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lunedì 29 febbraio 2016

Autori esordienti, blog e case editrici: un rapporto difficile

Il mio post di oggi esula un po' da quelli che sono i soliti argomenti trattati sull'Albero, ma era da un po' di tempo che volevo dare libero sfogo ai miei pensieri. 
Mi conoscete, sapete tutti (bene o male) chi sono: blogger nel tempo libero da cinque anni, scrittrice - ho pubblicato due romanzi - e lettrice appassionata. Questo è tutto quello che vi serve sapere di me in questo momento. 
Ogni blog letterario che si rispetti o che si definisca tale prima o poi si ritrova la posta elettronica invasa di mail: case editrici che inviano la newsletter delle loro nuove uscite, autori esordienti che richiedono visibilità, utenti in vena di chiacchierare... Insomma, gli indirizzi di posta elettronica di chi gestisce un blog diventano inevitabilmente e inesorabilmente dei contenitori stracolmi di richieste da persone più o meno sconosciute.
E' vero, è irritante essere trattati come "macchine da pubblicità", io per prima ne ho provato l'esperienza sulla mia pelle e vi assicuro che non è affatto piacevole. Si parla molto spesso di questo aspetto di essere blogger: di articoli, post e stati del genere se ne leggono a bizzeffe. Tuttavia leggo anche sempre più incoerenza.
Come mai, quando arrivano le mail dalle case editrici per pubblicizzare romanzi di autori famosi (e non) ci si mostra quasi sempre entusiasti e si comincia a condividere a più non posso tutto quello che riguarda quel determinato libro/autore?
E come mai, invece, quando arriva la mail di un autore che ha pubblicato con una casa editrice piccola o indipendente si finisce per sbuffare, cestinare la mail e riversare la propria frustrazione sui social?
C'è qualcosa che non mi torna più in questo discorso.
Ci si lamenta sempre e di tutto. Gli autori esordienti sono famosi per presentarsi sempre nel modo sbagliato nelle mail che inviano ai blog, qualsiasi sia l'incipit della mail in questione, verrà criticato. C'è chi non sopporta che si inviino le stesse mail a tutti, c'è chi odia chi si presenta, c'è chi desidera che il suo lavoro da blogger venga rispettato. E' giusto, dico io. 
E' vero: non siamo macchine per la pubblicità, ci vuole sempre rispetto per il lavoro dei blogger, perché sono persone, per lo più non pagate per fare il loro lavoro. 
Ma pensiamo realmente a chi sta dall'altra parte? Nessuno sembra pensare al lavoro che anche gli autori svolgono. 
Forse crederete che io sia di parte. Può darsi, ma ho i piedi in tutte e due le scarpe, sia quelle di blogger che di autrice, per cui so benissimo come ci si senta da ambo le parti. Per cui, eccovi il mio pensiero.
Un autore esordiente che pubblica con una piccola casa editrice, purtroppo, non ha la visibilità di un autore conosciuto a livello nazionale. Non può competere minimamente con esempi del genere. L'unico modo che ha a sua disposizione per uscire dal limbo, è quello di affidarsi agli altri, di snaturarsi a volte, e chiedere aiuto bussando a tutte le porte che si trova davanti. Sappiamo benissimo che nel mondo odierno i numeri contano molto. Chi scrive (almeno la maggior parte) lo fa per raggiungere il cuore di molti, per condividere i propri pensieri con il maggior numero di persone possibili. Avete idea di quello che significhi scrivere un libro? Avete una vaga idea di cosa si provi, dei giorni trascorsi sul foglio, sulla tastiera, e delle notti passate insonni, delle settimane di studio trascorse magari in biblioteca? 
I libri sono sogni, non smetterò mai di dirlo. Sogni che gli scrittori cullano dentro di sé, accudiscono come figli. E i figli (non ne ho, ma sono figlia mia a volta...) vanno aiutati a crescere, accompagnati per mano finché non avranno le gambe per camminare da soli. 
E allora, se ci arriva nella posta una mail di un autore esordiente la cestiniamo, la ignoriamo e ce ne lamentiamo, perché siamo stufi di avere la posta invasa da questo genere di mail. 
L'autore esordiente si presenta male. 
Invia le stesse mail a decine di blog. 
Desidera solo pubblicità.
Bene.
Allora mettiamoci nei panni di quell'autore, ma per DAVVERO.
Una grande casa editrice ha un ufficio stampa preposto a questo genere di cose. Il relatore in questione scrive la mail, seleziona tutti i contatti della mailing list e preme "invio". STOP. Finito.
Un autore esordiente no.
L'autore esordiente non ha una casa editrice con un ufficio stampa, spesso e volentieri. Il suo ufficio stampa è la stanzetta in cui ha scritto il suo romanzo, piccolo o grande che sia. 
Il pc che usa è lo stesso da cui ha inviato il suo libro a decine di editori e da cui ha ricevuto poi la mail con la proposta editoriale.
Bene, questo autore, per farsi conoscere, vaga sul web alla ricerca di tutti quei blog che ha seguito o da cui magari è stato indirizzato. Se ne ha l'accortezza, controlla e fa un giro su tutti i blog, si segna i contatti e poi comincia a scrivere mail. 
I blog sul web sono centinaia. Anche un autore ha la sua vita privata, ricordiamolo. E anche un autore svolge il suo lavoro, trascorrendo spesso delle ore per selezionare blog, scrivere mail e inviarle a chi di dovere per tentare di emergere in qualche modo.
Questa è la verità. Ed è vero che esistono persone (autori e blogger, nessuno escluso) che non hanno né rispetto né umiltà, ma non possiamo fare sempre di tutta l'erba un fascio.
Riflettiamo, per favore. E pensiamo a chi c'è dall'altra parte dello schermo.
Non è forse un controsenso che quelli che dovrebbero essere aiutati di più in realtà siano i più ignorati? Non è un controsenso lamentarsi sempre e per qualsiasi cosa?
Cerchiamo di apprezzare il lavoro altrui, di non trarre sempre le conclusioni sbagliate. Essere autori non significa necessariamente essere arroganti, né tantomeno essere perfetti. 
Personalmente, sia per il mio primo romanzo che per il secondo, ho raccolto gli indirizzi dei blog che conosco e che seguo da anni, passando tutto il mio tempo libero in questa operazione che, credetemi, non è né semplice, né veloce, né gratificante... perché ci si "vergogna" sempre un po' a dover rompere le scatole agli altri. Ci si sente sempre invasori dello spazio altrui. Ma se si vuole tentare di far conoscere le proprie storie, bisogna fare anche questo, sempre con la passione e con l'amore nel cuore. Quante sere sono andata a dormire a notte fonda per inviare le mail e lavorare nel mio "ufficio stampa"... e quante ore ho trascorso spulciando nei blog, raccogliendo informazioni e apprezzando il lavoro degli altri... questo solo io posso saperlo e dovete credermi sulla parola se vi dico che, a volte, si finisce per dare un po' i numeri per la stanchezza. Esattamente come succede anche da blogger, naturalmente. 
In definitiva, dunque, a qualsiasi categoria voi apparteniate, pensate, riflettete e per favore, sappiatevi mettere sempre nei panni altrui. Ma fatelo davvero.

PS: il dialogo e il confronto sono ben accetti, così come il rispetto. Per cui, se commenterete questo post, tenetelo a mente.

10 commenti:

  1. Bel post, davvero, molto intenso. Io rispetto chi mi dice che non fa pubblicità a nessuno, respingendo una segnalazione (ne ha tutto il diritto), ma se davvero là fuori c'è qualcuno che accoglie con gioia qualunque libretto o segnalazione provenienti da marchi famosi e ignora chi si autopubblica... beh, fammelo sapere che smetterò di seguirli, perchè non è uno stile chi mi piace.
    Quanto al far leggere le proprie storie, secondo me è un desiderio più o meno potente a seconda dello scrittore. Io scrivo da sempre, ho duecento racconti all'attivo... e nessun desiderio di pubblicizzarmi. Se qualcuno mi vuole leggere, bene, se no pace. Però penso che se qualcuno vuole farsi conoscere dovrebbe avere il diritto per lo meno dello stesso trattamento di tutti gli altri autori (che non è che se te li segnala una casa editrice allora sono per forza bravi e famosi)...

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    1. Concordo perfettamente con quanto hai detto. Anche io preferisco chi non fa pubblicità a nessuno, escludendo anche le anteprime dalle grandi case editrici. Quella, per lo meno, è coerenza. Ognuno è libero di lavorare come meglio crede, ovviamente, io credo soltanto che ci sia bisogno di un po' di rispetto da parte di tutti per il lavoro altrui. Purtroppo questo rispetto viene spesso a mancare e si vengono a creare così spiacevoli episodi. Hai ragione anche quando dici che non tutti gli autori desiderano pubblicizzarsi, non avevo considerato questo aspetto.
      Comunque sia, sta di fatto che autori esordienti, autori affermati, case editrici grandi e piccole dovrebbero avere gli stessi diritti appunto (sempre nei limiti del rispetto, ovviamente).

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  2. Per quanto mi riguarda, non comprendo questa reticenza verso gli autori emergenti. Come sai sono una gran sostenitrice anche dei libri editi in self o dalle piccole case editrici e trovo che sia gratificante dare una 'mano' agli autori aiutandoli con la pubblicizzazione dei loro lavori.
    Poi certo, c'è da dire che molti si atteggiano veramente in modi strani e non posso negarti di essermi lamentata anche io a volte (non su social o simili, però). La cosa che mi fa specie è quando gli autori scrivono imponendo la loro opera, o non leggendo minimaente la sezione contatti del blog (ad esempio ho interrotto le recensioni e continuano ad inviarmi file in pdf senza né a né b - e conta che non leggo in digitale da anni).
    Poi certo, non sono tutti così, anzi.

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    1. Infatti fai benissimo a dare spazio agli autori esordienti e self! A me dispiace solo di non avere più molto tempo da dedicare al blog come una volta, di conseguenza mi trovo costretta a dover fare delle rinunce (non collaboro più neanche con le CE praticamente, salvo casi eccezionali). Comunque le lamentele non sono necessariamente una cosa negativa, lo sono quando diventano incoerenti. Come ho detto sopra, condivido pienamente anche io la frustrazione per chi non legge la sezione contatti o si presenta con strafottenza, so cosa significa stare da ambo le parti e il lavoro di blogger non è affatto semplice, talvolta. Ho trovato anche io in passato elementi "particolari", che desideravano comandarmi a bacchetta e dirmi esattamente come dovevo segnalare la loro opera (si sono anche lamentati di come ho impostato il post -.-') ma questo è un altro discorso e, fortunatamente, come tu stessa notavi non sono tutti così arroganti.

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  3. ciao, ho scoperto il tuo blog da meno di un'ora tramite il salotto del gattolibraio che ha presentato il tuo secondo libro.
    Ho letto questo splendido articolo molto coraggioso, a mio modesto avviso. Ho un'amica che scrive, ha pubblicato un libro senza casa editrice tramite gli store online. Ho visto con i miei occhi quanto lavoro c'è dietro e sono d'accordo sul fatto che anche chi gestisce un blog ha il suo daffare. però è vero, pochissimi, forse nessuno si mette nei panni di un povero scrittore emergente, la mia amica si è vista ignorare mail su mail perchè anche qui ci sono gli amici degli amici che devono avere visibilità. serviva una recensione? No, sono in standby. Una segnalazione? Mi sono scordata ... e intanto quelle di altri venivano fatte eccome. Qualcuno mi spieghi come mai certi autori riescono a farsi recensire da tutti i blog esistenti sulla faccia della terra quasi contemporaneamente addirittura prima che il libro esca, mentre per altri esistono file lunghissime? Sono 'accordo con te, peri libri delle case editrici si trova sempre tempo anche se spesso non sono granchè.

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    1. Grazie per essere passata da qui e per avermi lasciato un commento a questo post, per me così importante!
      Conosco fin troppo bene tutto quello che hai descritto, purtroppo. E' tutto vero... Motivo per cui h deciso di scrivere il post che hai letto sopra. Avevo voglia di dire la mia, anche se resterà una goccia in mezzo al mare, purtroppo.

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  4. Cavolo avevo scritto un commento lunghissimo e sono riuscita a eliminarlo -.-
    Sul nostro blog diamo spazio a tutti e abbiamo anche una rubrica dedicata agli emergenti, non facciamo distinzione quando si tratta di segnalare nuovi e vecchi libri. Per quanto riguarda le recensioni ultimamente siamo molto più selettive, abbiamo molte richieste e non sempre i libri che ci vengono proposti ci interessano. Ci sono poi autori che ci mandano ebook senza nemmeno chiederci se lo vogliamo recensire o pubblicizzare o altri che mi scrivono "se lo vuoi recensire compralo" e in questi casi perdo un po' la pazienza... Per quanto riguarda il discorso che si ha sempre tempo per recensire i libri delle case editrici credo che ci sia una spiegazione molto semplice: se una recensione è positiva o negativa la casa editrice non dice nulla, la accetta, mentre spesso gli esordienti e i self tendono a offendersi, mandano orde di amici e parenti a commentare e insultare la recensione negativa (mi è successo più di una volta) o scrivono status su facebook affermando che chi ha fatto recensione negativa non capisce nulla... E ultimamente mi sono un po' stufata di questo atteggiamento :(

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    1. Ciao Rory, sono contenta che tu ti sia aggiunta alla conversazione!
      Guarda, apprezzo davvero chi, come te/voi de Il Colore dei Libri offre spazio anche a scrittori esordienti. Capisco anche il discorso di selezionare bene le persone a cui recensire i libri... personalmente posso dire che anche le Case Editrici grandi si "offendono" per le recensioni negative qualche volta (a me è capitato, purtroppo), ma ad ogni modo è vero che il comportamento di alcuni sia davvero irritante. "Per colpa di qualcuno, non si fa più credito a nessuno", così dice il detto, e purtroppo è proprio vero. Ci sono molte persone umili , che magari vorrebbero crescere grazie all'aiuto di recensioni sincere, purtroppo però, per colpa dei cafoni (passami il termine, ma...) che li hanno preceduti, si trovano solo un mare di rifiuti davanti.
      Il mio era un invito a riflettere e a non pensare a tutte le persone/blogger/autori come uguali. Poi certo, le scatole girano parecchio quando succedono episodi come quelli che hai descritto, non lo nego di certo!

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  5. Ho visto il tuo blog solo ora e ho notato che siamo colleghi della stessa CE. Complimenti per il blog. Mi trovo perfettamente in sintonia con quanto hai scritto nel tuo articolo. Kateuan Zifor

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    1. Grazie per essere passato e per i complimenti! =D
      Contenta anche che ti trovi d'accordo.

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