuesday #7: "Jane Eyre"

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