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venerdì 28 febbraio 2014

Ligths # Shadows # 66


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Eccoci ritrovati con questa rubrica che molti di voi conosceranno con altri nomi, infatti me l'hanno gentilmente ceduta Alice del blog Stargazer's Tides, Rowan del blog Ombre Angeliche e Reina del blog Il Portale Segreto
Si tratta semplicemente di riportare le tre cose migliori (luci) e le tre peggiori della mia settimana (ombre).

Tre luci:

- Mi sono arrivati i tre pacchi di Amazon che aspettavo *O*

- Sto leggendo tanto ultimamente (più del solito almeno) e questo mi rende immensamente felice =)

- Ho iniziato finalmente a dedicarmi al compleanno del blog, che si avvicina sempre di più.

Tre ombre:

- Il citofono che non funzionava. Mi ha creato qualche disagio con il postino, per fortuna sono riuscita a risolvere!

- Lo spazio nella libreria scarseggia sempre di più, non so come fare per lasciare spazio ai nuovi arrivati ç_ç

- Vorrei fare troppe cose contemporaneamente, purtroppo però non è possibile =P Se solo esistessero giornate di 48 ore...!


E adesso ditemi: quali sono le tre luci e le tre ombre della vostra settimana?

giovedì 27 febbraio 2014

Il Calderone # 12: Il Museo Etnografico e della Stregoneria di Triora


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Torno a riproporvi questa rubrica, dopo mesi di assenza. Lo so, lo so, sono un piccolo disastro, ma tra una cosa e un'altra sono rimasta sommersa dagli impegni, ma sono pronta a rimediare ;)
Prima di cominciare con questa puntata, ricordo a tutti che Il Calderone è una rubrica mensile (riuscirò a mantenere l'impegno questa volta?) inventata da me che tratta di argomenti vari e disparati legati al mondo del mistero e della stregoneria. Il Calderone è una grossa pentola che può contenere svariati ingredienti: ogni volta mescolo la densa brodaglia in esso contenuta e ne estraggo col mestolo qualcosa di nuovo e diverso.


Qualche settimana fa, come sapete, io e Reina abbiamo visitato insieme il Museo Etnografico e della Stregoneria di Triora. Ormai lo sapranno anche i muri della vostra stanza che amo questo paesino intriso di mistero e magia, ma non avevo ancora visitato il Museo, posto proprio all'inizio del paese sulla via principale. Il biglietto d'ingresso costa una sciocchezza, accessibile alle tasche di chiunque, e vale la pena dare un'occhiata alla miriade di oggetti e informazioni in esso contenuti.
Il Museo consta attualmente di quindici sale, disposte su tre piani. Devo ammettere che il percorso museale si presenta un po' confusionario, poco immediato forse, ma nonostante tutto è stato interessante osservare il materiale esposto. 
Al piano terra, chiusi in apposite vetrine, il visitatore potrà osservare vecchi giocattoli del secolo scorso, invecchiati dal tempo ma ancora ricchi di storie da raccontare. Nella stessa stanza si trovano alcuni esemplari di animali imbalsamati tra i più comuni della Valle Argentina, sulla quale sorge Triora: il gufo reale, la poiana, la faina, il riccio e via dicendo. Lì accanto, sono esposti abiti d'epoca e opere di sartoria che profumano di antichità. Una piccola sala del primo piano è dedicata ad una ricca donna, profondamente religiosa, che seppe utilizzare il suo denaro per fare opere di bene per il paese e i suoi abitanti. L'ultima sala del piano terra infine è dedicata agli scavi archeologici attuati nelle zone intorno a Triora, mettendo in evidenza i ritrovamenti di epoca preistorica.
Scendendo al piano interrato, ci si ritrova subito in un altro mondo, quasi come se si fosse attraversato un varco spazio-temporale: davanti al visitatore appare una lunga vetrina contenente centinaia di libri ad argomento stregoneria dei generi più disparati, dal fantasy all'horror, dal saggio al manuale... Insomma, una biblioteca ricca di spunti e curiosità per lettori di ogni età. Io e Reina siamo rimaste per un po' con il naso incollato alla vetrina, estasiate da tutti quei volumi.
Procedendo, ci si ritrova a rivivere da spettatori la vita di un tempo; nelle sei piccole stanze del piano interrato sono ricostruite scene di vita quotidiana di un'epoca passata, dove l'agricoltura e l'allevamento erano le uniche fonti di sostentamento per molte famiglie. Interessantissima la ricostruzione della cucina contadina, con il focolare e gli sgabelli improvvisati intorno, la madia per la farina e il pentolame appeso alle pareti, al visitatore sembra quasi che il tempo si sia fermato, pare di tornare a vivere nella spartana semplicità di un tempo in cui non esistevano la tecnologia e il progresso. 

La cucina
Due salette  attigue mostrano al visitatore due fonti di sostentamento importanti per i trioresi: il latte e le castagne. Queste ultime erano molto utilizzate in passato, poiché costituivano un alimento versatile, nutriente e facilmente reperibile. Proseguendo, ci si imbatte nella sala dedicata alla vita nei campi, in cui sono esposti utensili agricoli e utili all'allevamento.
Una stampa raffigurante Triora e le sue streghe
Con questo può considerarsi conclusa la parte etnografica del museo e l'ultimo piano, quello dei sotterranei, è interamente dedicato a un capitolo importante della storia di Triora, quello sulla stregoneria. Non starò a soffermarmi sul famoso processo che tinse di dolore la storia del paese, poiché ne ho già trattato numerose volte in passato. Scendendo le scale che conducono ai sotterranei ci si trova in un luogo un po' angusto, quasi tetro suddiviso in tre parti. Qui sono riportate le fedelissime copie degli atti del terribile processo, oltre che varie schede che illustrano al visitatore il triste capitolo che vide protagonista Triora sul finire del Cinquecento; completano le bacheche espositive statuine artigianali di streghe ritratte nelle loro azioni quotidiane, oltre a stampe antiche e disegni che le vedono protagoniste. Ad arricchire le stanze c'è inoltre un'altra collezione di libri esoterici e non, dedicati alle streghe, viste purtroppo nella loro veste più negativa e demoniaca. Nell'ultima sala del Museo è riprodotta la scena di un interrogatorio: la luce è fioca come quella delle candele che si usavano un tempo, il buio oscura alcune zone della stanza ed entrando il visitatore si imbatte in un pallido manichino, rappresentante una strega, steso sul temibile cavalletto, lo strumento di tortura più usato per estorcere alle donne le loro colpe. Completano la lugubre scena la figura incappucciata dell'inquisitore e un'altra strega imprigionata in una piccola nicchia.

L'interrogatorio
All'interno del Museo si mescolano sacro e profano, superstizioni e realtà, in un turbinio quasi confuso di emozioni e di messaggi. Purtroppo, la parte riguardante la stregoneria non mi ha soddisfatto. Conosco Triora ormai da qualche anno e so che alcune superstizioni sono ancora ben radicate nell'immaginario collettivo cittadino, ma non mi sarei mai aspettata di ritrovare tali superstizioni all'interno del Museo.
Il processo che coinvolse Triora sul tramontare del Cinquecento è un fatto storico che è bene ricordare e tramandare, ma avrei preferito che si parlasse di più delle donne, protagoniste indiscusse della storia triorese, come persone semplici, talvolta ignoranti, ma profondamente attaccate alla natura, spesso vittime di equivoci. Qui sembra invece che le streghe siano ancora credute figlie del demonio, un concetto errato dettato dalla superstizione che sarebbe meglio chiarire all'interno di un contesto culturale come quello di un museo.
Salvo questa ultima critica, consiglio a tutti una visita al Museo Etnografico e della Stregoneria di Triora, rimarrete intrappolati nelle sue piccole stanzette e nella sua antica magia!

Se volete dare un'occhiata più da vicino al Museo e approfondire il mio articolo, potete esplorare il bellissimo sito ufficiale, eccolo qui: http://www.museotriora.it/


mercoledì 26 febbraio 2014

Lo spazzino dei mari: il gabbiano "ridaiolo"


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Come già intuirete dal titolo, oggi voglio condurvi un po' fuori dal bosco, e più precisamente in riva al mare, dove regna sovrano un animale affascinante e leggiadro, spesso poco considerato o ritenuto fastidioso. Di chi sto parlando? Del gabbiano, ovviamente!

Gabbiano comune fotografato da me
Come tutti ben sapete, il gabbiano è un uccello marino, anche se spesso questi splendidi animali si spingono ad abitare in riva ai laghi, giungendo ad alimentarsi anche nelle zone dell'entroterra.
Il nome scientifico del gabbiano comune è Larus ridibundus, ne intuirete forse il perché... Avete mai sentito il verso di questi uccelli? Somiglia o no ad una stridula risata? Ecco allora spiegato l'appellativo "ridibundus". Sono animali piuttosto rumorosi, su questo non c'è dubbio, specialmente nella stagione degli amori. E a proposito di ciò, il gabbiano comune, per far capire al mondo intero il suo innamoramento, si tinge il piumaggio del capo di nero! Ebbene sì, il colore invernale di questi uccelli leggiadri è candido come la spuma del mare, mentre in estate la testa si tinge di scuro sia nelle femmine che nei maschi. Questo cappuccio "nuziale" viene poi perso con l'arrivo dell'autunno, lasciando una piccola traccia nera dietro l'orecchio. 
Gabbiano comune in muta nuziale. Foto tratta dal web.
Le sorprese non finiscono qui però: maschi e femmine si prendono cura della prole insieme, allevandola ed educandola all'interno di numerosissime e schiamazzanti colonie. Nidifica sul terreno, vicino a paludi di acqua dolce o salata e a canneti, ma anche fra le calde dune di sabbia. 
I gabbiani hanno una grande capacità di adattamento e a riprova di ciò hanno iniziato ad abitare anche in prossimità di discariche, fattorie, parchi e giardini, dove il cibo non scarseggia mai. Ogni sera si riunisce allo stormo in punti di ritrovo regolari; diverse altre specie di uccelli nidificano e vivono accanto ai gabbiani. La motivazione è da ricercarsi nella loro aggressività: allontanano con insistenza e tenacia gli intrusi e i predatori, proteggendo così inconsapevolmente anche gli uccelli che scelgono di vivere loro accanto!
Infine, è un animale ecologico: aiuta a mantenere pulite le acque, le spiagge e le coste, cibandosi delle carogne dei pesci che galleggiano in mare e di altri piccoli animali. Questa loro caratteristica gli è valso il titolo di "spazzini del mare".
I cugini dei gabbiani comuni, i gabbiani reali, hanno una fisionomia diversa, anche se non differiscono molto dai loro parenti in quanto ad abitudini. Sono più grossi e più massicci del cugino "ridibundus" e sono divenuti più cittadini; nidificano infatti nelle zone urbane, sui tetti poco frequentati delle abitazioni, con notevoli fastidi da parte dei vicini esseri umani. 
Gabbiano reale. Foto tratta dal web.
La scarsità di cibo in riva al mare per via dei pescherecci, l'inquinamento marino e la grande abbondanza di cibo nei centri urbani hanno spinto questo animale ad adattarsi alla vita cittadina, conquistando le zone del centro abitato a volte con una certa prepotenza. Inutile dire che dal canto nostro, noi umani siamo diventati intolleranti nei confronti delle creature che ci circondano, e di recente in grandi città come Genova e Roma sono in atto discussioni e prese di parte per cercare di risolvere il "problema gabbiani": sono accusati di essere aggressivi quando devono prendersi cura dei cuccioli (pensate che stranezza!), rumorosi e fin troppo numerosi, spingendosi a cibarsi degli scarti dei cassonetti. A Genova ostacolano le manovre degli aerei, con importanti conseguenze sia per gli apparecchi che per i passeggeri. Intanto si cerca di capire come poter eliminare o ridurre i danni di questi uccelli, e la soluzione più semplice ovviamente va per la maggiore: ridurre le nascite privando le madri delle uova, cacciarli immettendo dei falchi nei loro territori e quindi, infine, ucciderli.
Inutile dire che sarebbe meglio prevenire, anziché curare: le città dovrebbero essere luoghi più puliti, le spiagge meno inquinate e l'uomo dovrebbe essere più consapevole dei propri limiti...


martedì 25 febbraio 2014

Libri che... ho pagato poco (# 38)


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Questa rubrica la condivido con la mia gemellina Reina del blog Il Portale Segreto e ci terrà compagnia a martedì alterni. Essa consiste nel presentarvi fino a un massimo di sette libri inerenti uno stesso tema scelto di volta in volta da noi. Per ognuno di essi spiegheremo brevemente i motivi che ci hanno indotto a sceglierlo. Se volete partecipare, potete postare i vostri libri inerenti al tema della settimana in un commento sotto al post =)

Il tema da noi scelto questa settimana è:

Libri che ho pagato poco


I libri scelti da me sono:

- "L'anello di Re Salomone", di Konrad Lorenz: preso qualche mese fa in un negozio dell'usato e pagato 2 euro! E' un libro che non avrei mai pensato di leggere, dal nome non sembrava nulla che potesse interessarmi, e invece ho scoperto che il suo contenuto è davvero interessante e non poteva mancare nella mia libreria ^_^

- "Storie di bimbe, di donne, di streghe", di Elizabeth Gaskell: anche questo comprato usato e anche questo pagato 2 euro =P non ho ancora avuto modo di leggerlo, ma era nella mia Wish List da un po' e non potevo lasciarmelo scappare! Ad un prezzo così stracciato poi ;)

- "La piccola strega", di Otfried Preussler: un libricino simpatico e davvero molto carino, l'ho comprato usato e pagato poco più di 1 euro. Mi sono innamorata di questa storiella, letta in pochissimo tempo, e sono contenta di averla comprata nonostante non la conoscessi prima.

- "Pagemaster - L'avventura meravigliosa", di David Kirschner: preso a 1 euro al mercato mensile dell'usato! Non sapevo neppure che esistesse, ma non ho esitato a portarmelo a casa, visto che ho amato l'omonimo film.

- "Medicus", di Noah Gordon: inizialmente ero indecisa se comprare o meno questo libro, ma Reina me lo ha consigliato e poi l'ho trovato usato a 4 euro, e non ho potuto resistere dal portarlo a casa con me =P

Voi che ne pensate? Li avete letti?


lunedì 24 febbraio 2014

Scatti in libertà

Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Con il bel tempo che ha investito la mia zona (finalmente) dopo settimane di pioggia incessante, sono uscita a fare qualche foto in riva al mare, per catturare con la mia fidata Pentax gli animali alla foce del fiume. 
Non ho mai avuto modo di dirvelo in questi (quasi) tre anni di blog, però uno degli animali che più amo è il gabbiano. Ho sempre avuto un rapporto speciale con questo animale e ho voluto dedicare il mio "servizio fotografico" a questi splendidi volatili, spesso sottovalutati e ritenuti inutili e fastidiosi. 
Ma adesso bando alle ciance, vi mostro le mie foto, che sanno parlare molto meglio di me ;)










Che ne pensate? Vi sono piaciute?



Settimana Stregata # 57


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
In questa rubrica intendo segnalarvi tutti gli appuntamenti che potrete trovare sotto le fronde degli alberi della mia Foresta. In questo contenitore potrete trovare inoltre:

- Indicazioni sulla fase lunare in corso
- Festività ed eventi importanti della settimana (quando ce n'è)
- La mia lettura in corso e le eventuali letture successive
- L'aforisma della settimana
- Avvisi

E dopo le consuete presentazioni, cominciamo!

Passo a presentarvi la mia lettura della settimana. Sto leggendo ancora questo libro, e devo dire che al momento mi sta piacendo =)


E voi cosa state leggendo questa settimana?

Cosa leggerò dopo? Sono indecisa, magari potreste aiutarmi voi =P Credo che opterò per uno dei seguenti libri:

 

Ed ora passiamo agli appuntamenti che troverete qui nella mia Foresta a partire da oggi pomeriggio.
Più tardi vi proporrò alcune fotografie che ho avuto modo di fare la scorsa settimana, in una rara giornata di sole. Questo martedì torno invece con la rubrica "Libri che..." che condivido con Reina del blog Il Portale Segreto, mentre mercoledì  troverete qui sul blog un post del contenitore "Ambiente e Natura". Giovedì torno a pubblicare un post della rubrica "Il Calderone", e venerdì mi troverete qui come sempre con le tre luci e le tre ombre della settimana nella rubrica "Lights and Shadows".

Parlando invece di fasi lunari, la Luna sarà calante mentre sabato la luna sarà nuova. Questa settimana potete dedicarvi a trattamenti purificanti per la pelle. Potete tagliare i capelli, se desiderate che crescano più lentamente ma in modo più sano. In questi giorni potete concedervi qualche sgarro con il cibo, poichè con la Luna calante si tende ad accumulare di meno.

Avviso:
Vi ricordo, per chi se lo fosse perso, che sul mio blog e su quello di Reina è in corso un vero e proprio Salotto Letterario, partecipate numerosi, le regole sono semplicissime! Trovate il post di presentazione cliccando sul seguente banner:


Festività:
- Il 25 febbraio si festeggia il Martedì grasso.

Concludo il post con la citazione della settimana. Oggi la dedico al rapporto uomo-animali:
L'uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali.
Charles Darwin

E con questo non mi resta che augurare un buon inizio settimana a tutti =)


venerdì 21 febbraio 2014

Lights and Shadows # 65


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Eccoci ritrovati con questa rubrica che molti di voi conosceranno con altri nomi, infatti me l'hanno gentilmente ceduta Alice del blog Stargazer's Tides, Rowan del blog Ombre Angeliche e Reina del blog Il Portale Segreto
Si tratta semplicemente di riportare le tre cose migliori (luci) e le tre peggiori della mia settimana (ombre).

Tre luci:

- Ho ricominciato a scattare qualche foto con la mia Pentax, presto ve le mostrerò!

- Ho ripreso a scrivere! Non voglio dirlo troppo forte, però sono comunque felicissima ^_^

- La primavera si sente già nell'aria, gli alberi qui sono già in fiore!

Tre ombre:

- Troppo, troppissimo traffico! Mi rifiuto di prendere la macchina in questo periodo...

- Non riesco a trovare un paio di jeans decenti, sono rimasta senza!

- Vorrei tanto avere una vita mia, purtroppo pare che ancora non sia arrivato il mio momento però =(


E adesso ditemi: quali sono le tre luci e le tre ombre della vostra settimana?

giovedì 20 febbraio 2014

Scrivivendo # 3: imparare ad osservare


Bentornate nella mia Foresta Incantata creature del bosco!
Scrivivendo è una rubrica inventata da me che ha cadenza mensile. In che cosa consiste? Come è facilmente intuibile dal titolo, tratterà di scrittura, la mia più grande passione. Il titolo nasce dall'unione di due parole: "scrivere vivendo", perchè in fondo per poter scrivere bisogna anche saper vivere le situazioni che si hanno intenzione di raccontare, sia nella fantasia che nella realtà. In questa rubrica vi offrirò dei piccoli consigli di scrittura, quelli che mi sento di darvi in base alle mie esperienze (dato che non sono una professionista), a volte servendomi di citazioni famose per iniziare un discorso che ritengo importante, altre volte raccontavi qualche aneddoto che mi è capitato.

Il tema di cui voglio parlarvi questa volta si ricollega ai discorsi delle due puntate precedenti (per chi se le fosse perso, potete trovarle qui e qui), e per introdurvelo inizio con una citazione:


"La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto!"
Charles Bukowski

Come già ho ribadito precedentemente, è importante scrivere di qualcosa che si conosce bene e avere alla base una solida documentazione. 
Una buona dote che ogni scrittore deve saper avere è quella di un'acuta osservazione. La scrittura è un'arte, e come tale va assimilata, allenata e curata. Per poter scrivere con efficacia e trasmettere emozioni al lettore, è importante saper osservare il mondo che ci circonda, ricco di spunti ed ispirazione, traendone le giuste informazioni, ma tutto questo non basta: è necessaria anche una buona dote comunicativa.
Parlando in termini più pratici, per creare dei personaggi verosimili e credibili per la nostra storia, non c'è esempio più efficacie dell'osservazione delle persone che ci circondano, dei loro comportamenti, delle loro reazioni e dei loro gesti. Il personaggio di un romanzo è ben riuscito quando riesce a riassumere in sé il carattere e la personalità di una persona che sembra viva, vera: le persone hanno mille sfumature, a volte sono contraddittorie e hanno spessore psicologico e caratteriale. Tutte queste caratteristiche devono essere trasposte sul personaggio d'invenzione, che risulterà così più vivo agli occhi del lettore. Come poter fare dunque a creare un personaggio credibile? Torniamo qui al discorso principale: con l'osservazione. 
Un altro esempio pratico è quello che riguarda i paesaggi e le scene narrate: è solo osservando con i nostri occhi i luoghi a noi familiari, allenando la mente, lo sguardo e le nostre capacità descrittive, che potremo rendere reali i luoghi descritti in un racconto o romanzo che sia. E con questo non voglio per forza dire che si debba parlare di luoghi conosciuti, intendo solo che verrà più semplice descrivere il vento che passa tra i rami degli alberi, le emozioni che suscita un tramonto o lo scorrere impetuoso di un fiume se imparassimo a guardare quel che ci sta intorno con un occhio critico e a percepire il mondo con sensibilità.
E a proposito di osservazione, mi sento in dovere di fare un ulteriore appunto: ci sono momenti nella vita fatti per leggere e scrivere, altri per captare le informazioni dal mondo circostante. Anche se la voglia di scrivere è sempre sulla punta delle dita, a volte vale la pena prendersi una "pausa di riflessione" per aprire i nostri sensi e lasciare entrare le emozioni necessarie, immagazzinandole e facendone tesoro.

Detto questo, spero nuovamente di esservi stata utile e di non avervi annoiati troppo =P
Un abbraccio a tutti =)

mercoledì 19 febbraio 2014

Recensione: "Papà Gambalunga" di Jean Webster


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Forse alcuni di voi ricorderanno il cartone animato trasmesso in televisione qualche anno fa, tratto da questo romanzo per ragazzi. Se non conoscete né il cartone né il libro, io vi consiglio di non lasciarvelo scappare e di leggerlo prima o poi, perché ne vale davvero la pena =)
Eccovi qui dunque la mia recensione.



Autore: Jean Webster
Editore: De Agostini
Pagine: 172
Prezzo: 6,90 euro

Trama: Cosa può aspettarsi dalla vita un'orfana come Jerusha Abbott? Tutto, se ha la fortuna di imbattersi in "Papa Gambalunga", il generoso benefattore che le consente di frequentare l'università in cambio di una sola lettera al mese!

Voto:
Recensione:
"Papà Gambalunga" narra la storia di una giovane donna, Jerusha Abbott (detta Judy), orfana di entrambi i genitori. Dopo aver vissuto gran parte della sua vita in un orfanotrofio, prima come bambina pronta ad essere adottata e in seguito assunta per aiutare nell'educazione dei più piccoli, le viene offerta la possibilità di studiare all'università da un misterioso benefattore che, leggendo un suo tema, decide di aiutare la giovane orfana a diventare una scrittrice tramite un'adeguata istruzione. L'unica cosa che il generoso signore chiede a
Judy è di inviargli una lettera al mese documentando i suoi progressi scolastici, e lei acconsente senza riserve. Non le sarà mai concesso di vedere il misterioso signore che la mantiene agli studi, né tantomeno di ricevere lettere in risposta, l'unica cosa che Judy sa di lui è che ha le gambe lunghe: ne ha visto l'ombra su una parete dell'orfanotrofio, e questo gli è valso il soprannome di Papà Gambalunga.
Il romanzo non è altro che la raccolta delle numerose lettere che Judy invia al suo misterioso "papà", un romanzo epistolare avvincente e spensierato.
Il linguaggio usato dall'autrice è semplice, scorrevole e colloquiale, adatto ad un pubblico di lettori giovani. Lo stile è fresco, velato di una divertentissima ironia che porterà il lettore a sorridere delle parole di Judy, la simpaticissima protagonista. Il ritmo è veloce, nonostante si possa pensare il contrario vista la forma particolare con cui è narrata la storia. Il libro si divora in pochissimo tempo e il lettore faticherà a scollare gli occhi dalle pagine, non tanto per gli avvenimenti descritti, quanto piuttosto per il linguaggio e la simpatia nei confronti della protagonista.
All'interno di questo breve romanzo incontriamo una manciata di personaggi; oltre a Judy, conosciamo l'esistenza delle sue due compagne di stanza all'università e di alcuni loro familiari. Tutti sono appena abbozzati, ma questo non riesce ad essere un difetto, poiché con piccole ed imprecise pennellate l'autrice riesce a dipingere un quadretto perfetto di personaggi, che risulteranno comunque ben visibili al lettore. Della stessa Judy si conosce poco, ma le informazioni che ci vengono dal testo riescono a delineare alla perfezione la personalità di questa splendida protagonista. Judy è una ragazza solare, sognatrice e di una simpatia travolgente; è intraprendente, autoironica, saggia e determinata. Sa apprezzare i doni della vita con gratitudine, anche se il suo carattere la porta spesso ad essere un po' irriverente e ribelle; la sua ribellione però è quella di una giovane donna che intende guadagnarsi la sua libertà non senza fatica, deriva dalla consapevolezza di voler avere un posto nel mondo, guadagnato per merito con impegno e costanza. Insomma, Judy riesce ad essere un personaggio con un certo spessore, nonostante di lei non venga raccontato molto.
Le tematiche affrontate in questo piccolo romanzo sono molte, spesso profonde ed importanti. Tra le più evidenti c'è quella della famiglia, del senso di appartenenza; Judy è orfana di entrambi i genitori e spesso questo suo status la fa sentire in imbarazzo di fronte ai coetanei. All'interno del romanzo ribadisce più volte il suo desiderio di appartenere a qualcuno, di sentirsi in famiglia e legata a delle origini.
Un altro tema è quello del sapersi accontentare, del godere delle piccole cose ed esserne felici. Judy non è una ragazzina sprovveduta e capricciosa; nonostante non abbia mai goduto di particolari agi, nel momento in cui le vengono concessi piccoli lussi lei resta fermamente con i piedi per terra, consapevole del fatto che la semplicità è l'unico ingrediente essenziale della vita.
Altra tematica importante è quella dell'emancipazione femminile: sognatrice determinata, Judy non rinuncia ai suoi sogni per sottostare al volere degli uomini, che sia il suo tutore o il giovanotto che le piace, non si lascia mettere i piedi in testa con facilità e fa valere con coraggio e perseveranza le sue ragioni di giovane donna.
Questo piccolo romanzo conferma ancora una volta quello che ho sempre pensato, e cioè che un bel libro deve avere come ingrediente principale la semplicità: non serve condire un libro di paroloni e avvenimenti mirabolanti, quel che importa veramente è toccare il cuore del lettore, sfiorare delicatamente l'anima di chi legge e scuoterne con violenza i sentimenti. Tutto questo l'ho ritrovato in questo piccolo gioiello della letteratura per ragazzi e da oggi lo consiglierò a chiunque.
Seppure sia un romanzo definito come un classico per ragazzi, io credo che per la profondità di temi in esso trattati e per alcuni riferimenti alla letteratura ad esso precedente possa essere goduto alla perfezione anche e soprattutto da un pubblico adulto e maturo
Insomma, ve lo stra-consiglio!
Voi che ne pensate? Lo avete letto?



martedì 18 febbraio 2014

Discover my Library # 1


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Oggi io e Reina del blog Il Portale Segreto inauguriamo una nuova rubrica, che ognuna gestirà in modo del tutto indipendente.
Discover my Library verrà pubblicata a martedì alterni, e consiste nel farvi conoscere la mia libreria. Si tratta di un modo simpatico per permettervi di entrare a curiosare tra i miei scaffali, scoprendo qualcosa in più su di me e sui miei amici di carta e inchiostro! Analizzerò pian piano gli scaffali della mia libreria, prendendo in considerazione pochi libri alla volta; per ognuno di essi lascerò la trama, la recensione (qualora ci fosse), e qualche mio aneddoto ad esso legato.

Per cominciare, vi presento la mia libreria al completo!


Scusate per il disordine che regna sovrano, ma la casa è piccola e i libri sono sempre di più!
Voglio offrirvi una breve spiegazione introduttiva, prima di passare al dunque. Tutta la parte più in alto della mia libreria contiene quasi esclusivamente album fotografici e raccoglitori di schede di vario genere, oltre che vecchi libri di scuola, scambiabili e manuali che appartengono ai miei genitori. Per questo motivo non analizzerò la parte superiore, partirò dalla fascia intermedia.

Premesso ciò, comincerò ad analizzare lo scaffale in cui ho cercato di racchiudere i classici del Fantasy, e cioè quello segnalato dal cerchietto bianco:


I primi libri che troviamo su questo scaffale sono i seguenti (cliccate sulla copertina se volete leggerne la trama):



"Lo Hobbit" di J.R.R. Tolkien:
Lo comprai circa all'età di 14 anni in un supermercato. Avendo letto prima di questo "Il Signore degli Anelli", ne ero rimasta talmente incantata che volli leggere altro dell'autore. Peccato che poi non lo lessi, mi decisi a farlo solo l'anno scorso xD quasi dieci anni dopo! Il libro, com'era prevedibile, mi è piaciuto, nonostante lo stile sia molto diverso da quello del grande capolavoro fantasy dello stesso autore.

"Il Signore degli Anelli" di J.R.R. Tolkien:
Alle medie le mie compagne di classe impazzivano per questo libro e per il film che ne è stato tratto, io però non riuscivo a lasciarmi incantare. Non provavo nessunissimo interesse verso questa saga, complice il fatto che da bambina ne avevo visto il film d'animazione, che mi aveva fatto una gran brutta impressione. Un giorno però, passeggiavo per le vie della mia città durante una fiera e mi fermai per caso alla bancarella fatta da una libreria. Vidi proprio "Il Signore degli Anelli" scontato e, non so per quale strano motivo, in quel momento ebbi la certezza che lo avrei letto, mi chiamava. Non esitai, lo comprai e lo lessi tutto d'un fiato. Da allora è entrato a far parte dei miei libri preferiti ^_^


"La Leggenda di Earthsea" di Ursula K. Le Guin:
Conobbi questo libro non più di tre, quattro anni fa. Avevo visto il film in televisione e non mi era dispiaciuto, non sapevo neppure che fosse tratto da una saga! Immaginerete dunque il mio stupore quando un giorno io e mia sorella lo scorgemmo tra gli scaffali di una libreria del centro città... Lo acquistammo, e da allora attende ancora il suo momento per essere letto. Mi attira molto, purtroppo però non è un libro breve, e devo trovare il periodo giusto per potermici dedicare. Speriamo arrivi presto ;)

"Le Cronache di Narnia" di C.S. Lewis:
Da bambina possedevo una versione molto carina di "Il Leone, la Strega e l'Armadio", quando scoprii che si trattava di una saga volli averla tutta. Quando uscì il film del libro sopra citato, uscì in libreria il volume contenente tutti i libri e non me lo sono lasciata sfuggire, però non l'ho mai letto. Spero di farlo un giorno, anche se non so perché ormai sento che potrebbe essere una storia che non possa appartenermi.


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