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lunedì 25 maggio 2015

Recensione: "In una parola" di Regina Pozzati


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Quest'oggi torno con la recensione di un libro gentilmente inviatomi dall'autrice. La storia che ho avuto il piacere di leggere ha saputo sorprendermi e sono sicura che ormai l'avrete vista anche voi circolare sul web. Ecco, dunque, la mia opinione al riguardo.


Autore: Regina Pozzati
Editore: autopubblicato
Pagine: 123
Prezzo: 1,99 euro

Trama: Una fiaba oscura, nascosta tra le pieghe del deserto, capace di legare insieme due anime diverse ed al contempo uguali. Là dove le cupole d’oro si innalzano al cielo e le mura bianche dividono gli uomini dai pericoli che si annidano tra le dune, la principessa di C’zahr offre a uno schiavo la possibilità di realizzare qualsiasi suo desiderio, anche il più inconfessabile… Con una parola.

Voto:
Recensione:
"In una parola" di Regina Pozzati è uno di quei libri che si leggono tutti d'un fiato. Quella che mi sono ritrovata a leggere è una favola che sembra uscita da "Le mille e una notte" con le sue atmosfere orientali, i veli e le cupole d'oro della città di C'zahr.
Devo dire che, quando l'autrice mi ha proposto di leggerlo, non sapevo bene cosa aspettarmi da questa storia; mi incuriosiva, ma non avevo nessuna aspettativa. Sono rimasta catturata nella tela che Regina ha tessuto fin dalle prime righe del romanzo, difficilmente sono riuscita a staccare gli occhi dalle pagine, nonostante le scene descritte non fossero esattamente ricche d'azione. Dopotutto, l'ho capito fin da subito, lo stile dell'autrice è davvero ipnotico, e questo è forse uno dei più grandi pregi del romanzo. La scrittura di Regina è pulita, fiabesca, e  dalla favola trae anche le frasi ripetute come mantra all'interno della narrazione, frasi che accompagnano il lettore per tutta la durata del romanzo fino alla fine.
Faccio i miei più sinceri complimenti a Regina per la parte di editing, a cui ha lavorato da sola; non è affatto cosa semplice editare il proprio romanzo, ne so qualcosa, ma ha fatto un buon lavoro, nonostante qualche piccolo errore che può essere sistemato ancora con l'esperienza. 
"In una parola" non è un romanzo del mio genere, poiché potremmo definirlo quasi rosa, eppure ha saputo catturarmi e avvolgermi. 
Per quanto riguarda i personaggi, non sono molti quelli presentati nel romanzo, che d'altra parte è molto breve. Mi sono piaciuti tutti, anche se avrei preferito che la storia fosse un po' più lunga e, di conseguenza, meno incentrata su Tira e Kirien; li ho trovati forse un po' troppo perfetti e quasi inarrivabili, ma è anche vero che si tratta di una favola, e come tale questa storia deve essere giudicata. 
Alcune cose riguardo la trama le avevo previste, almeno in parte, ma credo sia stata una scelta voluta.
Belli i colpi di scena sul finale, invece, che mi hanno permesso di valutare meglio il personaggio del raja.
Le tematiche principali del romanzo, tra l'altro a me molto care, sono l'amore puro e incondizionato, che va oltre le regole e le convenzioni sociali, e la libertà, il perno attorno al quale si svolgono le vicende. Ho condiviso appieno i sentimenti dei due protagonisti, poiché la libertà è una delle cose che inseguo da sempre e che probabilmente non avrò mai. Infine, anche il tema del diverso ha il suo posto all'interno della narrazione, non meno importante degli altri. 
Insomma, "In una parola" è una fiaba da leggere e da assaporare prima di andare a dormire per farsi cullare da sogni dorati come il deserto. La consiglio a chi ha voglia di una lettura leggera, magari da portare sotto l'ombrellone quest'estate, a chi vuole tuffarsi in una storia dai sapori orientali, in una fiaba che è bello gustarsi anche sul terrazzo, al chiaro di luna in una fresca serata estiva. Spero vivamente di leggere presto qualcos'altro di questa autrice promettente!

Voi che ne pensate? Lo avete letto?



2 commenti:

  1. In effetti lo avevo visto in giro, ma non mi ero mai soffermata a leggere né la trama né altro perché la cover non mi ispirava per niente fiducia (eh, lo sai come sono fatta).
    Non so, non penso che lo leggerò!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Ilenia!
      Eh purtroppo so cosa significhi lasciarsi influenzare dalla copertina, perché succede anche a me! Eppure quella di In una parola a me aveva catturato a suo modo, perché si capiva già che il libro era ambientato in un luogo insolito, se vogliamo =)
      Se ti capita, dagli una possibilità, se poi proprio non ti ispira la storia, questa è un'altra faccenda. Comunque noi lettrici dovremmo davvero imparare a capire che l'abito non fa il monaco, purtroppo è un errore che spesso faccio anche io ç_ç

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