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martedì 15 ottobre 2013

Il lupo: un tassello fondamentale per l'ecosistema


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Oggi voglio inoltrarmi con voi nel folto degli alberi, per parlare di alcuni argomenti che mi stanno molto a cuore. Per scrivere questo post mi ispirerò al libro di Marco Albino Ferrari, "La via del lupo", di cui trovate la mia recensione qui.

Saprete tutti che è stata riaperta la stagione venatoria, come di consueto in questo periodo dell'anno. Grazie al libro di Marco Albino Ferrari ho avuto modo di rilfettere molto sulla caccia e su tutto ciò che ad essa è correlato, riflessioni che mi hanno spinto a condividere i miei pensieri con voi qui sul blog.
"La via del lupo", come ho già avuto modo di dirvi precedentemente, è un saggio un po' particolare e fuori dal comune; l'autore ripercorre i sentieri battuti dai lupi dall'Appennino alle Alpi e passo dopo passo ricostruisce così anche la storia di questo meraviglioso e formidabile cacciatore. Quello che apprendiamo dalle pagine di questo saggio, è l'importanza del lupo all'interno dell'ecosistema naturale, ma non solo: Marco Albino Ferrari ci permette di avere una visione più ampia delle cose, introducendoci anche a discorsi quali la caccia e gli interessi dell'uomo, il quale pur di giungere ai propri scopi è disposto a distruggere le catene alimentari esistenti in Natura, con gravi danni non solo per gli animali, ma anche per l'uomo stesso.
Il lupo, da sempre considerato pericoloso, aggressivo e dannoso, è divenuto l'antagonista per eccellenza delle favole per bambini. E' stato cacciato crudelmente per secoli dall'uomo, che lo ha quasi estinto pur di eliminare per sempre la minaccia alle greggi dei pastori e pur di limitare l'aggressione da parte di questi predatori selvaggi. Ancora oggi in molti considerano per ignoranza il lupo una minaccia, ma in realtà non ci rendiamo conto di quanto esso sia fondamentale all'interno dell'ecosistema naturale. Questo animale, lontano parente del nostro cane domestico, abitando le montagne italiane ed europee regolava la popolazione di caprioli ed ungulati, che oggi abbondano nelle nostre foreste. 
Questi bellissimi animali, seppur innocui, finiscono per rovinare la flora boschiva, poichè si nutrono della corteccia degli alberi e della vegetazione circostante. In questo modo, seppur indirettamente, l'uomo sta distruggendo boschi e foreste, ma qual è la soluzione che spesso viene trovata a questo problema? Ovviamente la via più semplice è quella di uccidere i caprioli, i cervi e gli altri ungulati, provocando ulteriori stragi. Per riportare un equilibrio duraturo, sarebbe invece opportuno che l'uomo reintroducesse all'interno dei boschi un predatore in grado di cacciare gli erbivori che minano alla salute delle foreste, regolandone così la crescita. Ed è per questo che in alcune zone, come per esempio inScozia, si sta pensando alla reintroduzione del lupo, specie ormai protetta. Ma resta comunque il problema delle greggi, che rappresenterebbero una grande fonte di sopravvivenza per i lupi eventualmente reintrodotti.
Marco Albino Ferrari, a questo proposito, ha intervistato diversi pastori ed allevatori, per conoscerne i pareri. Sono rimasta sconcertata dall'ottusità di alcuni, che non intendono rinunciare alle loro comodità pur di mettere in salvo il proprio gregge lasciando il lupo libero di scorrazzare per le montagne. I pastori si dividono dunque in due categorie: c'è chi rispetta la natura del lupo, riconoscendone il diritto di vivere, e che si adegua alle nuove esigenze recintando con del filo elettrico la zona di pascolo degli animali, e c'è chi invece resta chiuso nella propria ottusità ed ignoranza, maledicendo i lupi e sostenendo che non è giusto che l'uomo debba stare così attento alle greggi quando da sempre le pecore sono state abituate a pascolare liberamente, senza il bisogno di una recinzione. Trovo del tutto egoista quest'ultimo ragionamento, poichè ritengo che ogni essere vivente su questa Terra condivida lo stesso diritto di vivere. In Svizzera addirittura, è stata approvata una legge che permette ai pastori di sbarazzarsi del lupo che devasta le proprie greggi se l'animale arriva ad uccidere un certo numero di capi di bestiame! Come può un lupo rendersi conto dell'illegalità delle sue azioni? L'uomo purtroppo tende ad umanizzare troppo gli animali, che agiscono solo per via dell'istinto e non rispondono alle leggi che noi stessi abbiamo dettato...
Come dicevo poco sopra, il lupo viene considerato ancora oggi come una minaccia per l'uomo. Forse alcuni non sanno che i lupi, come ogni altro animale, posseggono una memoria genetica: ogni lupo oggi esistente sa benissimo che l'uomo costituisce un grande pericolo per la loro specie, pertanto lo evita come la peste. E' difficilissimo per l'uomo imbattersi in un lupo, neppure andandolo a cercare nelle foreste è così semplice vederlo, a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare. Lo testimoniano facilmente libri quali "L'uomo che parlava con i lupi" di Shaun Ellis (di cui trovate la mia recensione qui) e "I Fantasmi della Foresta" di Ian Mc Allister, nonchè il già citato "La via del lupo". E' vero però che spesso alcuni lupi si sono spinti vicinissimi alle abitazioni umane, mossi dai morsi della fame, ma mai per attaccare l'uomo. Ne è un esempio il lupo che si appostava tutte le sere davanti alla macelleria di un paese, sapendo che il macellaio gettava via degli scarti di carne al termine della giornata lavorativa. Il povero lupo non faceva del male a nessuno, usciva allo scoperto solo a notte fonda per sgraffignare gli avanzi di carne, quando l'uomo non poteva accorgersi della sua presenza, ma un giorno qualcuno lo scoprì e lo uccise. E questo è solo uno dei tanti esempi di crudeltà che siamo in grado di attuare nei confronti di questi animali...
L'uomo spesso non pensa alle conseguenze delle proprie azioni e, con grande preoccupazione di biologi e scienziati, ha messo in atto un meccanismo che sarà difficile disinnescare. Il lupo infatti rischia l'estinzione non solo per i secoli di caccia che ha dovuto subire, ma anche per il fenomeno del randagismo, che aumenta sempre più nel corso degli anni. In che modo il randagismo può influire sulla sopravvivenza del lupo?
Parlavo poco sopra della memoria genetica dei lupi, che hanno imparato a stare lontani dall'uomo poichè pericoloso per la sopravvivenza della loro specie. Ma parliamo adesso della memoria genetica del nostro cane domestico, così abituato a convivere con l'uomo. Nel momento in cui il cane viene abbandonato, esso può andare incontro a molteplici destini, uno dei quali è quello di incrociare un lupo sulla sua strada. Può capitare che il lupo e il cane si incrocino, creando così un ibrido molto pericoloso, sia per la sopravvivenza della specie del lupo, sia per l'uomo. L'incrocio che si viene così a formare prende dal lupo l'aggressività e l'indole del cacciatore, e assume dal cane la sua abitudine ad avvicinarsi all'uomo. Marco Albino Ferrari testimonia e documenta di come in realtà le aggressioni passate avvenute da parte del lupo verso l'uomo siano in realtà dovute ad un incrocio; ad attaccare l'uomo dunque non è il predatore delle foreste per eccellenza, ma l'incrocio con il suo parente più stretto! Un motivo in più dunque per sterilizzare i propri cani e pensarci due volte prima di abbandonarli...
E con questo ritorniamo al discorso iniziale sulla caccia: sì, perchè dopo aver creato tutto questo scompiglio in mezzo alla foresta, l'uomo pensa di poter sistemare il tutto con un fucile e un colpo ben piazzato. Ed è così che vengono soppressi i cani, o i lupi che dir si voglia, considerati aggressivi. E il ciclo ricomincia... 
Essendo scomparso per lungo tempo dalle nostre montagne, il lupo non ha potuto neppure regolare la popolazione di cinghiali, animali che hanno ormai fatto delle nostre foreste il loro regno indiscusso. Ma il cinghiale che oggi vaga nei boschi altro non è che un incrocio creato secoli fa a scopi venatori! E ancora una volta c'è lo zampino dell'uomo, che vuole giocare nel ruolo di Dio, ma poi non sa come rimediare alle proprie scelleratezze. E allora si imbracciano i fucili per andare a stanare quei poveri animali che altra disgrazia non hanno avuto nella loro esistenza che nascere liberi. Esiste già abbastanza carne da macello sui banchi dei supermercati, esistono già abbastanza allevamenti, che producono carne in abbondanza per tutta la popolazione terrestre, senza il bisogno di attuare ogni anno questa mattanza di cinghiali, caprioli e animali selvatici vari per puro e semplice divertimento. Un tempo la caccia era sinonimo di sopravvivenza per l'uomo, oggi è divenuto un hobby spietato. Basterebbe solo reintrodurre il lupo sulle nostre montagne e imparare a convivere pacificamente con esso.
 


2 commenti:

  1. Quanto siamo stupidi, noi uomini! Crediamo davvero che basti un colpo di fucile per rimettere le cose a posto? Purtroppo non abbiamo imparato nulla dal sangue versato in passato.
    Solo l'amore e il rispetto possono curare le vecchie ferite del nostro mondo, sia nelle relazioni tra gli uomini, che riguardo alla terra. Se solo invece di questi scellerati cacciatori ci fossero delle persone lungimiranti, che davvero amano il nostro pianeta, si sarebbe già cercato (e trovato) un rimedio duraturo...
    Ottimo articolo Mirial, e stupende le foto, sia quella iniziale che quella conclusiva!
    A presto :D

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    1. Parole sante Enrico! Grazie per essere passato =) Sono contenta che l'articolo ti sia piaciuto, così come anche le foto ^_^

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