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martedì 25 ottobre 2011

Teaser Tuesday # 7: "Jane Eyre"


Ed eccoci qui al settimo appuntamento settimanale con la rubrica Teaser Tuesday della quale, prima di cominciare, espongo gli ingredienti:

- il libro che stai leggendo
- una pagina aperta a caso
- copiane un pezzo evitandone accuratamente gli spoiler
- rivelare l'autore e il titolo del libro

Questa settimana il libro che vi propongo (ne sto leggendo quattro!!!) è Jane Eyre, di Charlotte Bronte. 

Non era in nessuna delle stanze a pianterreno; non era nel cortile, nè nelle scuderie, nè nei campi. Chiesi alla signora Fairfax se l'avesse visto... Sì, credeva che fosse a giocare a biliardo con la signorina Ingram. Mi diressi verso la sala da biliardo, e sentii il tac delle palle e il brusio delle voci. Il signor Rochester, la signorina Ingram, le due signorine Eshton e i loro ammiratori erano tutti presi dal gioco. Mi feci coraggio per interrompere una partita così interessante. Tuttavia la mia missione non poteva essere differita, e quindi mi accostai al padrone, in piedi di fianco alla signorina Ingram. Questa al mio avvicinarmi mi guardò altezzosamente. I suoi occhi sembravano chiedere: "Che cosa vorrà questo vile essere?", e quando chiesi a bassa voce "Il signor Rochester", essa fece un gesto come per ordinarmi di andare via. Ricordo in quel momento il suo aspetto... molto grazioso e attraente... Indossava un abito da mattina di crespo azzurro cielo, e una sciarpa di tulle azzurro si intrecciava alla sua capigliatura. Era tutta eccitata dal gioco , e il suo orgoglio irritato non smorzava l'espressione dei suoi tratti alteri. 
"Quella persona ha bisogno di lei?", chiese al signor Rochester; e il signor Rochester si voltò per vedere chi fosse 'la persona'. Egli fece una delle sue strane ed equivoche smorfie, gettò giù la stecca e mi seguì fuori della sala. 
"Ebbene Jane?" egli disse, fermandosi con la schiena appoggiata alla porta dello studiolo che aveva chiusa. 
"Se non le spiace, signore, chiedo il permesso di assentarmi per una settimana o due."
"Per che fare, per andar dove?"
"Per visitare una signora ammalata che mi ha mandata a chiamare."
[...] "E chi può essere mai , per chiedere che la si vada a visitare da così lontano?"
"Si chiama X, signore... signora X."
"Conoscevo un X che era magistrato."
"E' la sua vedova, signore."
[...] "E che bene può farle? Sciocchezze, Jane! Non permetterò che lei percorra centottanta chilometri per andare a vedere una vecchia signora che forse sarà morta prima che lei arrivi."
[...] "Non potrei sentirmi tranquilla se non obbedissi ai suoi desideri."
"Quanto tempo starà?"
"Il meno possibile, signore."
"Mi prometta di rimanere soltanto una settimana."
"Preferisco non fare promesse, per non essere costretta a non mantenerle."
"In ogni modo tornerà; non sarà indotta sotto alcun pretesto a rimanere con essa per sempre?"
"Oh, no! Ritornerò certamente, se tutto andrà bene."

(pagg. 162-163)

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