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martedì 29 novembre 2011

Teaser Tuesday # 9: "Il linguaggio segreto dei fiori"


Salve a tutti! Finalmente sono riuscita a trovare un po' di tempo per iniziare un nuovo libro e, di conseguenza, di rinnovare l'appuntamento con questa rubrica che ultimamente sto trascurando un pochino.
Bene, allora che ne dite di cominciare? Iniziamo ad eencare gli ingredienti di questa rubrica, per ricordarveli e per chi ancora non li conoscesse:

- il libro che stai leggendo
- una pagina aperta a caso
- copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler
- rivelare l'autore e il titolo del libro

Il libro che sto leggendo è "Il linguaggio segreto dei fiori" di Vanessa Diffenbaugh; passiamo adesso al teaser di questa settimana:

"Avresti dovuto avvertirmi", dissi a Renata più tardi mentre andavamo al negozio. Eravamo entrambe riposate e sazie e ci aspettava un'intera settimana di matrimoni.
"Se ti avessi avvertito, non saresti venuta", replicò Renata. "E avevi bisogno di mangiare e di riposarti. Non provare a dirmi che non è vero."
Non lo feci.
"Mia madre è una specie di leggenda fra le ostetriche. Ha visto di tutto e ottiene spesso risultati migliori della modicina moderna. Finirà per piacerti. Succede quasi a tutti."
"Quasi a tutti, ma non a te?"
"La rispetto", rispose Renata. Fece una pausa prima di proseguire: "E' solo che siamo diverse. Tutti danno per scontato che ci sia una sorta di affinità biologica tra una madre e i suoi figli, ma non è sempre vero. Anche se non conosci le altre mie sorelle, ti basta guardare mia madre, Natalya e me". Aveva ragione: loro tre non avrebbero potuto essere più diverse. 
Per tutto il giorno, mentre preparavo gli ordini e stilavo liste di fiori e quantità per i matrimoni in arrivo, pensai alla madre di Grant. Mi ricordavo la sua mano pallida che emergeva dal buio in quella prima visita con Elisabeth. Mi chiesi come fosse stata l'infanzia di Grant, con i fiori come unica compagnia e la madre che scivolava dal passato al presente passando di stanza in stanza. Glielo avrei chiesto, decisi, se mi avesse rivolto di nuovo la parola. 
Ma non lo trovai al mercato quella settimana e nemmeno la successiva. Il suo banco di fiori rimase vuoto e il compensato bianco che si sfogliava ai bordi gli dava un'aria abbandonata. Mi domandai se sarebbe tornato [...].
Distratta dal pensiero di Grant, lavoravo male. Renata cominciò a sedersi accanto a me nel laboratorio e, invece di stare in silenzio come prima, mi raccontava storie buffe sulla madre, le sorelle e i nipoti. La ascoltavo solo a metà, ma il suono della sua voce bastava a farmi restare concentrata sui fiori.
Il Caposanno passò in un volo, nella frenesia di matrimoni in bianco e bouquet adorni di campanelle d'argento. Grant non era ancora ricomparso al mercato dei fiori. Renata mi diede una settimana di riposo e io mi rintanai nella mia stanzetta blu, uscendone solo per mangiare e andare in bagno. Ogni volta che mettevo la testa fuori dalla porta, vedevo la scatola portafoto arancione e mi sentivo sommergere da un senso di perdita. 

pagg. 173-174

2 commenti:

  1. è un libro che incontro spesso tra le librerie e che mi alletta ma mi sa che dovrò aspettare l'edizione economica..però prima o poi lo leggerò:)Che bel pezzo!
    A presto..Sibilla

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  2. Allettava anche me, però sinceramente mi ha lasciata un po' delusa. L'ho finito questa mattina e credo che a breve pubblicherò sul blog una recensione. I giudizi della gente su questo libro sono molto positivi, ma io non sono rimasta soddisfatta. Ad ogni modo i gusti sono gusti, dunque potrebbe anche piacerti!

    RispondiElimina

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