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giovedì 31 ottobre 2013

Il Gufo Postino # 46


Bentornati in questa Foresta Incanta, creature del bosco!
Torno sul blog con questa rubrica, che altro non è che la mia versione di "In my mailbox". Per chi ancora non la conoscesse, ecco di cosa si tratta: il Gufo Postino consiste nel presentare i libri acquistati, regalati, prestati o ricevuti.... per rendere più accattivante la presentazione, io e la mia sorellina Yvaine del blog Il Pozzo dei Sussurri abbiamo pensato di lasciarvi, insieme alla trama, anche l'incipit dei libri in questione, di modo da darvi un piccolo assaggino ^^ La rubrica verrà postata da me il giovedì, ovviamente i giovedì in cui il Gufo Postino mi avrà mandato qualcosa =)
Ecco qui cosa mi ha portato il mio Gufo Postino questa settimana!
Trama:
America Settentrionale, 5.000 anni fa. Dalle Lande dell'estremo nord, strette nella morsa di un inverno senza fine, decine e decine di clan si spingono a sud alla disperata ricerca di cibo. L'unica speranza è riposta in una donna, Polvere di Luna. Lei è una potente sognatrice, a lei il destino ha assegnato il compito di sognare una nuova via per il suo popolo, il Popolo del Sole e ristabilire il flusso della Spirale. Prima però dovrà superare molte e difficili prove e affrontare le sue paure più profonde. E prima ancora dovrà decidere a chi concedere il suo cuore.

Incipit:
Campo delle Tre Punte, Bacino del Vento, 5000 anni fa. La collina si ergeva lungo il corso del fiume in una ripida cresta. La forma del crinale pungolava l'atterrita fantasia di Fantasma Saggio che giaceva nascosto nell'erba: sembrava che un gigantesco dorso di bisonte si drizzasse dal terreno per riparare dai venti il campo del Popolo della Terra.

Trama:
Mai come oggi dobbiamo porci questa domanda ogni volta che ci sediamo a tavola, facciamo la spesa, ci lasciamo tentare dalle golosità esposte nelle rosticcerie o elencate al ristorante, leggiamo o sentiamo di questa o quella moda salutistica che demonizza alcuni alementi e ne privilegia altri.
Un libro per essere informati e scegliere i cibi più sani:
- principi di scienza dell'alimentazione
- genuinità e principi nutritivi
- leggere le etichette
- difendersi dalla pubblicità
- legislazione, organi di vigilanza e controlli in Italia e nell'Unione Europea
- qualità dei prodotti alimentari; marchi DOP e IGP
- prodotti biologici
- tracciabilità di filiera
- trattamenti di conservazione
Scritto da uno specialista del settore, una guida chiara e indispensabile per nutrirsi e vivere meglio, con le risposte a tutti i dubbi del consumatore.
Incipit
Il sempre maggior interesse dei media per il settore alimentare (artigianale e industriale) è stato una novità significativa degli ultimi decenni, tuttavia l'informazione, spesso poco corretta, ha creato, ha creato anche enorme confusione tra i consumatori i quali, spesso, scoraggiati, non sanno più di chi fidarsi.

Voi che ne pensate?  

mercoledì 30 ottobre 2013

Gufiamo un po'!


Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!
Qualche settimana fa vi ho condotti nel folto degli alberi per farvi conoscere un po' più da vicino il lupo (per chi si fosse perso il post e ha intenzione di leggerlo, potete cliccare sul seguente link: Il lupo, un tassello fondamentale per l'ecosistema), questa volta invece vi chiedo di alzare lo sguardo per scrutare il cielo notturno alla ricerca di creature silenziose e misteriose: i gufi!

I rapaci notturni appartenenti all'ordine degli strigidi sono stati per lunghissimo tempo protagonisti di leggende e credenze popolari. Essendo animali notturni, evocano spesso immagini di morte e malaugurio. Dal greco "stryx, strygòs", che significa barbagianni, deriverebbe anche la parola strega, che come tutti noi sappiamo aveva un'accezione negativa. La negatività che avvolge queste creature legate alla notte è rimasta anche nel nostro linguaggio moderno, tant'è che il termine "gufare" significa proprio "portare sfortuna". Tra le superstizioni più diffuse, c'è quella del verso del barbagianni, che, si dice, sia di pessimo auspicio. Ritrovarsi una civetta sul tetto di casa poi, significa sciagura incombente per un familiare. 
Le superstizioni, si sa, nascono dall'ignoranza, dal bisogno di spiegare ciò che non si conosce, e il buio, del quale i rapaci notturni fanno il loro regno indiscusso, ha sempre suscitato nell'uomo timore e paura. Ma oggi voglio mostrarvi la vita di queste splendide e temute creature, così utili all'uomo e alla natura. 
Prendiamo per esempio il barbagianni. Ne avete mai visto uno? Io sì, e vi assicuro che dal vivo sanno essere terribilmente affascinanti. Credo di non aver mai visto volo più elegante e silenzioso di quello del barbagianni! Eppure questa meravigliosa creatura in tempi antichi era considerata portatrice di sfortuna, associata al male e all'aldilà per via del suo piumaggio bianco cadaverico, ma non solo. Il barbagianni ha l'abitudine di cacciare nei pressi di cimiteri, data l'abbondanza di topi, dei quali si nutre con ghiottoneria. Ed ecco svelato dunque il perchè di tante maldicenze. In pochi però sapranno che questo bellissimo rapace è molto utile per l'uomo, soprattutto per chi pratica l'agricoltura: avere un barbagianni nel proprio granaio infatti assicura al contadino una campagna pulita e priva di topi, ratti, arvicole, toporagni e talpe, animaletti di cui il rapace si nutre e che sono estremamente dannosi per le colture! Pensate, sono in grado di catturare più di 20 piccole prede per ogni notte. Ed è per questo motivo che, fortunatamente, alcuni contadini incoraggiano i barbagianni ad abitare nei pressi dei loro terreni, offrendo loro dei siti per la nidificazione.
Stessa sorte tocca alla simpaticissima civetta, associata come detto poco sopra alla morte. Eppure ai tempi dei Greci era sacra alla dea Atena ed era simbolo di saggezza e fortuna! Questo piccolo rapace, come il cugino barbagianni, è utile all'uomo e all'agricoltura, poichè anch'ella si nutre di piccoli roditori e di insetti potenzialmente dannosi.
Che dire poi del gufo reale? E' il più grande rapace notturno di tutta l'Europa ed essendo un superpredatore è in cima alla piramide alimentare dell'ecosistema silvano, ma purtroppo per colpa nostra (e di chi sennò?) questa specie sta riscontrando molte difficoltà nel sopravvivere. 
Per secoli l'uomo lo ha cacciato perchè lo riteneva dannoso per le pratiche venatorie (si nutre infatti di lepri, conigli, volpi, cuccioli di cervi, galli e fagiani), e anche ora che è ritenuto una specie protetta non è del tutto al sicuro dalle grinfie del suo peggior nemico a due zampe... Uno dei pericoli pià frequenti per il gufo reale infatti, è quello di imbattersi nei cavi sospesi dell'alta tensione durante la sua caccia notturna e urtarvi contro rovinosamente. Ma non è finita qui. Il gufo reale è un rapace grande, possente, ma è un grande timidone; per questo ed altri motivi, per sopravvivere ha bisogno di ampi spazi boschivi lontani dagli insediamenti umani. In genere, solo grandi e indisturbati spazi possono fornire a questo rapace una fonte di cibo sufficiente e sicura. Capirete bene dunque, che per un gufo reale sia diventato difficile vivere nei nostri sovraffollati tempi moderni, dove c'è sempre meno spazio per i boschi e sempre più cemento.
Ho preso in esempio i tre fra i più famosi rapaci notturni, ma in ogni caso quello che ho detto per il barbagianni, la civetta e il gufo reale vale per tutti. Questi predatori sono anche grandi indicatori della qualità ambientale, vale a dire che risentono fortemente del nostro inquinamento e lo rifuggono, insediandosi in luoghi puliti e incontaminati, per quanto possibile. 
Non ci resta dunque che sperare in un futuro più pulito, un motivo in più per assumere nel nostro piccolo tutti quei piccoli accorgimenti che possono aiutare il nostro pianeta ad essere un posto migliore per noi e per tutte le creature che lo abitano.
Fonti:



martedì 29 ottobre 2013

A tu per tu con... Federico Pagliai, autore di "Il bosco di nessuno di voi"

Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Oggi torno con un'intervista, e questa volta è ospite della mia casetta in mezzo al bosco l'autore de "Il bosco di nessuno di voi", libro che vi ho recensito proprio qualche settimana fa (per chi si fosse perso la recensione, potete trovarla cliccando qui). Vogliamo cominciare?
1) Ciao Federico, e benvenuto sotto le fronde della mia Foresta Incantata! Presentati ai lettori del blog e raccontaci: chi è Federico Pagliai? 
Uno che si dipinge la vita scrivendo… ma a parte questo, ti dico che sono nato nell’aprile del 1966 a La Lima, da famiglia operaia. Ho trascorso tutta l’infanzia, adolescenza, e oltre, in questo paese atipico, perché, pur essendo incastonato in un contesto estremamente dominato dagli elementi naturali, (pietra, legno, acqua, terra) era un borgo nato, cresciuto e poi morto attorno a una delle realtà industriali più importanti del comprensorio, ovvero la Cartiera Cini. In età adulta sono babbo di una ragazzina di 18 anni, infermiere 118 a bordo di ambulanza ed elisoccorso e volontario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico.
 
2) Dal tuo ultimo libro “Il bosco di nessuno di voi” trapela il tuo grande amore per la Natura. Com’è nato questo tuo rapporto con Madre Terra?
Credo che i semi di questo legame derivino da un contrasto, una delusione e un risveglio. Il contrasto fa riferimento a quanto ho scritto a proposito di me: La Lima, paese natale, culla e calco, era un luogo dominato dalle tute blu, camion, sbuffi di vapore, suoni di sirena, rumori di macchine. In un posto del genere, accerchiato da cime e boschi, la Natura è contrasto, richiamo, lontananza. Va cercata. Ho sempre cercato le cose naturali laddove sono meno presenti: è come un richiamo istintivo, come un qualcosa che mi veniva suggerito dal dentro. 
Nella non naturalità de La Lima, durante l’infanzia, ho sempre posto attenzione alle piccole cose naturali che quel mondo artificioso offriva: i fossi con le rane o i broccioli, i nidi di rondine sotto le grondaie, gesti di vecchi che raccoglievano legna nel fiume dopo una piena… La delusione, dicevo: il paese si reggeva su un’utopia industriale a tempo. Il sogno che una tale realtà potesse durare negli anni si infranse nel 1977 quando gli impresari, fatti due conti, chiusero la Cartiera in tre mesi. Tutto il paese era stranito, la gente cominciò ad andarsene, amici di infanzia che venivano trascinati via, negozi chiusi, abbandono e malinconie dappertutto. Questa era la tanto reclamizzata certezza industriale. Un’utopia. E la Natura circostante? Quella fatta di boschi e campi da lavorare? Beh, quella era sempre lì, pronta ad offrirsi. Ma nessuno (o quasi…) la sapeva più trattare: la calamita della Cartiera aveva nei decenni passati attirato tutta una manovalanza che conosceva (salvo poi smarrirli) le arti e mestieri naturali per cui, in molti, si ritrovarono nell’incapacità di riannodare i fili con quel passato manuale e naturale che rappresentavano le fondamenta nascoste della storia umana di questi luoghi. Il risveglio: grazie alla mia indomabile curiosità, richiamo istintivo per tutto quanto è naturale e ad alcuni vecchi che erano soliti portarmi con loro per poderi, crinali e boschi, ho conosciuto, apprezzato e poi difeso una realtà che se n’era altamente fregata delle sorti della Cartiera. Erano boscaioli, contadini, scalpellini, pastori che con la loro economia di sussistenza, amavano e custodivano quotidianamente un territorio, ne conoscevano segni e sintomi. Vivevano sereni e con un senso della misura invidiabile a contatto con le stagioni: ognuna di esse metteva nelle loro mani un arnese diverso, ogni arnese era un mestiere. Loro sono rimasti. L’industrializzazione ha lasciato cenere e case vuote.
 
3) E ora raccontaci un po’ com’è nato “Il bosco di nessuno di voi”: come è scaturita l’idea di questo libro dalla tua penna? Cosa ti ha spinto ad intitolarlo così?
Penso che la scrittura non si scelga. E’ lei a scegliere noi. Con questo voglio dire che non c’è stata premeditazione nello scrivere questo ultimo libro. La penna ha “pescato” questo Federico e poi l’ha rovesciato su un foglio bianco. Sicuramente, sentivo il bisogno di una scrittura più introspettiva, profonda, pur restando nel solco della semplicità. Qualcosa che arrivasse in egual misura a bimbi e adulti (tant’è che nella prima bozza il sottotitolo era “Racconti per bambini cresciuti troppo in fretta e per adulti che vorrebbero tornare bambini”). Pur non discostandomi dall’argomento montagna, sentivo la necessità di parlare di sentimenti. Ne siamo tutti diseducati e, senza alcuna presunzione, volevo dire la mia contestualizzandoli in una forma letteraria apparentemente “banale” ma di una semplicità e sottigliezza assoluta come lo sono le favole. L’idea, poi, è stata stimolata dalle mie mattutine camminate nei boschi: i miei libri nascono là dentro, un colpo d’occhio, una suggestione, un lapis, un block notes e il pensiero-seme è fermato…Poi, quando meno uno se l’aspetta, ecco che in qualcosa germoglia. Mi chiedevi del titolo: pura provocazione che sfiora la presunzione e l’antipatia. L’ho voluto così perché accenna al percorso esperienziale di un uomo, di un singolo uomo che si addentra nel bosco-vita. L’idea, sottintesa e mai esplicitamente espressa, era quella di indurre il lettore, una volta terminato il testo, a sospettare che quel titolo si trasformasse nel “ Bosco di ognuno di noi”. Chissà se ci sono riuscito…
 
4) Qual è il racconto del tuo ultimo libro a cui sei più affezionato e perché? 
Due su tutti: Il ghiro a due code e il gatto che morì di randagismo per bramosia di libertà. Il perché? Beh, uno coinvolge la mia affettività. Una storia di amore molto recente che mi è rimasta stampata dentro, finita molto male. Ne dovevo parlare, scorporare un peso, confessare per condividere. Meno male che ho trovato il ghiro che mi ha ascoltato e raccontato (dove comincio io e dove comincia lui?), che ha condiviso un vissuto simile. Per quanto riguarda il gatto, esso è il racconto autobiografico: un nastro riavvolto, un presente di uomo che cerca-litiga-cerca l’amore, il presagio di una fine.
5) Nel tuo libro parli di “Igienite”, quella strana malattia che, per citare le tue parole, “non uccide, non fa venire la febbre e non si vede nemmeno ai raggi X, ma forse solo Dio sa di quante tradizioni, quanti antichi mestieri, cibi brutti a vedersi ma impareggiabilmente buoni e sani ha causato l’estinzione”. E’ una malattia che bene o male affligge un po’ tutte le persone che abitano in città: che consiglio ti sentiresti di dare a chi soffre di questa malattia? 
Più che consiglio (quella è gente che non accetta consigli) un auspicio: quello di trovarsi, per una qualche ragione, da solo, in una macchia, senza niente se non un po’ di acqua, una cordicella, un coltello… L’arte di arrangiarsi per sopravvivere metterebbe al buio ogni sintomo di igienite: hai fame? Bacche, radici di genziana, lumache… hai sete? Camminare per cercare una valida polla (con buona pace se non ha nei pressi una targhetta di “acqua controllata biologicamente”), hai freddo? Mezzo metro di foglie di faggio sono già un buon lenzuolo. Estremizzando di meno, basterebbe far soggiornare questi malati in luoghi naturali, abitati da gente naturale, dai volti rubizzi, amanti della compagnia, del lavoro manuale e della semplicità. La vita si apprezza sul contrasto.
 
6) Parlaci ora del tuo libro precedente, “Come un filo che pende” (che tra l’altro sono ansiosa di leggere).
Libro sovversivo. Non posso definirlo diversamente un testo che va contro alle tendenze che ci vogliono far vivere in un mondo fatto di supersupersupermercati e discariche. L’inno di una vita diversa, forse utopica ma non per questo poco suggestiva perché sospesa tra leggenda e realtà, raccontata da un uomo che fino alla veneranda età di 94 anni, ha deciso di vivere da solo in un podere a 1100 mt slm, lassù dove la neve resta per sette mesi l’anno e la terra è magra, ripida e poco fruttifera. Libro di amicizia: tra me e Gildo, il protagonista. Il nonno che non ho mai avuto durante l’infanzia, il filo sospeso sul mio percorso di vita. Mi aspettava. Ha colmato un’assenza. Libro come viaggio nel tempo, nella mutevolezza di alcuni aspetti: l’infanzia, il mondo del lavoro, la famiglia, la guerra, le donne, il rapporto uomo terra ambiente. Un secolo di vita raccontato dal “pianoterra”, dalla visuale di un uomo che non si capiva quanto appartenesse al mondo naturale e quanto alla contemporanea e attuale umanità.
 
 7) Cosa hai provato nello scrivere la storia di Gildo, che narra il rapporto di un anziano contadino con la sua terra? Cosa hai provato nel raccogliere e custodire le sue testimonianze?  
I semi della storia di Gildo erano già dentro di me, dall’infanzia e poi su su. Gildo gli ha dato forma, espressione e contesto. A rinforzo di ciò è arrivata la stima, il rispetto, la benevola suggestione che quest’uomo infondeva, la sua incombenza di raccontare che si sposava con la mia propensione all’ascolto. Il libro( non c’era premeditazione di farlo) è un effetto collaterale di tutto ciò. Nel raccogliere e custodire le testimonianze di quest’uomo ho provato una moltitudine di sensazioni: orgoglio perché mi sentivo riconosciuto come colui che aveva la possibilità di imbalsamare e tramandare una memoria di un uomo, anzi di una cultura intera, imbarazzo perché ero visto come lo scrittore, emozione perché si venne a creare un’ incredibile alchimia, dispiacere perché sentivo che quello era il testamento, canto di cigno di un uomo che sapeva di essere al capolinea. Infine, serenità. Perché Gildo, uomo di neve, era soprattutto serenità, umana quiete.
 
8) Racchiudi in poche righe (servendoti anche di una citazione se preferisci) la tua filosofia di vita. 
Azz..che domandona…. Tolleranza, rispetto, solitudini positive ed essenzialità. 
9) Se tu fossi un albero, quale saresti? 
Per identificazione con le “mie Montagne” sarebbe semplice e scontato risponderti con “un castagno”. Il mio albero preferito è la betulla, ma dovendomi somigliare a qualcos’altro preferisco dirti un ciliegio selvatico, uno di quelli che, improvvisamente, appaiono nel bel mezzo di un bosco. E’ albero precoce nel risveglio a primavera, così come lo sono io nello svegliarmi all’alba. Colorato perché non c’è mese che non acquisisca una livrea diversa. Ha il legno rosso dei timidi, l’orgoglio dei soli, la passione di chi sa voler bene testimoniata dalle foglie rosso sangue in autunno. Sembra un colosso ma, ogni tanto, perde un ramo.
 
10) E adesso, un’ultima curiosità prima di chiudere: la tua stagione preferita? 
Odio l’estate: noiosa nel suo fermo-meteo, troppo ridanciana e falsa per essere vera. Mi piacciono primavera ed autunno per la loro variabilità, per quella loro insicurezza di lasciare inverno ed estate. Ecco, dovendoti dare una risposta secca, ti dico “inverno”: vorrei sempre avere neve intorno. Spenge ed acquieta la mia indole primaverile, la neve. Speriamo nevichi, presto.
Bene Federico, l’intervista è finita. Grazie per aver accettato di essere mio ospite e tanti auguri per il tuo futuro e i tuoi libri!

lunedì 28 ottobre 2013

Settimana Stregata # 40


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
In questa rubrica intendo segnalarvi tutti gli appuntamenti che potrete trovare sotto le fronde degli alberi della mia Foresta. In questo contenitore potrete trovare inoltre:

- Indicazioni sulla fase lunare in corso
- Festività ed eventi importanti della settimana (quando ce n'è)
- La mia lettura in corso e le eventuali letture successive
- L'aforisma della settimana
- Avvisi

E dopo le consuete presentazioni, cominciamo!

Passo a presentarvi la mia lettura della settimana. Dopo aver terminato la lettura del libro "Il regno dei gufi" di Martin Hocke, ho deciso di non discostarmi troppo dal regno animale, così ho iniziato questo romanzo:



Quale lettura vi sta accompagnando in questi giorni?
 
Veniamo adesso a  cosa leggerò dopo. Credo che quasi sicuramente mi lancerò su un libro che desideravo da molto tempo e che finalmente è entrato a far parte della mia grande famiglia di libri.Sì, lo so che ho detto di volerlo iniziare già da un po', ma con la lettura vado molto a periodi, quindi mi è difficile pianificare con certezza le letture in anticipo. Comunque sia il libro in questione è questo:


Ed ora passiamo agli appuntamenti che troverete qui nella mia Foresta a partire da domani.
Questo martedì vi aspetta l'intervista a Federico Pagliai, autore de "Il bosco di nessuno di voi". Mercoledì troverete un post tutto al naturale, che rinetrerà sotto l'etichetta "Ambiente e Natura" mentre giovedì vi aspetto con "Il Gufo Postino". Venerdì mi troverete qui come sempre con le tre luci e le tre ombre della settimana nella rubrica "Lights and Shadows". Sabato io e Yvaine vi aspettiamo invece per l'estrazione del Giveaway di Halloween!
Dalla scorsa settimana infatti è in corso sul mio blog e su Il Pozzo dei Sussurri della mia sorellina Yvaine un doppio Giveaway di Halloween! Non perdetevelo, mi raccomando =) Se vi è sfuggito, potete cliccare sulla seguente immagine, che vi porterà direttamente al post introduttivo.


Parlando invece di fasi lunari, questa settimana la Luna sarà calante fino a sabato, mentre domenica la Luna sarà nuova. Finchè la luna rimarrà calante, vi ricordo che possiamo permetterci di concederci qualche piccolo peccato di gola, poichè si tende ad assimilare di meno. Con la luna nuova invece si può digiunare al fine di depurare l'organismo e liberarsi delle cattive abitudini.

Festività
Il 31 ottobre, come sapete, ricorre Halloween, chiamata anticamente Samhain, ed è l'antico Capodanno Celtico.
Concludo il post con l'aforisma della settimana, che voglio dedicare agli animali:

"La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali."
Mahatma Gandhi

E con questo non mi resta che augurare un buon inizio settimana a tutti =)

domenica 27 ottobre 2013

Anteprima Fanucci: "Elantris" di Brandon Sanderson


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Qeusta sera torno sul blog per presentarvi un'interassantissima uscita che approderà nelle librerie italiane questa settimana. Volete sapere di che si tratta? Eccovi accontentati ;)


Titolo: Elantris
Autore: Brandon Sanderson
Casa editrice: Fanucci
Prezzo: 30,00  euro versione cartacea - 9,90 euro ebook
Pagine: 704
Data di uscita: 31 ottobre 2013

Trama: Elantris, la città degli dèi. Abitata da creature di una bellezza splendente, è un luogo di fulgore e magia. Un luogo di felicità eterna. Ma all’improvviso quell’eternità ha fine. Elantris diventa un luogo di tetra disperazione: i suoi abitanti, colpiti da un’orrenda maledizione, diventano misere creature i cui corpi hanno dimenticato di essere morti e la città diventa la loro tomba. E quella maledizione può colpire chiunque: anche Raoden, il principe ereditario del regno di Arelon. All’insaputa di tutti, il giovane viene rinchiuso tra le mura di Elantris, dove sarà costretto a fare i conti con una civiltà imbarbarita. Agli occhi del mondo lui è morto, anche per Sarene, la principessa che si preparava a diventare sua sposa, sperando, dopo una lunga corrispondenza, di trovare l’amore oltre le ragioni di Stato. Dovrà affrontare da sola gli intrighi di corte di Arelon e una nuova minaccia rappresentata da Hrathen, un alto sacerdote giunto dal regno ostile di Fjorden: è venuto per redimere Arelon o per distruggerla? Né Sarene né Hrathen sanno la verità su Raoden, ma forse sarà proprio lui a svelare il segreto dietro la maledizione di Elantris e a dare un nuovo futuro al suo regno. Un’opera ispirata e originale che ha rivelato Brandon Sanderson come una delle maggiori promesse della letteratura fantasy contemporanea.

* * *
Che ne pensate?

venerdì 25 ottobre 2013

Lights and Shadows # 48


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Eccoci ritrovati con questa rubrica che molti di voi conosceranno con altri nomi, infatti me l'hanno gentilmente ceduta Alice del blog Stargazer's Tides, Rowan del blog Ombre Angeliche e Reina del blog Il Portale Segreto
Si tratta semplicemente di riportare le tre cose migliori (luci) e le tre peggiori della mia settimana (ombre).
 
Tre luci:

- Il tempo trascorso con la mia dolce metà =)

- Nonostante le avversità, sto riuscendo a leggere più velocemente del solito =P

- La veloce videochiamata con la mia gemellina Reina ^_^


Tre ombre:

- Lo stress casalingo e i continui litigi -.-'

- Ho un principio di mal di gola

- Non trovare lavoro, nonostante la continua ed estenuante ricerca =(
 
E adesso ditemi: quali sono le tre luci e le tre ombre della vostra settimana?

giovedì 24 ottobre 2013

Green Music # 3


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Ed eccomi di ritorno con questa rubrica neonata che condivido con Enrico del blog Protestaverde, mio caro amico e gemello di blog con cui avevo già collaborato in passato.

L'idea è nata unendo le nostre passioni comuni, come l'amore per la musica e per la natura. Abbiamo scelto di aprire questa nuova rubrica perchè riteniamo che la musica abbia un grande potere comunicativo, e possa trasmettere all'ascoltatore oltre che emozioni anche messaggi importanti.
In questo spazio vi proporremo canzoni che si sono distinte per il proprio impegno nella difesa dell'ambiente, ma anche canzoni che parlino del rapporto uomo-natura in generale. La rubrica non avrà cadenza fissa, ma occasionale. 

Oggi vogliamo proporvi una canzone che ci ha colpito molto, sia per la sua poesia, sia per il grande amore nei confronti degli alberi e della natura che da essa trapela. Stiamo parlando di "L'abbraccio del noce" dei Lingalad.


Eccovi qui di seguito il bellissimo testo della canzone:

Sai, c'è una valle silenziosa
dove cresce un vecchio Noce,
da lontano già si vede.
La vita e le stagioni gli han lasciato
molte rughe sulla pelle,
i suoi anni sono tanti come le stelle della notte
e d'autunno le sue foglie 
sono petali incendiati dal sole.
E lo sai,
che nel volo sono ancor più belle 
e volteggiano ribelli
per respirare un'ultima goccia d'aria nella brezza,
e cadono a scaldare la terra
dal sospiro freddo della Luna.
Ma un giorno una scure colpì il suo tronco
e poi un altro colpo ancora
fece tremare tutti i rami.
E quando il suo destino pareva scritto
passò da quelle parti un uomo
e mise nella mani del boscaiolo alcune monete d'oro
e si comprò quella parte di bosco
e la vecchia casa lì vicino,
e in quella casa 
egli portò a vivere la sua sposa
e andò con lei sotto le fronde del Noce
e nelle notti chiare a far l'amore fra le sue radici,
a respirare quell'oceano di luci
che si specchiava in fondo agli occhi di lei.
Ma una notte la valle fu scossa da un rombo assordante,
e la terra si mise a tremare come non mai.
I due sposi abbracciati guardarono i muri contorcersi,
e si giurarono Amore davanti alla Morte e a Dio.
E sospesi rimasero i loro cuori 
finchè tornò il silenzio.
Gli sposi da quel giorno ringraziarono il Cielo 
per aver salvato loro la vita
e la loro tanto amata dimora,
ma si dice che nella notte in cui la terrà ruggì,
quando la casa stava ormai per crollare,
il vecchio Noce avvolse 
le sue pietre con mille e più radici,
finchè le mura non trovarono pace
e la valle ritornò nella quiete.
E lo sai,
che ogni prima notte d'inverno
i due sposi accolgono tra le mani 
del Noce l'ultima foglia
e l'affidano al fuoco del camino,
donando al cielo un soffio bianco e leggero,
che dell'inverno è il primo vero respiro.

Pensiero di Mirial:
Tra le poetiche parole di questa canzone meravigliosa si celano diversi significati, nessuno meno importante degli altri. Primo tra tutti, l'amore per la Natura, che trapela dalla poesia dei termini scelti. Per spiegare l'importanza degli alberi e della Natura, lo scrittore della canzone si serve del Noce non a caso: albero della trasformazione e della rinascita, simbolo anche di tesori nascosti e usato in passato come portafortuna. E qui veniamo agli altri significati disseminati per il testo...
Il Noce, albero possente e maestoso, rigoglioso e pieno di vita, viene minacciato dall'uomo, quello stesso uomo che disbosca senza pietà nè scrupoli, noncurante delle ripercussioni che avranno in futuro le sue scellerate azioni. Per fortuna però, passava nel bosco un altro uomo, che compra appena in in tempo il terreno su cui poggiava le sue radici il vecchio Noce. L'albero, a dimostrargli la sua profonda riconoscenza per averlo salvato, proteggerà il suo salvatore e la sua sposa durante un terremoto: grazie alle sue possenti radici, impedirà infatti alla casa di crollare. Il messaggio che passa dunque è che la Natura ripaga sempre chi si prende cura di lei, e credetemi, non c'è niente di più vero! Senza contare l'importanza che gli alberi hanno sul nostro pianeta... disboscando, non solo laceriamo i polmoni della Terra, ma impediamo anche agli alberi di compiere le loro importantissime funzioni, tra le quali quella di regolare il magnetismo terrestre, di impedire al terreno di franare grazie all'azione delle radici... e molto altro ancora. Peccato che siamo diventati troppo egoisti per poter sentire il lamento del nostro pianeta. Fortunatamente però, esistono ancora le eccezioni ;)

Pensiero di Enrico:

Questa canzone ci racconta una storia d'amore, una storia di rispetto e stima reciproca. Non solo tra gli uomini, ma tra uomo e natura.
Un rapporto spesso difficile, rovinato dai mille interessi del primo, governato dal dio denaro, il quale non riesce più neanche a godersi il mondo in cui vive per ottenere profitto.
Questa canzone è un inno a valori che vanno al di la del denaro o dell'interesse personale; è un inno alla vita, alla semplicità, al sapersi accontentare e al piacere di poter vivere in un mondo sano e lontano da  quello che siamo abituati a vedere.
Inoltre, in questa storia musicata l'albero, dopo il gesto dell'uomo, lo ripara da morte certa.
Per quanto romanzato possa sembrare questo passaggio, trovo che in realtà porti con se un significato altissimo; la natura, se rispettata, non solo ci sa offrire tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere, ma è pure in grado di venirci incontro, di ricambiare i nostri gesti offrendoci protezione e rispetto. Ricordo a riguardo una citazione di F. Bacon, che trovo incredibilmente moderna ed espressiva; "la natura si domina servendola".
Questa canzone ci insegna come la natura possa darci molto, ed è in grado di ricambiare i nostri sforzi per essa. E' difficile da spiegare, ma quando mi trovo in un bosco mi sento al sicuro, mi sento normale. In fondo lo è (normale), il "selvaggio" altro non è che la nostra origine, ciò da cui deriva la nostra specie e c'è parte di esso in ognuno. Basta ascoltarlo. Basta provare a dar voce a quel bisogno interiore che ci spinge a cercare, a non accontentarsi, al voler vivere. 
Detto questo non mi resta che lasciarvi tra le braccia del noce, e delle note stupende con cui i Lingalad hanno espresso questa storia.
Voi che ne pensate?


mercoledì 23 ottobre 2013

Piccoli gatti crescono

Bentornate nella mia Foresta Incantata creature del bosco!
Come state? Oggi, dopo tanto tempo, voglio mostrarvi qualche foto della mia gattina, che cresce velocemente purtroppo, e che ci fa straripare il cuore di gioia e amore.
Guardate qui com'è carina la mia dolce Penny ^_^


Adora starsene nei pressi del mio portatile, sia dietro lo schermo che sopra la tastiera. Qui si stava godendo lo spettacolo, con le zampine appoggiate alla tastiera, mentre io scorrevo una pagina di immagini XD


Il primo freddo comincia a farsi sentire in casa, e Penny sonnecchia felicemente sul piumone del letto di mia sorella *_*


Quando dorme, a volte si stringe ai suoi giochini, in questo caso un galletto della Trudy che ci ha spudoratamente rubato =P


E ogni posto è buono per dormire, compreso il mio cestino del cucito XD stavo ricamando e lei voleva stare con me a tutti i costi... all'inizio ha cominciato a giocare con il filo e l'ago che tenevo in mano e dopo una bella strigliata ha deciso che forse era meglio trovare un compromesso... dunque si è impossessata del cestino, che però era meno comodo di quanto pensasse. La zampina posteriore infatti continuava a scenderle XD che buffa!



Se c'è un'altra cosa che Penny adora, è giocare con i tappeti, quello del bagno poi la fa impazzire! Ci salta sopra e se lo trascina dopo aver preso la rincorsa a mo' di tappeto volante! XD e poi ovviamente ci si nasconde sotto ^_^

Spero che le mie foto feline vi siano piaciute e vi saluto, con la promessa di postarvene altre prossimamente =)


martedì 22 ottobre 2013

Libri che... fanno parte di una saga che non ho finito (#29)


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Questa rubrica la condivido con la mia gemellina Reina del blog Il Portale Segreto e ci terrà compagnia a martedì alterni. Essa consiste nel presentarvi fino a un massimo di sette libri inerenti uno stesso tema scelto di volta in volta da noi. Per ognuno di essi spiegheremo brevemente i motivi che ci hanno indotto a sceglierlo. Se volete partecipare, potete postare i vostri libri inerenti al tema della settimana in un commento sotto al post =)

Il tema da noi scelto questa settimana è:

Libri che fanno parte di una sada che non ho finito

I libri scelti da me sono:

"Le nebbie di Avalon" di Marion Zimmer Bradley: ho letto questo primo volume della saga e mi è bastato. Non mi è piaciuto per niente, nonostante l'inizio promettesse bene. Forse non l'ho capito fino in fondo, sta di fatto che non ho sopportato nè lo stile dell'autrice nè il suo punto di vista, quindi non riuscirei a leggere altro di suo.

"Il leone, la strega e l'armadio" di C.S. Lewis: ho letto questo libro più volte da bambina, ma non ho mai letto la saga di Narnia per intero. Non c'è un motivo particolare, semplicemente una volta avevo solo il volumetto che conteneva questo libro, solo da grande ho comprato la saga intera, ma non ho ancora avuto modo di leggerla =P

"Intervista col vampiro" di Anne Rice: Ho letto i primi tre volumi che compongono la saga dei vampiri, poi non ho più continuato perchè ho trovato che l'autrice sia caduta nella banalità e nella ripetitività. I primi due volumi mi sono piaciuti parecchio però!

"Ayla figlia della terra" di Jean M. Auel: un libro davvero molto bello, letto la scrosa primavera. Avevo intenzione di leggere tutta la saga, difatti avevo cominciato anche il secondo volume. Poi però si era rivelato talmente diverso dal primo, che non sono riuscita a continuarlo e ho deciso di interrompere la saga.

"Eragon" di Christoper Paolini: Avevo iniziato questa saga da adolescente e mi stava piacendo non poco. Ho letto anche "Eldest", ma purtroppo i seguiti ci avevano messo un po' ad uscire, io sono cresciuta e le mie esigenze letterarie sono diventate altre, così ho interrotto la saga =(


"La guerra degli elfi" di Herbie Brennan: letto da bambina ed amato, non sapevo neppure che ne avrebbero fatto una saga! L'ho scoperto quando ero più grande, ma non so come mai non mi sono mai decisa a comprarne e leggerne i seguiti xD


"La straniera" di Diana Gabaldon: concluso da poco e detestato in alcuni momenti, non ho intenzione di leggere la lunghissima saga che ha inizio da questo libro, che sconsiglio e che mi è costato tantissima fatica per finirlo.

Voi che ne pensate? Avete altri titoli da aggiungere a quelli sopracitati?



lunedì 21 ottobre 2013

Settimana Stregata # 39


Bentornati nella mia Foresta Incantata!
In questa rubrica intendo segnalarvi tutti gli appuntamenti che potrete trovare sotto le fronde degli alberi della mia Foresta. In questo contenitore potrete trovare inoltre:

- Indicazioni sulla fase lunare in corso
- Festività ed eventi importanti della settimana (quando ce n'è)
- La mia lettura in corso e le eventuali letture successive
- L'aforisma della settimana
- Avvisi

E dopo le consuete presentazioni, cominciamo!

Passo a presentarvi la mia lettura della settimana. Anche questo weekend, come lo scorso, sono stata via, e non ho potuto dedicarmi alla lettura. Di conseguenza, sono ferma sullo stesso libro da tre settimane ç_ç mi sta piacendo, ma non vedo comunque l'ora di finirlo!
 

Quale lettura vi sta accompagnando in questi giorni?
 
Veniamo adesso a  cosa leggerò dopo. Credo che quasi sicuramente mi lancerò suun libro che desideravo da molto tempo e che finalmente è entrato a far parte della mia grande famiglia di libri:


Ed ora passiamo agli appuntamenti che troverete qui nella mia Foresta a partire da domani.
Questo martedì vi aspetta il consueto appuntamento con la rubrica "Libri che...", che condivido con la mia gemellina Reina del blog Il Portale Segreto. Mercoledì troverete una nuova puntata della rubrica "Green Music", che gestisco insieme ad Enrico del blog Protestaverde, mentre giovedì vi aspetto con "Il Gufo Postino". Venerdì mi troverete qui come sempre con le tre luci e le tre ombre della settimana nella rubrica "Lights and Shadows"
Vi ricordo che da ieri è in corso sul mio blog e su Il Pozzo dei Sussurri della mia sorellina Yvaine un doppio Giveaway di Halloween! Non perdetevelo, mi raccomando =) Se vi è sfuggito, potete cliccare sulla seguente immagine, che vi porterà direttamente al post introduttivo.


Parlando invece di fasi lunari, questa settimana la Luna sarà calante. In questa fase lunare possiamo permetterci di concederci qualche piccolo peccato di gola, poichè si tende ad assimilare di meno. E' un buon momento per affrontare interventi chirurgici e per dedicarsi ai lavori di casa. 
 
Concludo il post con l'aforisma della settimana:

"La Terra ha risorse sufficienti per i bisogni di tutti, ma non per l'avidità di tutti."
Mahatma Gandhi

E con questo non mi resta che augurare un buon inizio settimana a tutti =)

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