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venerdì 30 settembre 2011

Novità che non interesseranno a nessuno, ma che ho comunque voglia di riportare

Ecco, nel titolo vi ho già rivelato che questo post sarà terribilmente noioso per chi non si interessa alla vita di una perfetta sconosciuta, ma io ho comunque voglia di scrivere qualcosa e di dedicare un po' di tempo e un po' di spazio con i deliri della mia mente così incostante, così tremendamente piena e affollata che io stessa stento a dividere tutte le voci delle persone che la occupano deliberatamente e a sciogliere la matassa intricatissima dei miei pensieri.
Santo Cielo, cominciamo bene! Una frase di ben nove righe come incipit... niente male, non vi pare? O.o
Tutto questo per dire che ho proprio voglia di scrivere qualcosa, visto che considero questo blog come se fosse un diario-raccogli-pensieri.
Come avevo già annunciato qualche post fa, è un periodo abbastanza pieno. Ma questo lo saprete già, e non intendo tediarvi oltremodo con queste cose. 
Lo studio mi sta uccidendo, fra pochi giorni dovrò sostenere un esame che non sono neppure sicura di passare, visto che sto ancora studiando come una pazza per scalare in pochissimo tempo la vetta della conoscenza... ma ahimè non ne raggiungerò mai la cima, e di questo devo proprio rassegnarmi. 
Prima di tutto perchè l'esame che dovrò dare non riguarda certo tutto il Sapere, e poi perchè la materia di studio in questione mi sta facendo sentire terribilmente piccola a confronto di tutto quello che potrei conoscere! 
Sì, lo studio mi fa questo strano effetto, forse è uno dei suoi effetti collaterali, ma sul foglietto illustrativo non c'era scritto quando ho deciso di intraprendere questo cammino... 
Fatto sta che quando studio inizio a sentire una sete di conoscenza impossibile da calmare, mi viene voglia di approfondire, e approfondire e ancora approfondire e inesorabilmente finisco per perdermi in un labirinto senza uscita. E' questo il motivo per cui mi ci vuole un sacco di tempo per preparare un esame: mi perdo negli approfondimenti degli approfondimenti, è davvero assurda come cosa! 
Tuttavia non posso farne a meno, proprio perchè ho voglia di scavare a fondo, così tanto da graffiarmi le mani, per trovare quell'acqua che, almeno per un po', potrebbe dissetare la mia arida gola. Adoro perdermi nelle ricerche sfrenate sul web, ancora meglio se si tratta di libri polverosi presi da uno scaffale a caso di una biblioteca in un giorno qualsiasi di pioggia o di sole, non ha importanza, purchè abbastanza noioso da potermi permettere di gioire ancora di più del fatto che ho potuto migliorare quella stessa giornata con un semplice libro fatto di carta, profumi e pensieri. Adoro fantasticare e immaginarmi nei panni di una nuova Indiana Jones al femminile, con il mio bel berretto da esploratrice, a mo' di Jane (la moglie di Tarzan per intenderci), e andare alla scoperta del mondo, dei suoi misteri e segreti.
Ah, come mi piacerebbe poterlo fare! Basti pensare che un giorno dello scorso inverno, annoiata e non sapendo cosa fare, decisi di andare a fare un giro nella biblioteca della città in cui studio. Girovagai per gli scaffali senza una meta precisa, alla ricerca di qualcosa di indefinito, seguendo la voce che i libri mi sussurravano (ok, non prendetemi per pazza o visionaria, ma chi ama leggere quanto me sa bene che ogni libro ha la capacità di attrarre a sè il primo lettore che incappa nella sua rete). Cercavo un libro di mistero. Lo trovai e trascorsi ore a leggerlo seduta ad un tavolo, annotando appunti su un quaderno finchè la biblioteca non chiuse e io dovetti tornare a casa... ma il libro che avevo trovato me lo portai dietro, chiedendolo in prestito. Inutile dirvi che a casa, nella mia stanza, non c'era la stessa atmosfera arcana che respiravo in biblioteca...
Per rimanere in tema libri, ho avuto modo negli ultimi giorni di poter modificare alcune parti del libro che sto scrivendo. Mi stupisco sempre di più di come questo libro stia crescendo piano piano, e non parlo del volume delle sue pagine, beninteso. Sto parlando della sua 'crescita intrinseca'. La crescita della sua storia. Quasi mi commuove rileggerlo, se ripenso a quante cose sono cambiate da quel giorno in cui cominciai a scriverlo. Sono cambiate anche le aspettative, così come i personaggi e la storia iniziale che avevo pensato. Si può dire che sia letteralmente cresciuto con me... ho buttato giù le primissime idee all'età di 17 anni e adesso ne ho 21. Quattro anni sono tanti, sì, ma ho scritto ancora troppo poco (circa 200 pagine di libro e un quadernone ad anelli colmo di appunti e disegni). Ho dovuto modificare a più riprese la storia, che inizialmente non mi soddisfava a pieno, l'ho abbandonata per quasi due anni e alla fine, quest'estate, mi sono decisa a riprenderla e a portarla avanti. Tuttavia non mi sento la creatrice di questa storia, anzi, mi sento parte di essa, quasi come se io stessa potessi vivere le storie che racconto insieme ai personaggi. Molte volte chiedendo consiglio a persone a me vicine per delle cose che riguardano il mio libro mi viene chiesto se ho in mente cosa succederà più avanti, oppure perchè ho scritto una cosa piuttosto di un'altra. E allora rispondo che la storia prende forma da sè, come se i personaggi che ho 'creato' mi comunicassero le loro avventure chiedendomi di riportarle su carta. E' come se quei personaggi esistessero veramente da qualche parte, è una sensazione strana da spiegare, ma forse potrà comprenderla meglio chi, come me, ha letto la trilogia di "Cuore d'Inchiostro" di Cornelia Funke (se vi interessa la recensione, potete trovarla nel mio post La Trilogia del Mondo d'Inchiostro). Sono terribilmente affezionata a quei personaggi, partoriti dalla mia mente, così vivi, così simili a quello che sono stata, che sono diventata e che vorrei essere in futuro. Amo questa storia come non ho mai amato nessun libro scritto di mio pungo prima di esso... sì, ne avevo iniziati almeno tre, ma tutti hanno finito per essere infantili a causa della mia giovane ed immatura età oppure insoddisfacenti per mancanza di ispirazione.
Dopo avermi annoiato abbastanza con i miei pensieri e strambi entusiasmi, vi saluto, con la speranza che in questo blog e in questo post qualcuno possa ritrovarsi... 
Un saluto a tutti, miei cari seguitori! E vi prego di perdonarmi se nei prossimi giorni sarò assente, ma il dovere e il sapere mi chiamano!

Il Calderone # 5: "Re Artù e l'isola di Avalon: tra realtà e leggenda"


Benvenuti a tutti!
Ammetto che inizialmente non volevo trattare di misteri e leggende per così dire 'classici', ma alla fine mi sono lasciata trascinare da questo personaggio leggendario che mi ha sempre incuriosita.

Torniamo dunque indietro nel tempo: siamo nel IV secolo d.C. L'impero romano è in declino e nella Bretagna di allora gli Angli e i Sassoni scacciano i Bretoni oltre la manica. Artù, o Arthur, era un re gallico, nonchè valoroso guerriero, forse esistito realmente nel V secolo.  
A questo punto però mi tocca già fare una precisazione: nelle prime cronache latine egli viene rappresentato come un capo militare, il Dux Bellorum appunto. E' solo negli ultimi romanzi cavallereschi che viene considerato come un Re e un Imperatore. In una società come quella antica l'unico modo per tramandare le sorie e le gesta degli eroi era quello di raccontarle oralmente. L'onorevole compito spettava a bardi e menestrelli, che cantavano con passione le canzoni delle imprese eroiche di alcuni personaggi, tra cui anche Artù. Man mano che gli anni aumentavano, anche le notizie che riguardavano questi eroi si arricchivano di particolari sempre nuovi, ma questo non significa che rispecchiasso la realtà dei fatti. Stessa sorte sarà capatita al leggendario Artù, che da capo militare divenne Re. 
Il dibattito sulla figura storica di questo personaggio iniziò nel Rinascimento, quando la dinastia Tudor rivendicò una diretta discendenza da Artù, e ad oggi non ha ancora trovato una soluzione definitiva.
Purtroppo dell'Artù storico - se mai è esistito - si conosce ben poco. Lo stesso nome Arthur non fornisce nessuna indicazione sulla sua origine. Potrebbe derivare dal latino Artorius (ovvero un rappresentante locale dell'Impero Romano), dal gaelico Arth Gwyr ("Uomo Orso") oppure da un dio del pantheon celtico, forse il simbolo della terra stessa (Art = roccia da cui l'inglese Earth). Negli scritti dell'epoca troviamo alcuni nomi di personaggi che possono avvicinarsi alla figura di Artù che conosciamo oggi:
  • il principe britanno Arturius, figlio di Aedàn mac Gabrain, re di Dalriada: citato dall'agiografo Adomnan da Iona nell'VIII secolo
  • il dux bellorum Arturius, comandante dei britanni durante la battaglia contro i Sassoni al Mons Badonis (forse Bath): citato dallo storico Nennio nell' "Historia brittonum" del IX secolo
  • gli "Annales Cambriae" redatti nel X secolo descrivono la sua morte e quella del traditore Medraut (che la leggenda chiama Mordred) nella battaglia di Camlann in una data non definita.
Artù diventa protagonista delle narrazioni gallesi intorno al 600 d. C., dunque nel VII secolo. Nell'XI secolo era considerato dagli inglesi un eroe nazionale e le sue imprese - diffuse appunto dai bardi - erano note non solo in Gran Bretagna, in Irlanda e nel nord della Francia, ma anche nella lontana Italia. Ma l'Artù celtico e britannico era un personaggio che i romani avrebbero definito come un barbaro. 
Fu l'inglese Geoffrey de Monmouth a dare il via al processo che avrebbe trasformato Re Artù da monarca barbaro a simbolo messianico di Re-Sacerdote. Tra il 1130 e il 1150 Geoffrey tracciò una precisa e fantasiosa genealogia del sovrano, recuperando e reinterpretando la leggenda in chiave cristiana. Egli pose le basi del ciclo arturiano, battezzando la mitica isola di Avalon, il sepolcro in cui Artù sarebbe risorto quando l'Inghilterra avrebbe avuto ancora bisogno di lui. Ma fin dove arriva la realtà e dove inizia la leggenda?
Gran parte della vita di Artù redatta da Geoffrey de Monmouth è un'invenzione dello scrittore, e una buona parte proviene da materiale tradizionale di origine incerta. Egli ci racconta che re Artù era figlio di Uther Pendragon e di Igraine. Sarebbe nato nel castello di Tintagel intorno al 460 d.C. e sarebbe morto sul campo di battaglia di Camlann nel 537 d.C., ucciso dal figlio di Mordred e Morgana, sorellastra dello stesso Artù. Intorno alla storia di quest'ultimo gravitano personaggi più o meno fantasiosi la cui realtà storica oggi non è più rintracciabile in alcun modo poichè deformata dalla leggenda. Tuttavia i luoghi in cui visse Artù possono essere riconosciuti in alcuni siti tutt'ora esistenti. 
Ancora oggi esistono rovine di un castello a Tintagel, su un promontorio della costa della Cornovaglia, sotto il quale esistono effettivamente resti di età tardoromana. Il periodo di fioritura di Tintagel è coerente con la cronologia tradizionale della saga. 


Nessuna targa con il nome di Camelot è stata ritrovata sulla collina di South Cadbury, nel Somerset, dove la tradizione vuole che Artù avesse la sua reggia. Anche qui tuttavia gli scavi hanno riservato sorprese: i resti di un grande edificio costruito tra il 460 e il 500 d.C., in piena età arturiana dunque, dove era utilizzato lo stesso vasellame di Tintagel. South Cadbury era un complesso importante, un quartier generale fortificato in grado di ospitare un re con il suo esercito. 




La tradizione poi identifica Glastonbury con la leggendaria Avalon, dove Artù sarebbe stato sepolto. Tuttavia Avalon era un'isola circondata dal mare, contrariamente a Glastonbury.  
Ebbene, oggi abbiamo la certezza che Glastonbury nell'Alto Medioevo era circondata dalle acque di una vasta palude, dalla quale emergeva come un'isola. Secondo le leggende locali a Glastonbury si spalancava la porta ("Tor") degli inferi o al regno sotterraneo delle fate. Secondo alcune teorie la parola Avalon è una translitterazione inglese del termine celtico "Annwyn", il regno delle Fate, o Neverworld. Geoffrey de Monmouth ha dato al nome il significato di "Isola delle Mele", cosa molto probabile visto che in Bretone il termine per "mela" è proprio Aval. Inoltre la tradizione vuole che in ogni luogo in cui vi sia un albero di mele vi abitino le Fate e a Glastonbury questi alberi non mancano di certo. Qui inoltre vi sono oggi i resti di un'abbazia che sarebbe stata costruita a sua volta sopra i ruderi di un'antica chiesa voluta da Giuseppe d'Arimatea, colui che avvolse il corpo di Gesù con un lenzuolo e lo depose nel sepolcro.  
Durante i lavori di costruzione dell'abbazia, i cui resti sono tutt'oggi visibili, fu ritrovata una croce tombale di piombo con sopra la scritta "Hic iacet inclitus Rex Arturius in insula Avalonia" (Qui nell'isola Avalonia è sepolto il famoso Re Artù) insieme alla tomba con i resti di un uomo, alto due metri e quaranta centimetri, e una donna, identificati con Artù e Ginevra. Tuttavia questa testimonianza è assai dubbia in quanto i resti ritrovati potrebbero appartenere a chiunque, inoltre la croce pare essere un falso.

Come potete vedere, la leggenda di Re Artù è destinata a rimanere senza risposta. Quel che è certo però è che, se mai fu esisitito, egli era molto diverso da come noi lo immaginiamo oggi. 

Fonti:
http://www.mitiemisteri.it/leggende/leggende_di_re_artu.html
http://mariapaolavannucchi.xoom.it/la_%20leggenda_di_re_artu.htm 
http://sognodisangue.forumcommunity.net/?t=6579364 


Vi do appuntamento, come sempre, a venerdì 7 ottobre con Il Calderone # 6. Buon weekend a tutti!

martedì 27 settembre 2011

Teaser Tuesday # 3: "Intervista col Vampiro"


Benvenuti al terzo appuntamento con la rubrica settimanale Teaser Tuesday! 
Come sempre, riepilogo gli ingredienti di questa rubrica, per chi non li conoscesse e per chi volesse riproporla sul proprio blog:

- il libro che stai leggendo
- una pagina aperta a caso
- copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler
- rivelare l'autore e il titolo del libro

Molto bene, adesso siamo pronti per cominciare. Dato che i miei diversi impegni mi hanno impedito di portare a termine "Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello", per evitare di tediarvi e di riportare per la terza settimana consecutiva un estratto del testo, ho deciso di proporvi un libro che ho letto in passato, uno dei miei preferiti, e cioè "Intervista col Vampiro" di Anne Rice
Prima di iniziare devo farvi una piccola premessa: la storia è narrata in prima persona dal vampiro Louis, che si lascia intervistare da un giovane giornalista e gli racconta la sua storia. Per distinguere i dialoghi fra i personaggi del racconto di Louis e quelli che il vampiro tiene invece nel presente con il giornalista, i dialoghi del flashback li porrò fra due trattini, mentre quelli del presente tra virgolette:

Due bicchieri stavano sul vassoio d'argento. Sapevo che Lestat ne avrebbe riempito uno e si sarebbe seduto a contemplare il tenue color paglierino. E io, come in trance, giacevo sul sofà pensando che non m'importava nulla di quel che Lestat poteva fare. Devo abbandonarlo o morire, pensavo. Sì, morire. Volevo morire prima e lo volevo anche adesso. Lo vedevo con una chiarezza così dolce, una calma così assoluta!
- Tu sei malato! - sboffò Lestat improvvisamente. - E' quasi l'alba - . Scostò le tende di pizzo e io vidi le cime dei tetti sotto il cielo azzurro cupo, e sopra la costellazione di Orione. - Va' a uccidere! - mi intimò Lestat sollevando il bicchiere. Scavalcò il davanzale e udii i suoi piedi atterrare dolcemente sul tetto accanto all'albergo. Stava andando a prendere le bare, o perlomeno una. La sete cresceva in me come febbre e lo seguii. Il mio desiderio di morire era costante, come un puro pensiero della mente, svuotato d'emozione. Eppure avevo bisogno di nutrirmi. Come t'ho detto, allora non uccidevo le persone. Camminai per i tetti in cerca di topi. 
"Ma perchè... ha detto che Lestat non avrebbe dovuto farla cominciare con le persone. Vuol dire... che per lei era una scelta estetica, non morale?"
"Me l'avessi chiesto allora, t'avrei detto che era esteticaa, che desideravo comprendere la morte per stadi successivi.  Che la morte d'un animale mi procurava un tale piacere e una tale esperienza che avevo appena cominciato a capirla e desideravo serbare l'esperienza della morte umana per una comprensione più matura. Ma era morale, perchè tutte le decisioni estetiche sono morali, in realtà."
"Non capisco" disse il ragazzo. "Pensavo che le decisioni estetiche potessero essere completamente immorali. Come la mettiamo col clichè dell'artista che abbandona moglie e figli per poter dipingere? O con Nerone che suona l'arpa mentre Roma brucia?"
"Entrambe sono decisioni morali, al servizio d'un bene superiore, nella mente dell'artista. Il conflitto è tra la morale dell'artista e la morale della società, non tra l'estetica e la morale. Ma spesso non lo si comprende; è questa la rovina, la tragedia. Un artista che ruba dei colori in un negozio, per esempio, crede di aver preso una decisione inevitabile ma immorale, e si vede come decaduto dalla grazia; ne segue disperazione e meschina irresponsabilità., come se la moralità fosse un grande mondo di vetro che con una sola azione si può frantumare irrimediabilmente. Ma allora la questione non mi preoccupava granchè: allora ignoravo queste cose. Credevo di uccidere gli animali soltanto per ragioni estetiche e cercavo di eludere il grande interrogativo morale: se io, per la mia stessa natura, fossi o non fossi dannato. Perchè vedi, anche se Lestat non mi aveva mai detto niente sui diavoli o sull'inferno, io credevo d'essermi dannato quando ero passato dalla sua parte, come deve aver pensato Giuda quando si mise il cappio al collo. Capisci?"
Il ragazzo non disse nulla. Fece per parlare, ma si fermò. Per un istante chiazze di colore divamparono sulle sue guance.
"E lo era?" sussurrò.
Il vampiro restò immobile, sorridendo: un tenue sorriso che giocava sulle sue labbra come la luce. Il ragazzo lo stava fissando come se lo vedesse per la prima volta.
"Forse..." rispose il vampiro raddrizzandosi e accavallando le gambe. "...dovremmo affrontare le cose una alla volta. Forse dovrei continuare con la mia storia."

(pag.80)

venerdì 23 settembre 2011

Il Calderone #4 : "Il manoscritto di Voynich"



Salve a tutti! Siamo arrivati al quarto appuntamento con questa rubrica. Oggi vorrei parlarvi di un misterioso manoscritto della cui esistenza sono venuta a conoscenza solo pochi giorni fa. Il libro in questione è il Manoscritto di Voynich, che trae il suo nome da un antiquario russo, il quale lo acquistò per il suo negozio londinese dai gesuiti del collegio di Villa Mondragone, a Frascati nel 1912. E' universalmente noto come il manoscritto più misterioso del mondo, poichè tutt'oggi è l'unico libro scritto nel XV secolo che non sia stato ancora decifrato. Esso contiene immagini di piante mai viste ed è scritto in una lingua che non appartiene ad alcun sistema alfabetico/linguistico riconosciuto. 


Il volume è scritto su pergamena di vitellino ed è di dimensioni piuttosto ridotte (16 centimetri di larghezza, 22 di altezza e 4 di spessore). Attualmente ha 204 pagine, anche se in origine dovevano essercene 28 in più, andate perdute. Le illustrazioni presenti nel manoscritto ritraggono i soggetti più svariati: piante, fiori, strane costellazioni, diagrammi, ampolle, donne nude immerse in strane vasche contenenti un liquido scuro. Del manoscritto non esistono copie ed è conservato attualmente nell'Università di Yale, negli Stati Uniti. Fino agli inizi di quest'anno si era ipotizzato che questo testo fosse stato creato ad arte come falso nel XVI per perpetrare una truffa ai danni di Rodolfo II. Voynich aveva ritrovato all'interno del manoscritto una lettera di un certo Johannes Marcus Marci, scritta nel 1665. Quat'ultimo aveva scritto la lettera a un suo amico di Roma al quale aveva inviato il manoscritto affinchè lo decifrasse. Marci affermava di aver ereditato il manoscritto medievale da un suo amico alchimista e che il suo precedente proprietario, l'imperatore Rodolfo II lo aveva acquistato credendolo un'opera di Ruggero Bacone, meglio noto con il nome di Doctor Mirabils, scienziato, filosofo, alchimista e teologo inglese. 
A confutare questa teoria è stata la datazione ottenuta tramite la tecnica del Carbonio-14. L'esame ha verificato che le pergamene che costituiscono il manoscritto risalirebbero ad un periodo compreso tra il 1404 e il 1438.
Una delle piante raffigurate è quasi identica al comune girasole giunto in Europa all'indomani della scoperta dell'America e quindi successivamente al 1492; come poteva l'autore conoscere tale pianta se il libro sarebbe stato scritto in anni precedenti? 
In molti si sono cimentati nella decifrazione del registro linguistico, senza ottenere grandi risultati, fino all'11 novembre 2009, quando un informatico americano ha rivelato di essere finalmente riuscito nell'impresa che ha arrovellato gli studiosi per ben 500 anni. Secondo lui (il signore in questione si chiama Richard Roger) il manoscritto sarebbe il primo testo di calcolo della storia. Si tratterebbe dunque di numeri anzichè di lettere, a differenza di quanto si era creduto fino a quel momento, e più in particolare di algebra simbolica. Il manoscritto conterrebbe a suo parere un messaggio segreto nascosto nelle figure. Alla base del foglio da lui analizzato, ovvero il primo, era rappresentata una griglia 8x8, esattamente come quella della scacchiera, un simbolo massonico.  All'interno di questa griglia sono rappresentate delle lettere e dei numeri, dunque Roger ha supposto che fosse un sistema per spiegare come muoversi sulla scacchiera per leggere e scoprire i messaggi segreti, le immagini e i simboli. La prima pagina contiene le istruzioni per decifrare l'intero manoscritto. Roger ha concluso che il testo fu redatto in Italia dalla famiglia Longhi nel 1578, prendendo come riferimento l'anno di costruzione di villa Mondragone a Frascati dove il libro era conservato dai gesuiti. Roger sostiene che proprio il giardino della villa sia la chiave; la griglia rappresentata nel giardino si integra infatti con il primo foglio del manoscritto, il quale conterrebbe importanti segreti commerciali nascosti alla chiesa. Tuttavia Roger non ha ancora terminato la sua ricerca, chissà che nei prossimi anni non si sappia qualcosa di più preciso al riguardo.



Detto questo, vi do appuntamento come sempre al prossimo venerdì, 30 settembre 2011, con Il Calderone #5! Buon fine settimana a tutti!

giovedì 22 settembre 2011

Benvenuto Autunno!

L'odore inebriante della pioggia che si spande nell'aria. Gocce d'acqua in concerto sull'asfalto, tra le fronde degli alberi, su un prato o sulla spiaggia. Foglie dai mille colori che cambiano veste ogni giorno, ogni ora, per salutare l'estate che se ne va, che diviene un ricordo sempre più lontano. Cadono al suolo formando un morbido tappeto, un'accogliente coperta per gli animali in letargo. Lo scricchiolio dei rami, l'ululare del vento, il sonno della natura che finalmente si riposa dopo mesi di esuberanza e vitalità. La condensa sui vetri di una finestra che offusca la vista di chi sta guardando fuori con una tazza fumante di tè in mano. 
Questo è l'autunno: un tripudio di suoni, odori e colori, così belli, così inebrianti da farci sognare.

martedì 20 settembre 2011

Teaser Tuesday # 2: "La Compagnia dell'Anello"


Benvenuti al secondo appuntamento con questa rubrica! Prima di cominciare, vorrei riportarne le regole, per chi non le sapesse.

Gli ingredienti di questa rubrica sono:
- il libro che stai leggendo
- una pagina aperta a caso
- copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler
- rivelare l'autore e il titolo del libro


Mi dispiace per voi, ma per questione di tempo legato allo studio sto ancora leggendo il primo libro de "Il Signore degli Anelli" di J.R.R. Tolkien, dunque ecco la pagina che ho aperto a caso per voi oggi:

"Ebbene?", disse Grampasso. "Cosa aspettate ad aprire quella lettera?". Frodo osservò attentamente il sigillo prima di romperlo. Era quello di Gandalf. Nell'interno vi era il seguente messaggio, scritto con la calligrafia forte ma aggraziata dello stregone:

IL PULEDRO IMPENNATO, BREA
Giorno di Mezzo Anno, Calendario Contea 1418
Caro Frodo,
Cattive notizie mi sono giunte sin qui. Devo partire immediatamente. Faresti bene a lasciare Casa Baggins fra non molto e andartene dalla Contea prima della fine del mese di luglio., al più tardi. Tornerò appena mi sarà possibile, e se tu sarai già partito ti seguirò. Lasciami un messaggio in questa locanda, se passi da Brea. Puoi fidarti dell'oste (Cactaceo). Forse incontrerai un mio amico per strada: un Uomo alto, magro, scuro, che taluni chiamano Grampasso. Sa i fatti nostri e ti aiuterà. Va' a Gran Burrone: lì spero ci ritroveremo, finalmente. Se non dovessi venire prima della tua partenza, Elrond ti consiglierà sul da fare.
Affettuosamente tuo frettolosissimo
GANDALF


P.S. - [...] Non viaggiare di notte!
P.P.S. - Accertati che sia il vero Grampasso. ci sono un sacco di uomini strani in giro. Il suo vero nome è Aragorn. 


Non tutto quel ch'è oro brilla,
Nè gli erranti sono perduti;
Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza,
Le radici profonde non gelano.
Dalle ceneri rinascerà un fuoco,
L'ombra sprigionerà una scintilla;
Nuova sarà la lama ora rotta, 
E re quei ch'è senza corona.


P.P.P.S. - Spero che Cactaceo ti faccia avere questa mia al più presto. Un brav'uomo, ma la sua memoria è come un ripostiglio: non troverai mai quel che cerchi. Se lo dimentica lo arrostisco.
Buon viaggio!

Frodo lesse la lettera, quindi la tese a Pipino e a Sam. "Il vecchio Cactaceo ha combinato veramente un bel pasticcio!", disse. "Merita di essere arrostito."

(pag. 235 della trilogia completa)


lunedì 19 settembre 2011

Camelot: la nuova serie tv in onda su Joi dal 22 settembre 2011

Buon pomeriggio a tutti...
Tra qualche giorno approderà nelle tv italiane una serie televisiva molto attesa, "Camelot", che narra l'ascesa al trono di Artù. 
Le vicende di Artù, Merlino, Ginevra e gli altri personaggi della saga dovevano essere rappresentati in ben cinque serie, ma a quanto pare quelle successive alla prima non verrano realizzate. 


Adesso, dico: ho iniziato a vedere le puntate in streaming in lingua originale. Il film a mio parere è davvero ben fatto, magari non è del tutto fedele alla saga arturiana, ma mi sembra comunque degno di essere visto. Il cast è ben scelto, la scenografia non è deludente e la trama avvince lo spettatore e lo tiene incollato alla poltrona... insomma, perchè interrompere una serie del genere? La cosa che più mi fa arrabbiare però è che l'ultima puntata della serie non è conclusiva, anzi: lascia tutto in sospeso e lo spettatore resta in piedi sull'orlo del precipizio! Ma che razza di finale è? Posso capire che ci siano dei problemi di produzione, nessuno dice il contrario, ma acciderbolina! Per lo meno fate una puntata in più che possa in qualche modo concludere l'ultima puntata! La scusante è che la produzione non sapeva prima di non dover realizzare più le serie successive, ma a mio parere un finale dovrebbero darlo, almeno per quegli spettatori che, come me, sono rimasti saldamente ancorati davanti allo schermo per vedere una fine che non esiste...

domenica 18 settembre 2011

Di tutto un po'

Buonasera a tutti voi!
Che periodo... intenso, noioso, ricco di aspettative e sogni da realizzare, stancante, stressante, prolifico... e chi più ne ha più ne metta! Insomma, sto attraversando un periodo piuttosto 'pieno'. 
Tanto per cominciare pieno di studio: gli esami si avvicinano sempre di più e io sono ancora in alto mare. Avrei tre esami da dare e sarà già un bel miracolo se riuscirò a darne due, uno dei quali preparato in una sola settimana... be' la corsa contro il tempo è iniziata da un po'! Spero di arrivare in tempo alla meta.
E' dunque un periodo pieno di ansia e di stress, spesso accompagnato da tisane da sorseggiare la sera prima di andare a dormire. Tuttavia l'ansia non è sempre negativa; può anche testimoniare una voglia di fare, di realizzare qualcosa nel tempo più breve possibile. 
Sì, i miei piccoli e grandi progetti per il futuro mi rendono ansiosa. Sono ancora in fase di costruzione, non sono ben definiti purtroppo, ma un disegno generale è già ben chiaro nella mia mente e spero vivamente di riuscire a realizzare tutto quello che ho in mente, o almeno la gran parte delle mie congetture. 
In un periodo così pieno di cose da fare e a cui pensare non è così semplice dedicarsi ai piccoli piaceri quotidiani, come può essere leggere un libro, scrivere una lettera a qualcuno (ebbene sì, scrivo ancora lettere, rigorosamente a mano u_u) o passare un po' di tempo con le persone a cui si vuole bene, ma sono riuscita a trovare qualche piccolo compromesso, una piccola via di mezzo che mi consente di potermi dividere tra i miei interessi e i miei doveri. Studiando tutto il giorno ho deciso di dedicare le mie serate a tutto quello che non è studio, dunque passeggiate al chiaro di luna, letture fantasy, progettazione e scrittura del mio libro - che aimè ho trascurato un po' nelle ultime due settimane - film, chiacchierate e informazione accanita su come poter realizzare i miei progetti per il futuro, sia quello più lontano che quello più vicino. Come vi ho rivelato nel post del Kreative Blogger Award, il mio grande sogno sta diventando sempre di più quello di poter aprire una libreria tutta mia. Ma le librerie non nascono dal nulla; ci vuole informazione, ma soprattuto ci vogliono soldi e possibilità e anche tanta, tanta fortuna. Ecco perchè mi sto informando sin da ora su come poter realizzare questo progetto. Se tutto dovesse andare per il meglio, tra un anno (al massimo un anno e mezzo) dovrei laurearmi. A quel punto inizierebbe la mia vita, quella vera, perchè lo studio e la vita fuori casa non sono sufficienti ad insegnarti come si viva davvero. Dovrò cercarmi un lavoro, sistemarmi come si deve, decidere concretamente cosa vorrò fare, dove abitare... Non sono scelte semplici, proprio per questo ho deciso di iniziare ad informarmi su tutto ciò che mi interessa.
A proposito di interessi - anche se non centrano niente con quello che stavo dicendo qui sopra - in questo periodo ho una voglia matta di leggere! Sto leggendo Il Signore degli Anelli, come ormai avrete capito se avete dato un'occhiata alla rubrica Teaser Tuesday. La storia è appena cominciata, quindi vorrei divorarmi il libro in un sol boccone, e invece mi tocca aspettare a causa dello studio! Che disdetta... Come se non bastasse è uno di quei momenti in cui sono talmente affamata di libri che leggerei un sacco di cose contemporaneamente pur di soddisfare la mia fame di carta. In lista di attesa c'è tutta la saga di Harry Potter, che avevo quasi concluso un bel po' di anni fa, ma che avevo poi messo da parte. Ebbene, a distanza di circa 5 anni dall'ultima volta che ho letto i libri della Rowling, adesso mi sono decisa a ricominciare questa splendida saga e a concluderla, finalmente. Altra saga in attesa di essere letta è quella delle Cronache di Camelot di Jack Whyte, della quale sto ancora ricercando alcuni volumi che mi mancano. 
E' un momento di particolare ispirazione questo, non solo per la lettura, ma anche per la fotografia. Sì, è una delle mie passioni, anche se non sono molto brava. Tutti gli anni mi prometto di dover fare delle foto degli alberi e dei colori dell'autunno - la mia stagione preferita - che in un luogo poco distante da dove abito sono particolarmente suggestivi e artistici, ma non sono ancora riuscita a fare nessuno scatto. Chissà se quest'anno ci riuscirò... se scatterò qualche foto, dedicherò un post al riguardo, sempre che la mia macchina fotografica decida di funzionare correttamente e di regalarmi qualche scatto degno di essere ammirato da qualcuno!
Un'altra cosa che mi manca particolarmente sono le passeggiate in posti più o meno incontaminati. Adoro immergermi nella natura - anche se aimè la mia fobia degli insetti non mi facilita affatto! -, percorrere sentieri e stradine alla ricerca di qualche timido animale o semplicemente alla ricerca di un po' di pace e di quell'immaginazione che solo la natura può alimentare. Abito in città, e più precisamente in una località di mare, ma a pochi chilometri da dove abito ho colline, montagne e sentierini degni di essere praticati. Qualche volta dunque, quando sono stufa della quotidianità e dei rumori della città mi prendo una pausa e vado a respirare l'aria fresca e pulita dell'entroterra. 
Dopo tutte queste parole - che probabilmente vi avranno annoiato perchè a chi potrebbero interessare queste news della mia vita privata? - non mi resta che salutarvi, e augurarvi una buona settimana =)

venerdì 16 settembre 2011

Il Calderone #3: "La Sezione aurea spiega la bellezza e l'armonia della natura"



Buon venerdì a tutti e benvenuti! Oggi il mestolo ha estratto dal Calderone un numerino molto interessante, ovvero il numero phi. Qualcuno di voi ne avrà sentito paralare, altri invece no, ma c'è sempre tempo per imparare e per apprendere qualcosa di più su questo numero 'magico'.

Al numero phi viene attribuita un'origine divina, tant'è che alcuni lo considerano il 'mattone con il quale Dio ha costruito il mondo'. Questo numero risulta essere onnipresente in natura: piante, animali e uomini hanno misure che rispettano perfettamente il numero phi. Ma che cos'è esattamente?
Il numero phi era ben noto anche alle civiltà antiche, i greci lo chiamavano proporzione divina ed esso corrisponde al numero 1,618033988. Per parlare di questo numero è necessario però fare una premessa; non si può parlare di phi se non si introduce la successione di Fibonacci (abbiate un po' di pazienza, questa parte è un po' noiosa, ma cercherò di renderla breve, indolore e facilmente comprensibile). La successione di Fibonacci prende il nome da un grande matematico del medioevo, Leonardo Pisano, detto appunto Fibonacci. Questo signore aveva stabilito una successione di numeri; in essa ogni elemento, a partire dal secondo, è uguale alla somma dei due numeri precedenti. Mi spiego meglio. La sequenza (infinita) inizia con i seguenti numeri:

1   1   2   3   5   8   13   21   34   55   89  ecc. ecc.

Come potete osservare, i primi due numeri sono 1 e 1. Il terzo numero è esattamente la somma dei due numeri precedenti, e cioè 1+1=2. Il quarto numero è il 3, che sarebbe poi la somma dei due numeri precedenti, cioè l'1 e il 2 (1+2=3). 
I rapporti, o proporzioni, che intercorrono tra tutti i numeri della successione di Fibonacci tendono al numero phi. La proporzione divina ha ispirrato molti artisti, tra cui anche Leonardo da Vinci, che realizzavano le loro opere in relazione alla sezione aurea al fine di avvicinare le loro creazioni alla perfezione divina. Una delle figure che può far comprendere e vedere la sezione aurea in quello che ci circonda è la spirale aurea:

Parecchie varietà di comuni organismi marini, dal plancton, alle lumache, al nautilus, presentano spirali auree nelle loro fasi di sviluppo o nelle loro conchiglie. 


La spirale aurea si ritrova anche nei fiori e, in particolare, nella distribuzione dei loro semi: è il caso del girasole e della rosa. Il numero dei petali di molti fiori è solitamente un numero appartenente alla successione di Fibonacci: i ranuncoli ne hanno 6, la calendula 13, mentre le margherite hanno un differente numero di petali che però corrispondono sempre a un numero di Fibonacci (21, 34, 55...). I semi di girasole crescono secondo spirali opposte e il rapporto tra una rotazione e quella successiva è proprio il numero phi. La sezione aurea si trova anche nell'ordinamento delle foglie su un gambo. 
Un altro esempio? In un qualsiasi alveare il numero delle api femmine diviso per il numero dei maschi da come risultato il numero phi, o un numero che si avvicina molto ad esso.
Anche il corpo umano è costruito seguendo la sezione aurea: se misurate la vostra altezza e la dividete per la distanza che intercorre tra il vostro ombelico e il pavimento otterrete il numero phi. La stessa cosa succederà se misurerete la distanza dalla vostra spalla alla punta delle dita della mano e dividerete la misura ottenuta per la distanza dal vostro gomito alla punta delle dita. Sorprendente, no? Tutto nella natura sembra rispondere a queste proporzioni e tutto sempra essere stato creato seguenzo la sezione aurea. Sarà veramente così? Il numero phi è davvero il mattone utilizzato da Dio per creare il mondo? Chissà! 



         "La sezione aurea, il linguaggio matematico della bellezza" mondo Matematico, 2011

Vi aspetto venerdì 23 settembre con Il Calderone #4!

martedì 13 settembre 2011

Teaser Tuesday # 1: "La Compagnia dell'Anello"

Ebbene sì, alla fine questa celeberrima rubrica è arrivata anche su questo blog! La personcina che mi ha messo la pulce nell'orecchio per questa rubrica è nientepopodimeno che Yvaine de Il Pozzo dei Sussurri!


Gli ingredienti di questa rubrica sono:
- il libro che stai leggendo
- una pagina aperta a caso
- copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler
- rivelare l'autore e il titolo del libro

Il libro che sto leggendo è "Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello" di J.R.R. Tolkien.



Il salone della casa di Elrond era pieno di gente, per la maggior parte Elfi, salvo qualche altro invitato di diversa stirpe. Elrond, secondo le sue abitudini, sedeva in un grande seggio a un'estremità della lunga tavola e aveva da un lato Glorfindel e dall'altro Gandalf.
Lo sguardo di Frodo era pieno di meraviglia, poichè mai aveva visto Elrond, di cui tante storie parlavano; seduti alla sua destra e alla sua sinistra, Glorfindel e Gandalf, ch'egli credeva di conoscere tanto bene, si rivelavano in tutto lo splendore della loro dignità e del loro potere. 
Gandalf era più basso degli altri due, ma la lunga chioma bianca, la folta barba d'argento e le spalle possenti facevano pensare a qualche saggio re delle antiche leggende. Nel viso segnato dagli anni, gli occhi incastonati sotto le fitte sopracciglia nevose parevano carboni pronti ad accendersi.
Glorfindel era alto e dritto; i capelli d'oro luccicavano, e il viso era bello e giovane e impavido e pieno di gioia; gli occhi appassionati brillavano e la voce era soave come musica; in fronte portava saggezza e in mano vigore.
Il volto di Elrond non aveva età, non era nè vecchio nè giovane, eppure recava vivo il ricordo di molte cose tristi e di molte felici. I capelli erano scuri come le ombre del crepuscolo, e in testa portava un cerchietto d'argento; nei grigi occhi limpidi scintillavano miriadi di stelle. Venerabile come un re coronato da molti inverni, eppur vigoroso come un eroico guerriero nella pienezza delle sue forze: egli era il Signore di Gran Burrone, potente tanto tra gli Elfi che tra gli Uomini.

(pag.302 della trilogia completa)

Al prossimo martedì!

domenica 11 settembre 2011

Kreative Blogger Award!

Ringrazio Yvaine del blog Il Pozzo dei Sussurri - alias mia sorella - che mi ha conferito questo premio mesi fa! Purtroppo per motivi tecnici non sono riuscita a curare questo post prima di oggi, ma c'è sempre tempo per rimediare, no?


Qui di seguito vi riporto dunque le regole del Kreative Blogger Award:

1) Trovare 10 blog meritevoli del premio
2) Avvisare i blogger premiati
3) Raccontare 10 cose di me che voi non sapete


Dunque procediamo... i dieci blog da me premiati, in ordine casuale (dunque non litigate per la pole-position!), sono:

- Senza nome e senza titolo di Dafne Arthemisis Athena
- Lande di carta di Roberta
- Insolita Estrella di LiLiTh
- My Crazy Life  di Starlight

Ora, come detto nel regolamento, vi racconto dieci cose di me che non sapete... accidenti, sembra facile, ma in realtà non lo è poi così tanto!

Uhm... vediamo...

1) Ho la tremenda (e quando dico tremenda vuol dire proprio ESAGERATA!) fobia degli insetti! Tutti i tipi di insetti e di ragni, siano piccoli, medi o giganteschi. Non so esattamente come sia nata questa fobia, ma sono anni ormai che ci combatto. Ebbene sì, quando vedo un insetto non capisco più niente, perdo il controllo e se mi sento particolarmente vulnerabile in quel momento può capitare che pianga addirittura. E' una cosa che non tollero di me stessa e che non riesco a superare, anche se so che la mia paura il 99,9% delle volte è assolutamente infondata.

2) Oltre ad amare la lettura, amo anche scrivere. Sin da quando ero bambina ho coltivato questa mia passione scrivendo storielle simpatiche per divertire mia sorella, che all'epoca era piccola e non leggeva. A leggerle le mie storie ero proprio io. Man mano che crescevo continuavo a trasporre le mie strambe ed intricate fantasie sulla carta, finchè non ho cominciato il mio libro più serio, che sto ancora scrivendo. Me la sto prendendo comoda, anche se quest'estate devo dire che ho scritto più di quanto non abbia fatto prima. Spero di riuscire a pubblicarlo prima o poi, presto o tardi che sia. 


3) Nonostante io studi per diventare restauratrice, insegnante di storia dell'arte nei licei o per lavorare in un museo, la mia vera aspirazione è quella di aprire una libreria insieme a mia sorella. Una libreria tutta nostra, chissà dove, in cui accogliere lettori appassionati. Un angolo di carta con un mondo di parole da leggere, condividere, vendere e scambiare...

4) La stagione che amo di più in assoluto è l'autunno. Perchè? Be', perchè l'autunno non è, come te lo descrivono a scuola, la stagione del marrone e del giallo, no l'autunno è molto di più. In questa stagione la natura sfoggia il vestito più bello a mio parere: le foglie si tingono d'oro, verde scuro, giallo, arancio, rosso acceso creando un turbinio di colori così bello da mozzare il fiato. Il vento accarezza le foglie accompagnandole al suolo e giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, gli alberi cambiano abito, rendendo il paesaggio sempre diverso fino all'arrivo dell'inverno, proprio come fanno gli ultimi scoppi dei fuochi d'artificio, così rumorosi e così vistosi prima che tornino il silenzio e il buio.

5) Sono astemia. Non bevo assolutamente niente di alcolico, odio anche solo l'odore dell'alcol, anche se una sola volta nella mia vita mi sono sforzata di provare a bere una bevanda alcolica.

6) Ho un terribile vizio: mi mangio le unghie da tempo immemorabile =S cerco sempre di farmelo passare, e molte volte riesco a farmi crescere le unghie per due o tre mesi, ma poi, appena si spezzano, ricomincio irrimediabilmente, mandando gli ultimi sforzi all'aria! Che disdetta!

7) Non sono per niente una ragazza sportiva, tuttavia il mio sport preferito è la pallavolo. Ho praticato questo sport per un anno, imparando da autodidatta (guidata però da mio padre) e una volta entrata in squadra, sono riuscita subito a farmi notare dall'allenatrice e dalle ragazze più grandi di me e con più esperienza, tant'è che dopo gli allenamenti con le ragazze della mia età mi fermavo ad allenarmi un'ora in più con le più grandi. Andavo in terza media all'epoca. La mia statura (1,60cm) non mi permetteva di essere selezionata per i provini per le squadre di serie, ma è una cosa che non mi è mai interessata: coltivavo la pallavolo solo per svagarmi e per mia passione, non per arrivare in serie A. Purtroppo però una sera, giocando con le ragazze più grandi, mi sono storta la caviglia destra in malo modo e da quel momento per molti anni non è più stata efficente. Un po' per questo motivo, un po' perchè sono entrata alle scuole superiori ho abbandonato a malincuore questo sport, anche se adesso mi piacerebbe riprendere ad allenarmi.

8) Odio ballare. Ebbene sì, è una cosa che proprio non sopporto. Prima di tutto perchè sono un pezzo di legno, poi perchè non mi piace mettermi in mostra (sì, lo so che ballare non significa per forza essere esibizionisti, ma la mia mente malata fa difficoltà a concepire i sinuosi movimenti del corpo nel ballo come qualcosa di sobrio e disinvolto).

9) Il mio fiore preferito, come testimonia anche l'immagine del mio profilo, è il tulipano. Non so perchè, ma trovo che sia un fiore assolutamente stupendo, e poi fiorisce più o meno intorno al mio compleanno, ad aprile.

10) Il mio colore preferito è il blu in tutte le sue sfumature, anche se mi piace molto anche il rosso. Nonostante mi piacciano questi colori non sono così 'fissata' da comprare capi d'abbiagliamento o oggetti tutti del medesimo colore perchè odio la monotonia.

Detto questo non mi resta che salutarvi, augurando buona settimana a tutti!

venerdì 9 settembre 2011

Il Calderone #2: "I segreti dell'Antartide"




Salve a tutti ! Questo venerdì vorrei parlarvi dell’Antartide. Le notizie che sto per riportarvi potrebbero cambiare molto il nostro modo di pensare, la storia dell’uomo e alcune teorie scientifiche e fisiche ben radicate nell’immaginario collettivo.

Tanto per cominciare l’Antartide è l’ultimo continente che è stato scoperto in tutto il mondo. Il suo primo avvistamento risale al 1820 ad opera di una spedizione russa, ma la scoperta venne quasi ignorata per tutto il XIX secolo a causa dell’inospitalità del continente, fino al 1890, quando un cartografo scozzese parlò per la prima volta di ‘Antartide’.
Questo continente è in media il luogo più freddo della Terra e con le maggiori riserve di acqua dolce del pianeta; non è abitato permanentemente da  nessuna popolazione umana, salvo le comunità di ricercatori che svolgono in Antartide continue ricerche, le quali quest’anno hanno portato a scoperte a dir poco sensazionali e che ancora non vengono comunicate dalla stampa e dalle televisioni. Io personalmente fino a qualche giorno fa non avevo nessun sospetto di quali nuovi quesiti queste ricerche avessero aperto. Ho trovato le seguenti notizie  vagando per le lande desolate del web alla ricerca di un articolo da proporvi questa settimana… ma torniamo al dunque.

L’Antartide non finirà mai di stupire e regalare nuove sorprese. Ad oggi si sa ancora molto poco su questo continente, il più gelido, remoto e inospitale del pianeta. Esso infatti potrebbe nascondere un vero e proprio museo archeologico sotto la spessa coltre di ghiaccio, che raggiunge una profondità di oltre 2000 metri. Sì, avete capito bene: le parole ‘museo archeologico’ non sono state messe lì per caso…
Tutto cominciò nel 2002, quando una troupe di giornalisti e video reporter ben attrezzati scomparve in circostanze misteriose in Antartide, lasciando delle riprese sensazionali a testimonianza di ciò che avevano visto prima di scomparire senza lasciare traccia. Le riprese riguardavano una sensazionale scoperta archeologica fatta risalire a prima del diluvio universale: un’intera città sepolta dal ghiaccio è ancora lì, in Antartide, visibile anche se danneggiata. Questo mostrava il video filmato dai reporter scomparsi. Tuttavia non finisce qui: nel luogo in cui fu rinvenuto il video furono ritrovati anche macchinari e altri oggetti tecnologici sconosciuti ma molto avanzati. Cosa significava? Continuiamo con calma a far luce su questa vicenda, per quanto ci è possibile ovviamente.
I servizi segreti americani sequestrarono il video e ne fermarono la pubblicazione; in seguito il video venne ritrovato nella discarica di una delle stazioni scientifiche di servizio antartiche. Ma cos’è che non doveva essere rivelato? Il video nascondeva forse qualcosa di pericoloso? Gli articoli a riguardo e i pochi testimoni che hanno potuto vedere con i loro occhi il video sono riusciti a far trapelare delle notizie. Sembra che in Antartide sia stato iniziato da tempo una grande attività di scavo archeologico a circa 3200 metri sotto il ghiaccio.
Ecco però che nel mese di maggio 2011 avviene un’altra sensazionale scoperta. Un’equipe di fisici e climatologi durante i loro consueti lavori di ricerca in Antartide avrebbero individuato uno strano vortice avvolto nella nebbia. Esso infatti era assolutamente stazionario, non si spostava di un solo centimetro nonostante le forti raffiche di vento spostassero le nuvole tutt’intorno. Incuriositi, i ricercatori hanno deciso di indagare sul fenomeno, rilasciando un pallone meteo legato a un argano all’interno del vortice. Per chi non lo sapesse il pallone era completo di una radio sonda per il rilievo delle proprietà fisiche e di un cronometro scientifico per la registrazione dei tempi di lettura. Dopo aver atteso i minuti necessari alle misurazioni, i ricercatori hanno recuperato il pallone meteo. Il risultato era inquietante: il cronometro infatti era tornato indietro, alla data 27 gennaio 1965. L’esperimento è stato ripetuto più volte, sempre con gli stessi risultati. A questo punto gli scienziati comunicarono la loro scoperta alla marina militare americana e ai servizi segreti, i quali mobilitarono subito un’operazione di copertura e di blocco delle informazioni. Gli scienziati avevano ipotizzato che quel vortice altro non fosse che una porta spazio-temporale, ovvero un tunnel che permette non solo uno spostamento geometrico attraverso lo spazio, ma anche un cambiamento temporale, il che spiegherebbe come mai la data del pallone segnava l’anno 1965.
Il 3 giugno una nuova scoperta conferma le tesi del vortice spazio-temporale, ma fa luce anche sulla teoria di Einstein-Rosen. All’inizio del secolo scorso i due scienziati avevano congetturato una ‘galleria gravitazionale’ chiamata Wormhole, una scorciatoia da un punto dell’universo a un altro che consentirebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale. Si tratta di accurate teorie fisiche che sembrano sfiorare la fantascienza, tuttavia le scoperte dell’Antartide sembrerebbero avvalorare le scoperte di Einsten e Rosen. Le spiegazioni dell’argomento rimangono poco chiare, tuttavia gli scienziati hanno fatto degli esperimenti, i risultati ai quali sarebbero stati inequivocabili. Gli scienziati parlano di una svolta per la fisica.
Alcune domande restano però tutt’ora irrisolte: perché i servizi segreti americani avrebbero deciso di nascondere il video che testimonia la sensazionale scoperta di una città sepolta sotto i ghiacci? Che fine hanno fatto i ricercatori scomparsi misteriosamente nel nulla? Come mai l’America ha subito mandato un’equipe di archeologi in Antartide per effettuare degli scavi cercando però di mettere tutto a tacere? Cosa si nasconde sotto il ghiaccio di così importante e sconvolgente da non poter essere rivelato? Qualunque cosa sia si tratta di un reperto risalente a 12 mila anni fa… C’è chi dice persino che sotto i ghiacci dell’Antartide sia sepolta la leggendaria e tanto ricercata Atlantide. Gli scienziati scomparsi all’improvviso potrebbero essere stati catapultati in un altro tempo e in un altro spazio… e magari nel passaggio spazio-temporale hanno permesso l’arrivo sino a noi di quegli strani marchingegni tecnologici a noi sconosciuti. Le domande restano aperte… speriamo che prima o poi qualcuno sappia darci adeguate risposte.

Il materiale in questione è stato tratto dai seguenti siti:


http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/447-tra-ponti-di-einstein-rosen-wormhole-e-scoperte-archeologiche-presunte-in-antartide


Detto questo, non mi resta che augurare a tutti voi Buon fine settimana! Vi do appuntamento con Il Calderone #3 a venerdì 16 settembre, sperando che l’articolo sia stato di vostro gradimento =D

domenica 4 settembre 2011

Non lo tollero!

Buona sera a tutti! (o forse sarebbe più appropriato dire buona notte... o ancora buon giorno, vista l'ora)
Perdonate l'orario un po' insolito per un post, ma in questo periodo tutte le ore diurne sono occupate fino all'ultimo secondo dallo studio intenso. Sì, perchè si avvicina inesorabilmente l'autunno e con esso anche gli esami universitari e poi le lezioni. E' proprio tempo di tirarsi su le maniche e iniziare a sudare per ottenere qualche buon risultato. C'è chi riprende il lavoro dopo le ferie, chi si prepara a rientrare a scuola (che brutti ricordi!) e chi, come me, studia per qualche esame solitario, ma comunque impegnativo. 
Visto e considerato che studio Conservazione e Restauro dei Beni Culturali non posso proprio evitare di dedicare un post a un 'incidente' successo a Roma, più precisamente a Piazza Navona.
Come forse avrete avuto modi di sentire al telegiornale, un vandalo - perchè di questo si tratta - ha pensato bene di danneggiare la fontana del Moro disegnata dal Bernini. La stessa fontana era stata già sottoposta a restauri e le parti che sono state danneggiate, a quanto pare, non sarebbero originali. Tuttavia ciò non allevia la gravità del gesto dello scellerato, ripreso dalle telecamere e del quale si stanno cercando le tracce.
A mio parere l'atto vandalico in questione è gravissimo: non solo il furbacchione ha danneggiato un bene culturale, un'opera d'arte che tutti hanno il diritto di poter contemplare, ma ha anche calpestato senza alcun rispetto il lavoro dei restauratori che, credetemi, non è afatto lavoro da poco.  Non riesco proprio a tollerare questi atti vandalici insulsi, inutili e senza una spiegazione. Ma è solo il primo di una lunga serie di esempi simili. Simile sorte era toccata per esempio alla Pietà di Michelangelo, la quale venne colpita con ben 15 colpi di martello da un pazzo scriteriato! L'artefice? Un geologo australiano  considerato infermo mentale e ricoverato, in seguito alla vicenda, in un manicomio. Da quel momento l'opera è stata posta dietro un vetro, al fine di prevenire altre mutilazioni. Vi sembra giusto che per colpa di una testa calda la gente debba essere costretta a guardare l'opera da un punto di vista assolutamente non privilegiato? 
L'Italia è uno dei Paesi al mondo con il maggior numero di opere d'arte... se questi atti vandalici si ripresentano di tanto in tanto forse sarebbe meglio sorvegliare con più costanza il nostro patrimonio, perchè è esso che caratterizza non solo la nostra nazione, ma anche la nostra identità italiana, la nostra storia e la nostra cultura ed è da considerarsi un vanto.

venerdì 2 settembre 2011

Il Calderone #1


Quale post migliore per iniziare questa rubrica, se non quello che tratta proprio di un calderone?
Ebbene, questo venerdì vi proporrò le origini, più o meno magiche, di questo strumento.

Il calderone, come tutti ben saprete, è un tipo di pentola molto grande. Si utilizzava per cuocere grosse quantità di cibo o grossi pezzi di alimento. Durante la macellazione casalinga del maiale lo si utilizzava per cuocere le cotenne, le ossa da spolpare e per preparare lo strutto. Veniva utilizzato anche per fare il bucato.
Nel nostro immaginario il calderone è il pentolone delle streghe e dei druidi o quello in cui i cannibali lessano l'avventuroso esploratore…

Il calderone però non è solo questo.
I calderoni magici compaiono ripetutamente nella mitologia gallese e irlandese. Alcuni, come quello di Dagda, non si svuotano mai, tranne che alla presenza di codardi; altri fanno rivivere i morti, altri ancora contengono pozioni della saggezza. In seguito questo pentolone miracoloso si fuse nell’immaginario collettivo con il Santo Graal, che promette l’immortalità a coloro che lo conquistano.
Secondo la mitologia irlandese, la terra d’Irlanda fu abitata prima dell’invasione dei Gaeli da un popolo chiamato Tuatha Dé Danann. Questo popolo si mosse dalle proprie antiche sedi, situate sul Danubio, alle isole del Nord, fino a giungere in Irlanda. Nelle isole i Tuata Dé Danann appresero la magia e portarono con loro durante il lungo viaggio quattro tesori, provenienti dalle quattro capitali del loro regno (Fàilias, Gorias, Finias e Murias): la Pietra del Destino, la Lancia di Lug, la Spada di Luce e il Calderone di Dagda, dio della guerra.
Quest’ultimo tesoro veniva chiamato anche “Non-asciutto” proprio perché non si svuotava mai.  Quando non veniva utilizzato da Dagda, serviva da contenitore per la Lancia di Lug, che grondava sempre sangue.
I calderoni del periodo celtico pagano giunti fino a noi sono di bronzo, rame o argento, tutti riccamente decorati. Per i celti essi rappresentavano il grembo materno, dal quale ha origine la vita.

Questo strumento diviene quindi in ogni cultura simbolo di rinascita, spiritualità e abbondanza. Inoltre, al suo interno sono racchiusi tutti e cinque gli elementi: il fuoco che lo cuoce, l'acqua che vi bolle, l'aria che ne evapora e la terra da cui è composto.
Tralasciamo adesso le leggende e i miti che circondano questa pentola .
Il calderone era un oggetto comune nelle case di campagna. In un ambito familiare con molti figli era normale dover avere una pentola grande dove poter cucinare per tutti. L'immagine tipica del calderone è quella di rame, molto diffusa nel nord Italia perché era  usata per cucinare la polenta, un piatto tipico estremamente povero che tutti conoscono bene nel nostro paese e che è ottenuto mediante la bollitura di farina gialla (ottenuta macinando il mais) nell'acqua.
È inoltre testimoniato nella storia che il calderone venisse utilizzato persino dagli Unni, popolazione barbara che nel IV secolo invase l’Europa. Era usato a scopi rituali; dallo studio archeologico e dai reperti iconografici si evince chiaramente una differenza fra questi calderoni e quelli ad uso quotidiano utilizzati come strumenti di cucina o come contenitori.  Solo di rado i calderoni sono stati ritrovati in contesti funerari; nella maggior parte dei casi erano sepolti nel terreno da soli o in piccoli gruppi, a volte insieme ad altre suppellettili, sulle rive di fiumi o laghi. In effetti, oltre il 90% dei calderoni a scopo rituale è stato trovato seppellito vicino all’acqua – ruscelli, laghi, fiumi, paludi – indicante ciò un ruolo simbolico e/o funzionale dell’acqua internamente ai riti che prevedevano l’uso dei calderoni. È certo comunque che questi venivano messi sul fuoco, poiché in numerosi casi sono stati riscontrati segni di fuoco nelle pareti esterne.

Spero che questo primo post vi sia piaciuto!
Non mi resta che darvi appuntamento a venerdì 9 settembre con Il Calderone #2, chissà cosa bollirà in pentola la prossima settimana...

giovedì 1 settembre 2011

Nasce una nuova rubrica: Il Calderone!

Signori e signore, sono lieta di annunciarvi che dal mio Paese delle Meraviglie sta per riversarsi sui vostri schermi (suona proprio da film O_o) il contenuto del Calderone, la mia prima rubrica!



Volete sapere di cosa tratterà? Beh, il titolo dovrebbe suggerirvelo... : di tutto un po'. 
Il Calderone nasce da un'idea che ebbi quand'ero ancora una balda giovinetta di undici anni. Sono sempre stata una grande appassionata di misteri irrisolti, del soprannaturale e quant'altro e dunque all'epoca (sto parlando di dieci anni fa u_u  tanto per intenderci) avevo deciso di creare un piccolo giornalino in cui scrivere di mio pugno pochi articoli che riguradassero il magico mondo del Mistero.
Adesso voglio riproporre questa idea qui, sul blog, ma rimodernandola un po'. Sì, perchè Il Calderone tratterà di mistero, ma anche di curiosità, leggende, e tutto quello che secondo me meriterà di essere trattato in un post di questa rubrica.
La frequenza di pubblicazione è prevista per ogni settimana (spero proprio di riuscire a mantenere la parola data!) e più precisamente tutti i venerdì. Nel caso ci fossero novità, cambiamenti di giorno ecc. vi terrò informati!
Detto questo non mi resta che salutarvi sperando che la mia rubrica vi piacca. 

Acciderbolina! Ma domani è già venerdì!E' tardi, è tardi! Ho fretta!




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